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NEMI ROMA

Nascosta in un bosco, si specchia su un lago e strega gli artisti: la città di Nemi

Nascosta in un bosco, si specchia su un lago e strega gli artisti: la città di Nemi


Nemi (Roma) è forse uno dei Castelli Romani ingiustamente meno noti. La sua particolare bellezza deriva dalla sua posizione dominante su un bosco e su un lago di grande poesia. Tra i boschi, si ergeva il tempio dedicato alla Dea Diana dai romani. Oggi, sembra quasi di poter incontrare spiritelli e fate tra la vegetazione di questo piccolo paese famoso per la sua sagra delle fragole, per il fragolino di bosco, per i fiori, e per essere stato amato da Goethe, Byron e da molti altri artisti. Scoprite le bellezze artistiche di Nemi (Roma), la sua storia, il suo fascino immortale ed incontaminato.



LE METE DA VISITARE, LE BELLEZZE NATURALI E STORICHE DI NEMI
Il modo migliore per visitare Nemi sarebbe sbagliare strada. Aggirarsi per le strade che portano a questo bellissimo paese e non sapere dove si stia andando. Guardarsi attorno, come un eroe delle fiabe, e sentire, mano a mano che ci si avvicina alla località, l'odore dell'aria fresca arrivare dai boschi e pervadere la propria anima, fin quando gli occhi non si apriranno alle tante piccole casette che sorgono tutte vicine nel piccolo centro e si affacciano con grazia e meraviglia, su un lago incantato e ricco di magia, ricco di animali e di sorprese da scoprire, circondato dal bosco e sovrastato da un cielo che ha il colore dell'immenso.
Erca così che Lord Byron doveva aver avuto l'occasione di scoprire Nemi, perchè nei suoi versi scriveva: "Ecco Nemi, celato entro una conca di poggetti selvosi, egli non teme il furiar de' nembi e mentre il vento svelle la quercia dall'ime radici, l'oceano sospinge alle sonanti piagge e la schiuma ne' turbina al cielo qua e la s'increspa, mormorando appena lo specchio ovale del suo vitreo lago".
Un angolo di paradiso che non potrà non incantare anche voi, affascinandovi con la sua anima multiforme, con la sua storia indimenticabile e con una tradizione ed un folclore speciale.
Nemi è uno dei Castelli Romani, eppure è forse quello meno noto ai turisti, nonostante sia famosa per moltissimi motivi. Probabilmente, a tutti i visitatori fa piacere che questa città rimanga nascosta e silenziosa, all'ombra delle ben più note città dei Castelli. Anzi, ciò che si augura chiunque visiti Nemi è proprio che il turismo di massa non vi arrivi a rovinare la bellissima atmosfera da fiaba, la sensazione dell'incontaminato e di una dimensione genuina e pura.
La sagra delle fragole di Nemi, che si tiene la prima domenica di ogni giugno, attira molte persone in città. Durante questa festa, a Nemi viene riempita una grandissima coppa di fragole, che sono poi innaffiate dal migliore fragolino di Nemi e distribuite al pubblico da alcune donne in abiti tradizionali. Nemi poi si è fatta conoscere anche per la Mostra dei fiori, che si tiene invece nel sabato che precede la sagra delle fragole di Nemi, e durante la quale i fiorai della città si sfidano per cercare di vincere la fragola d'oro, un gioiello realizzato da un noto gioielliere della città.
Tutta da scoprire, poi, è la storia di Nemi, che affonda le sue radici nell'antichità. Sul lago di Nemi, infatti, sorgeva il Tempio di Diana Nemorensis. Questo bellissimo complesso era costituito da due portici con statue, ambienti per i sacerdoti, alloggi per i pellegrini, celle donarie, un tempio, bagni idroterapici e perfino un teatro. Attualmente sono visibili solo una parete di grandi nicchioni, un altare votivo e alcune colonne. Sfortunatamente, infatti, questo complesso è ancora in gran parte da portare alla luce. Un sito in inglese, però, ha ricostruito virtualmente il Santuario di Diana di Nemi.
A Nemi, poi, è da visitare il Museo delle Navi, che era stato fatto costruire in epoca fascista, per contenere le due imponenti navi romane volute dall'Imperatore Caligola, per celebrare sul lago le feste dedicate a Diana Nemorense.
Anche se il museo fu incendiato dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, il museo conserva ancora oggi dei resti interessanti.
Da vedere, anche lo Speco di San Michele Arcangelo, una caverna naturale, all'interno della quale, probabilmente, durante le persecuzioni, i cristiani si rifugiavano. Nel 1600 la caverna divenne un romitorio, la sede all'interno della quale si rifugiavano gli eremiti.
Di questo passato affascinante, la caverna conserva moltissime testimonianze, tra le quali degli affreschi.
Per i credenti, poi, Nemi possiede una bellissima chiesa, la chiesa di Santa Maria del Pozzo, all'interno della quale si dice che sia stata vista la Madonna da alcune donne che stavano raccogliendo l'acqua in un pozzo. La Chiesa conserva un organo proveniente dalla chiesa dell’Ara Coeli in Roma - costruito nel 1847 - e un Trittico ligneo di Antoniazzo Romano, risalente ai primi anni del Cinquecento.

LA STORIA DI NEMI
Anticamente, sul territorio di Nemi sorgeva la città latina di Aricia, la cui fondazione, secondo il mito, è stata voluta da Teseo, fondatore di Atene.
Come dimostrato dai rinvenimenti archeologici, sul territorio di Nemi sorgeva il Tempio di Diana Nemorense, la divinità della caccia e della fertilità. In questo santuario abitato dalle vestali di Diana, i romani dopo la distruzione di Alba Longa, svolgevano i loro rituali  e le loro celebrazioni.
Successivamente, il tempio venne considerato dai romani come luogo miracoloso. E' dubbio se Caligola o Tiberio, fecero costruire due navi di grandi dimensioni sul lago. E' dubbio se siano state costruite per svolgervi delle feste ma è molto probabile che queste fossero state costruite in onore di Diana.
Nel 1929, una memorabile spedizione archeologica scoprì i resti delle navi. Di una, venne ritrovato un timone con una testa di Medusa, che aveva funzione apotropaica.
Le bellissime navi però vennero distrutte insieme a tutto il Museo durante la II guerra dai nazisti costretti a fuggire dagli Alleati.
All'epoca di Costantino I, Nemi era ancora considerata un podere. Nel IX secolo, i conti di Tuscolo fortificarono la parte alta del luogo e fecero nascere il Castrum Nemorensis, la città del bosco. I pescatori dei dintorni si spostarono a vivere attorno alla fortificazione e diedero luogo alla nascita della parte più antica di Nemi, oggi conosciuta come la Pullarella.
Oggi, Nemi è una delle città più belle e affascinanti dei Castelli Romani.




 

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