BLOCCO TRAFFICO ROMA
Ecco le circostanze che fanno scattare i blocchi del traffico a Roma
Le centraline rilevano dati relativi agli inquinanti nell'aria oltre i limiti di legge e scatta il blocco delle auto, ormai è una sequenza di eventi che si ripete sempre più spesso, specialmente nei mesi invernali, ma a volte i cittadini si chiedono se serva a qualcosa e chi ha stabilito i limiti di legge, e se non serve perchè i sindaci "si ostinino" a reiterare i blocchi del traffico. Se lo chiedono soprattutto i cittadini delle grandi metropoli, dove i blocchi del traffico hanno conseguenze molto pesanti. Se lo chiedono ancora di più forse i cittadini di Roma penalizzata da un rete della Metroplitana insufficiente alle sue necessità. Cerchiamo di fare chiarezza.
Ci risiamo: blocco del traffico a Roma, sul terreno del comune di Roma l'ARPA del Lazio ha disposto 12 centraline che rilevano giornalmente la quantità di sostanze inquinanti nell'aria che respiriamo, questo lo sappiamo tutti, abbiamo anche imparato la famigerata sigla PM10 o l'espressione polveri sottili. Sappiamo che quando queste o uno degli altri inquinanti monitorati salgono troppo il comune di Roma, così come tutti gli altri comuni e a prescindere dal colore politico della giunta dispone il blocco del traffico, ma chi ha stabilito i limiti e le sostanze da monitorare? Come facilmente intuibile questa è una di quelle materie che per sua natura trascende i confini nazionali ed infatti bisogna fare riferimento a una Direttiva della Comunità Europea per la precisione la 50 del 2008 relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa. La direttiva stabilisce sia quali siano gli inquinanti da tenere sotto controllo che le modalità di rilevamento. La città di Roma da questo punto di vista è particolarmente virtuosa visto che ha istituito una rete di dodici punti di rilevamento quando la normativa gliene imporrebbe sei. Gli inquinanti da tenere sotto controllo sono il benzene, il particolato, i biossidi di zolfo ed azoto e l'ozono. Nei particolati rientrano le famigerate polveri sottili tra cui le PM2,5 e le PM10. E qui arriva il primo punto critico rispetto ai monitoraggi effettuati nelle nostre città che portano i sindaci a disporre i blocchi del traffico, il numero che segue le lettere PM si riferisce alla dimensione massima delle particelle espressa in micron (milionesimi di metro o, se volete, millesimi di millimetro) le PM10 sono si pericolose per la salute ma molto meno delle PM2,5 perchè essendo più grandi si fermano alle vie aeree superiori. Allora perchè si monitorano le PM10 e non le MP2,5? Il motivo è squisitamente tecnico, il rilevamento delle particelle più piccole è più complicato, effettuabile con mezzi da laboratorio molto sofisticati e attualmente al di fuori della portata della tecnologia delle centraline di rilevamento. Un'altra obiezione che si sente spesso rispetto ai provvedimenti di blocco del traffico contro l'inquinamento è: se sono scarsamente efficaci perchè vengono reiterati? E allora ci si sbizzarrisce nelle ipotesi più qualunquiste e dietrologiche, si blocca il traffico solo per fare cassa con le multe, si vogliono penalizzare gli automobilisti etc... La rispostà è molto più semplice: il sindaco blocca il traffico a Roma quando le centraline rilevano valori degli inquinanti troppo elevati perchè non sa che altro fare! Allora non potrebbe semplicemente non fare nulla? Probabilmente lo farebbe volentieri, nessun amministratore che venga eletto direttamente prende volentieri misure impopolari, ma no non può perchè essendo responsabile della salute pubblica se di fronte a una situazione che la mette a rischio se ne restasse inerte si esporrebbe al rischio di conseguenze in sede civile e penale. In poche parole: qualsiasi partito, gruppo organizzato di cittadini o persino singolo cittadino potrebbe denunciarlo per la sua inerzia. Appurato perchè si arrivi al blocco del traffico: perchè l'aria è inquinata; e perchè si reagisce proprio col blocco della circolazione: perchè non si saprebbe che altro fare a parte ingaggiare uno sciamano che facesse la danza della pioggia, andiamo a vedere come ci si regola a Roma. Intanto occorre dire che l'amministrazione capitolina ha adottato dei provvedimenti permanenti che mirano a prevenire le situazioni di emergenza che spingono ad adottare blocchi generalizzati, uno di questi è cercare di scoraggiare il traffico privato, vietandolo di norma ai non residenti, almeno nell'area del centro storico, che peraltro è servita egregiamente dal trasporto pubblico, cosa che non si può sempre dire delle zone più periferiche della città. È stata quindi stabilita una zona a traffico limitato protetta da varchi elettronici. Un'altra misura dell'amministrazione capitolina è stata quella di individuare una zona più ampia che non si estende solo al centro storico, ma comprende buona parte di Roma, lasciando al di fuori solo alcune delle zone più periferiche vicine al Grande Raccordo Anulare, l'anello autostradale che circonda Roma, questa zona denominata fascia verde è particolarmente importante in relazione ai blocchi del traffico, perchè è all'interno di questa fascia che si applicano e non a tutta la zona compresa nel Grande Raccordo Anulare, nè tantomeno all'intero territorio comunale. A volte vengono istituiti dei blocchi, più frequenti di quelli pressochè totali, che riguardano solo i veicoli considerati più inquinanti, attualmente quelli cosiddetti Euro 0 e Euro 1, altre volte se i risultati delle centraline costringono il sindaco ad emettere un provvedimento di blocco del traffico, agisce con un blocco parziale, le cosiddette targhe alterne, spalmato su due giorni, cioè un giorno restano ferme le auto con targa la cui parte numerica finisce con cifra pari e l'altro quelle con cifra dispari. Occorre aggiungere che di solito dai provvedimenti di blocco della circolazione restano esclusi i veicoli meno inquinanti come ad esempio quelli a metano e quelli a benzina che ottemperano alla direttiva europea più recente in materia di emissioni (attualmente la Euro 5). Anche questa esenzione ha dato origine a polemiche, un po' più fondate di quelle che vorrebbero i sindaci inerti di fronte all'inquinamento, che la considerano una misura classista volta a favorire la vendita di automobili nuove e che chiedono piuttosto di mettere in commercio dei filtri da applicare alle vecchie vetture. Non c'è dubbo che i provvedimenti di blocco del traffico a Roma come in tutte le altre maggiori città italiane siano una materia spinosa che ha diviso e continuerà a dividere e ad essere fonte di continui dibattiti. Per essere informati con tempestività su eventuali blocchi del traffico a Roma vi consigliamo di controllare con frequenza ii sito del comune di Roma può essere utile tenere d'occhio anche la pagina del Televideo Rai con i dati delle centraline, in quanto come abbiamo visto, ripetuti sforamenti ravvicinati nel tempo portano automaticamente a una misura straordinaria di blocco dle traffico totale o parziale (targhe alterne). .
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