VILLA BORGHESE ROMA
Il cuore verde della capitale

Villa Borghese è un grande parco di Roma, che occupa una vasta area nel cuore della città, compresa tra il tratto delle Mura Aureliane, ed i quartieri Salario e Pinciano. È il terzo più ampio parco pubblico di Roma dopo Villa Doria-Pamphili e Villa Ada che comprende diverse sistemazioni a verde. Di seguito alcune informazioni sulla storia, edifici interni, fontane, ingressi monumentali

Aggiornato il 11/06/2016

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Se si vuol passeggiare piacevolmente tra statue e cimeli di personaggi e celebrità tra il XVIII e XX secolo Villa Borghese è l’ideale. Ma anche se si volessero affrontare le visite a musei e Casine di epoche più antiche tra il seicento e l’ottocento, incontrare anche in primavera la Piazza di Spagna per assistere a qualche corsa ippica per gli appassionati o godersi un panorama ed un luogo del tutto fuori dal mondo, in un’ottica di un classico giardino all’inglese tra bioparco e sede dell’università di Architettura ed anche, se volessimo assistere a qualche mostra, approfittare di visitare la Galleria nazionale di Arte Moderna e il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Invece per chi è amante del teatro da seguire le rappresentazioni estive al Globe Theatre.

Dove è situata
È compresa entro un perimetro di sei chilometri con otto ingressi: i Piazzali Brasile, Flaminio, Cervantes e Sienkievicz, i viali di Porta Pinciana, Pietro Raimondi, Ulisse Aldrovandi e Belle Arti. Questa villa si formò a partire dai primi anni del XVII secolo con l’ascesa al soglio pontificio di Paolo Borghese nel 1605 che subito elargì protezione al nipote cardinale Scipione. Questi si avvalse dell’operato di Flaminio Ponzio e del suo allievo Vasanzio per costruirsi tra il 1608-1615 una villa in tutto degna del suo enorme prestigio. Venne utilizzata un’area tra il Flaminio, la via Pinciana e la zona detta Pariolo.

Galleria Borghese
L’edificio principale della villa è il Casino, sede della Galleria Borghese, (museo notissimo) che sorge sui piazzali Scipione Borghese e del Museo, appunto, Borghese. La costruzione è piuttosto articolata.
Ha un corpo arretrato sulla facciata principale. Si sviluppa su due piani, con la parte centrale del pianterreno aperto su una loggia a 5 arcate, sulla quale è un’ampia terrazza, dove si aprono tre porte. Caratteristica la bella scalinata a doppia rampa, con trenta gradini di travertino, eseguita nel 1613 dagli scalpellini: Agostino e Bernardino Radi e Lorenzo Malvisti; spazzata via nei rifacimenti ottocenteschi è stata ripristinata nel grande restauro del 1998.
La facciata posteriore è costituita da una loggia, chiusa nel 1785 con volta affrescata da Giovanni Lanfranco nel 1625. Anche le due facciate laterali si presentano con una possente eleganza per un edificio che appariva come un gioiello con la sua apertura su tutti i lati, posto su un’”isola”, e sovraccarico di rilievi, fregi e busti. Ma la ricca decorazione esterna è quasi completamente scomparsa, a causa di quell’autentica devastazione che la costruzione subì tra la fine del Settecento e i primi dell’Ottocento ad opera di Antonio Asprucci e Luigi Canina che spazzarono via la sontuosità seicentesca che caratterizzava questo palazzo, per imporre una sobrietà quasi squallida. Statue, busti e bassorilievi furono asportati e venduti a Napoleone nel 1807 per un totale di 523 pezzi.
Le poche sculture che adornano oggi la facciata principale non sono infatti quelle di allora, ma vennero portate nell’800 dalla Casina dell’Orologio, dove aveva sede la raccolta di famiglia proveniente da Gabi. Tra queste due statue corazzate con testa-ritratto raffiguranti Lucio Vero e Marco Aurelio. Il Piazzale Scipione Borghese è costituito in pratica dal Giardino Di Venere, così detto dalla Fontana di Venere che si trova al centro: una vasca circolare con una fitta scogliera centrale, sulla quale vi è, appunto, una statua della dea, copia della Venere Medicea.
Nella recinzione del giardino si susseguono statue di eroi e dèi; tra gli altri un sarcofago con figura di Dioniso e un satiro e un’ara di Mercurio. Alla sinistra del Palazzo fu costruito, oltre un giardino rettangolare il Casino Dell’Uccelleria, opera di Girolamo Rainaldi, in seguito fu aggiunta una seconda Uccelleria chiamata: Casino Della Meridiana. Oltre agli uccelli la villa ospitava anche diversi altri animali che il Cardinale Borghese aveva custodito, come un recinto per gli struzzi ed i pavoni, il serraglio delle gazzelle e quello dei leoni.
Un’altra curiosità erano “le conserve della neve”, utilissima d’estate per preparare bevande e sorbetti. La proprietà che si era ampliata verso il Muro Torto, venne completamente rinnovata tra il 1770-1793 dal Principe Marco Antonio IV Borghese. L’architetto Antonio Asprucci con l’esperto di giardini: Jacob Moore, le fecero perdere l’aspetto secentesco, per trasformarla in un parco all’Inglese, che è quello a noi pervenuto, dove prevale una maggiore libertà in senso paesaggistico.
Nell’ambito del rinnovamento della villa Sette-Ottocento va inquadrata la sistemazione del Giardino Del Lago, al centro del quale, su un’isola artificiale, sorge il “Tempio di Esculapio”. Vi è poi la “Fontana delle Maschere”, un bacino con maschere e delfini eseguiti su disegno di Giacomo Della Porta, e “La Fontana dei Satiri” di Giovanni Nicolini, del 1925.

Altro edificio di stile classico è “L’Arco di Trionfo” che lo collega a Valle Giulia. Questi è stato eretto nel 1830 dal Canina: ispirato nella forma a quello di Tito del Foro Romano, è dedicato a Settimio Severo, la cui statua si può vedere alla sommità di due prigionieri Parti.
Nel giardino fino a qualche anno fa erano collocati reperti più o meno antichi. Il pezzo forse più importante è il grande “Sarcofago”, di arte romana del III secolo D.C., destinato ad una coppia di sposi. Raffigura il mito di Fetonte, il figlio del Sole, colto nell’atto di cadere dal carro celeste che non aveva saputo guidare. Sui lati due figure con in mano una torcia, alludono al sorgere e al declinare della vita umana. Altri reperti di un certo interesse sono le sculture che erano destinate a far parte del “Monumento al giurista olandese Jan van der Capellen” opera di Giuseppe Ceracchi. (Le statue erano qui state sistemate nel 1845).
Nel viale sottostante il Giardino del Lago, sorge l’Aranciera (dove ora è situato il Museo Carlo Bilotti), edificio adibito a residenza padronale e a magazzino per agrumi. Rientrano nel gusto per l’imitazione antica, con relativa creazione di falsi archeologici, il finto rudere del “Tempio di Antonino e Faustina” e i “Propilei egizi” eretti dal Canina per nascondere una statua urbana che si era venuta a trovare in mezzo alla villa nell’ampliamento della stessa verso il Pincio.

Uno dei luoghi più noti della villa è la Piazza Di Siena che è sempre stata usata per le corse dei cavalli, i caroselli e altre manifestazioni, dove oggi si tengono gli annuali concorsi ippici e i caroselli dell’Arma dei Carabinieri. Su di essa si affaccia la Casina Dell’orologio, un edificio sormontato da una torre quadrata fornita, appunto, di un orologio. L’edificio, nel 1832 venne dato in uso ad un certo Stefano Giovannini che vi sistemò una trattoria; ospita attualmente la direzione dei giardini comunali.
Sul piazzale vi è anche la cosiddetta Casina Di Raffaello che non ha in realtà alcun riferimento storico con il pittore. Sullo sfondo dello stesso piazzale è la Casina Delle Rose, costruzione Ottocentesca eretta sulla Casa del Portinaio distrutta dai bombardamenti francesi nel 1849, adattata a caffè ristorante e ora in disuso. Ma la particolarità della villa restano le fontane: ben 24, oltre alle fontanelle murali e a foggia di maschere. Così: la “Fontana dei Cavalli Marini”, “la Fontana di Esculapio” e “La Mostra dell’acqua Felice”.

Cenni storici
Fin dal 1580, Villa Borghese aveva come nucleo antico, un appezzamento vignato di proprietà dei Borghese. Ma nei primi anni del Seicento, il cardinale Scipione Caffarelli Borghese acquistò una serie di vigne e terreni vicini alla villa, per costruire una Villa che diventasse il simbolo dello status sociale della famiglia. La villa venne costruita nel 1606 da due architetti: Ponzio Flaminio e Vasanzio Giovanni, affiancati dal giardiniere Savini Domenico che doveva occuparsi della costruzione dei giardini. Durante i lavori, altri due architetti si affiancano alla realizzazione della villa: Pietro e Gian Lorenzo Bernini.
Nel 1633 la villa è quasi completata. Comprende giardini curati e ornati da fontane, statue e arredi antichi, boschetti e arre per la caccia. Inoltre vengono costruite anche alcune aree come l’'Uccelliera, e il Casino nobile destinato ad ospitare collezioni artistiche del cardinale.
La villa fu mantenuta in buono stato e curata fino al 1766, quando Marcantonio IV intraprese i lavori di modifica su alcuni edifici della villa, in particolare il Casino nobile, il Casino del Giuochi d’'acqua e in modo particolare il parco. Il principe per apportare le sue modifiche si avvalse della collaborazione e dell’'opera di architetti come Antonio e Mario Asprucci, numerosi artisti, giardinieri e paesaggisti.
Alla morte di Marcantonio IV, gli successe il figlio Camillo, noto per il suo matrimonio con Paolina Bonaparte, sorella di Napoleone, andato male. Camillo diete alla villa un notevole contributo. L'ampliamento della proprietà, che poi fu continuata alla sua morte dal fratello Francesco, comprese importanti aggiunte: Villa Giustiniani e le Ville Pamphili e Manfroni (attuale Casa del Cinema).
Nell’'Ottocento alla villa vennero organizzate spettacolari manifestazioni, feste popolari, con canti e balli. I principi Borghese erano noti al popolo per la loro generosità e accoglienza, per questo la villa veniva aperta al passeggio festivo, come è tutt’ora.
Dalla seconda metà del secolo, dopo i vari interventi voluti da Marcantonio V, furono previsti ingressi a pagamento per gli svaghi che venivano offerti al pubblico.
L’ultima trasformazione della villa risale all’inizio del '900; dopo essere stata sul punto di essere distrutta per far posto a ville e palazzi, e dopo una burrascosa vicenda giudiziaria, fu acquistata nel 1901 dallo Stato e due anni dopo ceduta al Comune. La sua apertura al pubblico comportò una nuova funzione di parco pubblico: dal 1908 è il collegamento con il Pincio, che ne ha spezzato lo splendido isolamento e nello stesso periodo si è andata unendo al Galoppatoio.
Nel 1911 ha accolto il Giardino Zoologico, oggi: Bioparco, e nel 1925, nel piazzale a fronte del Parco dei Daini, è stato costruito il “Serbatoio dell’Acqua Marcia e Pia”: è un grande edificio decorato con iscrizioni in latino, formato dall’aquila e dal drago dello stemma Borghese; riversa lo scarico dell’acqua nella vicina “Fontana dell’Atlante”, con scogliera nella quale è il mitico personaggio che regge sulle spalle un orcio dal quale cade l’acqua.

Monumenti
All'interno di Villa Borghese furono eretti monumenti in memoria di illustri personaggi, quali, ad esempio: il Monumento a "Johann Wolfgang Goethe” a metà di via S. Paolo del Brasile: fu realizzato dallo scultore Valentino Casali. Vi è raffigurato lo scrittore in piedi su di un piedistallo alla cui base inferiore sono scolpiti tre gruppi marmorei che ricordano i principali campi nei quali egli spaziò la sua opera: il dramma, la lirica, la filosofia. Il Monumento fu inaugurato il 23 giugno 1904.
Il monumento a “Victor Hugo”, è sul viale Terragona: la statua rappresenta il poeta francese in piedi con una mano poggiata su una lira. “Il Monumento a Firdusi” è nel piazzale dedicato al grande poeta persiano Abu al Qasim Hasan ibu Ishaq.
Il Monumento a "George Byron” è presso piazzale Brasile, copia della statua realizzata da Bertel Thorvaldsen al Trinity College di Cambridge; il poeta inglese è raffigurato seduto su un tronco di colonna e ai piedi un libro in mano. Vi è in seguito,
Il Monumento a "Francisco de Payula Santander” è nel viale Madama Letizia: la statua del fondatore della repubblica di Colombia, avvolto in un mantello, fu inaugurata nel 1960.
Il Monumento ad "Ahmed Shawsky” è sulla destra del Piazzale Paolina Borghese: la statua del poeta egiziano seduto, è opera dello scultore Gamal El Sagini.
Vi è poi il Monumento a "Josè Gervasio Artigas” che è presso il viale Fiorello La Guardia: la statua in bronzo, rappresenta il generale uruguaiano e fu inaugurata il 3 gennaio 1966, dono alla città di Roma della Repubblica, appunto, uruguaiana.

Fa parte del complesso della villa anche la Villa Lubin, che prende nome dall’imprenditore polacco David Lubin che fu commerciante e agricoltore negli USA e qui fondò L’Istituto Internazionale di Agricoltura. L’Istituto ebbe valore finchè non sorse la FAO. Essa è costituita da due edifici costruiti come sede e biblioteca, dunque, dell’Istituto Internazionale di Agricoltura: la Palazzina principale fu edificata nel 1909 con affreschi e decorazioni all’interno di Adolfo Cozza, Giuseppe Rivaroli, Lemmo Rossi Scotto e Giuseppe Mazzoni.
Il secondo edificio fu realizzato nel 1934 su progetto dell’ingegner Paolo Rossi; nel giardino antistante l’ingresso vi è “La Fontana della Spigolatrice”: la villa è oggi sede del Cnel. Vi è infine la cosiddetta “Fortezzuola”, che fu studio e abitazione dello scultore Pietro Canonica, e che ora è il Museo Pietro Canonica. Aperto nel 1961, è costituito dalle sue opere che poi l’artista lasciò in donazione al Comune di Roma. Al piano superiore è l’appartamento privato dello stesso artista, con dipinti dell’ottocento piemontese e arazzi fiamminghi. All’esterno le statue dell’”Alpino” e del Mulo Scodela, ambedue opere di Canonica. 

Le fontane
Fontana dell'Anfora, Fontana del fiocco, Fontana dei Cavalli Marini, Fontana dei Mascheroni e Tritoni, Fontana del Mosè, Fontane Oscure, Fontana dei Pupazzi, Fontana del Sarcofago, Fontana del Sileno, Fontana della Venere, Fontana delle Tartarughe, Fonte Gaia o dei Satiri, Mostra dell'Acqua Felice.

Ingressi Monumentali
Portale del Drago (presso via Pinciana)
Portale del Leone (presso via P. Raimondi)
Portale dei Vasi (presso via U. Aldrovandi)
Portale Villa Burghesia (presso via Pinciana)
Propilei delle Aquile (presso Porta Pinciana)
Propilei Neoclassici (presso piazzale Flaminio)

Orari e Indirizzi
I giardini di Villa Borghese sono aperti dal martedì alla domenica dalle 8.30 alle 19.30, il lunedì sono chiusi, mentre il 1 gennaio e il 25 dicembre la chiusura è prevista per le 18.30. I vari ingressi da cui si accede sono: Via Aldrovandi, Via Raimondi (2 ingressi), Via Pinciana (2 ingressi), Piazzale San Paolo del Brasile, Piazzale Flaminio, Piazzale Cervantes.

Come arrivare
Bus interno a Villa Borghese: Linea elettrica 116. Bus che attraversano Villa Borghese: 88, 95, 490, 495, 49. Bus che collegano con le strade adiacenti Villa Borghese: 910, 52, 53, 628, 926, 223, 217. Tram: 19, 3, 2. MetroLinea A (fermata Flaminio o Spagna). Stazione F.S. Piazzale Flaminio (Roma-Viterbo).

Consulta anche
Villa Borghese: tesori dell'arte in mezzo al verde   

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Commenti


2015-12-12 03:44 AM

Sì ma molti non sanno che all'interno del parco di Villa Borghese si trova Galleria Borghese. Oltre alle tele del Caravaggio ospita alcune delle più celebri sculture del Bernini.

 

2015-10-30 06:25 AM

Da romana e da amante dei parchi e delle ville non posso non amare Villa Borghese. Considerata un polmone di Roma, per via della sua grandezza, questa villa è il luogo ideale per trascorrere una giornata all'aperto, restando al centro della città. Cittadini e turisti possono godere dei moltissimi servizi presenti nel parco e delle numerose iniziative che lo animano durante tutto l'anno. Imperdibile la Galleria Borghese, museo situato all'interno del parco, che ospita alcuni capolavori della storia dell'arte tra cui diversi dipinti del Caravaggio.

 

2015-09-04 03:00 PM

Villa Borghese è il cuore verde pulsante di Roma. La sua forma ricorda proprio un cuore, e grazie alla sua vastità territoriale è raggiungibile in moltissimi modi e da moltissimi punti diversi della città. Famosissima la terrazza panoramica che affaccia su Piazza del Popolo: il Pincio, da anni metà della maggior parte dei turisti che arriva a Roma per la prima volta, dal quale si ha la possibilità di ammirare la Capitale in tutta la sua bellezza. Indimenticabile.

 

2015-09-04 02:57 PM

Che dire... Villa Borghese gode di una fama che precede il suo nobile nome. Villa Borghese è il parco di Roma che tutti dovrebbero visitare, almeno una volta nella vita: è immenso e pieno di vita, adatto a tutti, con la sua Galleria Borghese, il Bioparco, la Casa del Cinema, il giro nel laghetto, le fontane...

 

2015-07-07 02:30 AM

villa borghese come villa phampili sono dei luoghi per i bambini stupendi dove poter passare delle giornate immergendosi nel verde, spensierati. i bambini possono giocare nei spazi con i giochini, oppure solo passeggiare lungo il laghetto per dare da mangiare alle anatre. ci si può fermare nei ristori per gustare un buon gelato o fare un pick nick

 

2015-05-14 11:45 AM

Sicuramente più accogliente di Villa Ada, Villa Borghese è un parco ottimo per picnic all'aperto con gli amici o per le famiglie. Comodo e semplice da raggiungere, non eccessivamente grande ma ha il vantaggio di essere tenuto pulito e vi sono svariate ampie zone dove poter passare una bella giornata da soli o in compagnia. Inoltre al laghetto è possibile fare un giro in barca cimentandosi in questa nuova esperienza.

 

2014-11-08 01:17 PM

Villa Borghese si presenta come un enorme parco nel cuore di Roma. Oltre ad offrire suggestive viste sulla capitale, riesce a attirare turisti e cittadini romani. È possibile infatti passeggiare in una bella giornata di sole, visitare la famosa Galleria Borghese, assistere a rappresentazioni teatrali per grandi e piccini. Posto da non perdere!

 

2014-11-07 06:17 PM

Immenso. E' come entrare in un altro mondo. Inoltre, all'interno sono molte le cose da fare. Tra musei, passeggiate, corse, visite al Bioparco e vista di Roma, ci si possono passare giornate intere. Aperto anche di notte, ma l'armosfera di sera è più lugubre.

 

2013-10-28 08:14 AM

Uno splendido regalo della famiglia Borghese alla città di Roma. Villa Borghese è perfetta da attraversare in bici o a piedi. Ci sono moltissime cose da vedere e apprezzo il fatto che ospiti importanti strutture come il Bioparco e la Casa del Cinema.

 

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