TIVOLI
Tivoli, villa d'Este e dintorni di Roma...
Itinerario turistico alla scoperta della città di Tivoli del suo centro medievale con le sue chiese e della splendida Villa d'Este, che è stata dichiararata sito protetto dall'UNESCO aggiungendosi a Villa Adriana e mettendo questa cittadina Laziale nella posizione pressochè unica per una piccola Città come Tivoli di avere ben due siti considerati patrimoio mondiale dell'umanità.
Punto di Partenza e arrivo: Tivoli
Come arrivarci: con i mezzi pubblici dalla fermata Ponte Mammolo della metro B prendere il bus Co.Tral L0001 o L0002 0 L0006 che ferma in piazza Nazioni unite a circa 200 metri da piazza Garibaldi.
In automobile: l'itinerario più semplice è percorrere la via Tiburtina che attraversa Tivoli, ma il tragitto più veloce è prendere l'autostrada A24 e uscira allo svincoli di Tivoli sulla via Maremmana Inferiore e seguire le indicazioni per la città.
Distanza Percorsa: la distanza a piedi da piazza Garibaldi a piazza del Duomo e ritorno ammonta a poco più di un chilometro e mezzo, la reale distanza percorsa dipende da quanto si decide di camminare all'interno della enorme Villa d'Este.
Orari: Villa d'Este è aperta dalle 8:30 a un'ora prima del tramonto. Chiusa il Lunedì.
Una visita alla città di Tivoli non è completa se non si visita anche la splendida villa imperiale ai piedi della collina dove sorge la città: Villa Adriana.
Appena entrati in città sulla nostra sinistra troviamo piazza Garibaldi con il suo belvedere panoramico, qui parcheggiamo l'auto. Oppure se siamo giunti con il bus Cotral e siamo scesi in piazza delle Nazioni unite dobbiamo .percorrere appena duecento metri per arrivare alla piazza.
Lasciamo piazza Garibaldi e prendiamo via Boselli che è facilmente riconoscibile per le bancarelle che vendono souvenir e alla fine della breve stradina troviamo piazza Trento dove sorge la chiesa di s. Maria Maggiore.
Santa Maria Maggiore
Le opere più importanti custodite nella chiesa sono collocate nel presbiterio (quella parte della chiesa che circonda l'altare maggiore e riservata al clero officiante), sulla parete sinistra il trittico di Bartolomeo Bulgarini. Nella parte centrale è raffigurata la Madonna seduta in trono con in braccio il Bambino, nel pannello sulla destra è raffigurato s.Francesco mentre in quello a sinistra compare s.Ludovico d'Angiò. Se il trittico si chiude appare la raffigurazione dell'Annunciazione. L'opera più importante è il polittico della Vergine. Questo è diviso in tre parti principali ma è sormontato da una lunetta e poggia su un basamento diviso in sette scene (ne rimangono sei). Nella parte centrale appare la Vergine seduta in trono con in braccio il Bambino Gesù al quale il Bambino S.Giovanni Battista porge una croce. Nel riquadro alla destra della Vergine è dipinto S. Lorenzo mentre nell'altro S.Giuseppe.
Santa Maria Maggiore - cenni storici
Questa chiesa risale secondo alcuni addirittura al V sec, secondo altri all' epoca Carolingia e sarebbe stata edificata dai Benedettini di Farfa. Fu ampliata nel 1300 e l'ingresso fu spostato dalla parte opposta dell'edificio, su piazza Trento. Il vecchio era dietro l'attuale altare maggiore. Infine una nuova trasformazione e l'edificazione del campanile nel 1550 con l'arrivo di Ippolito II a Tivoli.
Usciti dalla chiesa sulla destra c'è il muro perimetrale di villa d'Este con l'accesso alla villa.
Villa d'Este
La villa è il capolavoro del giardino all'italiana ed è stata inserita dall'UNESCO nel patrimonio mondiale dell'umanità. Il giardino all'italiana si contrappone a quello all'inglese, che voleva dare l'illusione di una natura selvaggia, in quanto gli elementi naturali sono costretti in forme geometriche e racchiusi tra strade ben delimitate o su terrazze panoramiche. Il palazzo è un tipico palazzo saambienti visitabili il più importante è l'Appartamento Nobile. Le sale dell'Appartamento Nobile sono progettate e affrescate da: Matteo Neroni, Taddeo Zuccari, Girolamo Muziano, Alberti, Cesare Nebbia. I temi come si evince dai nomi sono sia Biblici che classici: la sala di Noè, la sala di Mosè, la sala di Venere, la prima e la seconda sala Tiburtina con le personificazioni dei tre fiumi che scendono dai Monti Tiburtini. Il Salone della Fontana solo per citarne alcune. Dal Salone della Fontana si accede allo splendido giardino . Il giardino, realizzato da Pirro Ligorio, utilizza uno schema architettonico tipico delle città romane, ha un asse centrale e cinque assi trasversali principali che collegano e raccordano le diverse pendenze del giardino che è articolato fra terrazze e pendii. La maggiore attrattiva dei giardini sono le innumerevoli fontane e i giochi d'acqua, realizzati sfruttando solo il principio dei vasi comunicanti. Cito alcune delle fontane più importanti: la Rometta realizzata dal fontaniere Luigi Maccarone che ha al centro la rappresentazione di Roma in trono, le Cento Fontane dell'omonimo viale con i cento mascheroni antropomorfi da cui zampilla l'acqua, la fontana dei Draghi ispirata a una delle fatiche di Ercole detta anche della Girandola per i complicatissimi giochi d'acqua realizzati da Tommaso da Siena.
Villa d'Este - cenni storici
Il cardinale Ippolito II d'Este, governatore di Tivoli a partire dal 1560 affidò il compito della realizzazione di una villa che rivaleggiasse in magnificenza con Villa Adriana all'archeologo e architetto Pirro Ligorio. Le sale del Palazzo vennero decorate sotto la direzione dei protagonisti del tardo manierismo romano. Dal 1605 il cardinale Alessandro d'Este diede avvio ad un nuovo programma di interventi per il restauro, ma anche di innovazioni e riassetto. Nei lavori eseguiti negli anni 1660 - 70, fu coinvolto Gianlorenzo Bernini. Nel XVIII secolo la mancata manutenzione provocò la decadenza del complesso, il giardino andò in rovina e la collezione di statue antiche fu trasferita. Questo stato di degrado proseguì fino alla metà del XIX secolo, quando il cardinale Gustav von Hohelohe avviò una serie di lavori di restauro. Allo scoppio della prima guerra mondiale la Villa entrò a far parte delle proprietà dello Stato Italiano, fu aperta al pubblico e interamente restaurata negli anni 1920-30. Un altro si rese necessario, dopo la seconda guerra mondiale, per riparare i danni del bombardamento del 1944.
Usciti da Villa d'Este ci ritroviamo n piazza Trento da qui seguiamo il muro perimetrale della villa svoltiamo l'angolo e ci ritroviamo in via della Missione la percorriamo tutta e alla fine della via giriamo a destra e poi dopo un breve tratto a sinistra e ci ritroviamo su via del Duomo che percorriamo tutta fino a piazza del Duomo dove troviamo la Cattedrale di s. Lorenzo.
Cattedrale di San Lorenzo
La cattedrale di s. Lorenzo si presenta con un'unica navata centrale su cui si aprono innumerevoli cappelle laterali. Il tema iconografico è quello di esaltare san Lorenzo e gli altri santi Tiburtini. Nell'altare maggiore riposano le spoglie di san Generoso, martire e compatrono della città. L' opera d'arte più importante custodita nella chiesa è il trittico del ss. Salvatore. Leggenda vuole che sia stato realizzato dall'evangelista S.Luca, in realtà è databile al XII secolo e probabilmente è opera di artisti monaci benedettini dell' abbazia di Farfa. Nel pannello centrale la figura del Salvatore seduto su un trono intarsiato di gemme, il corpo è avvolto in una lunga tunica e un'aureola circonda il capo, con la mano sinistra regge e mostra un libro aperto mentre con la destra benedice. Nella parte bassa del dipinto sono raffigurati due cervi che si abbeverano in quattro fiumi che simboleggiano l'invito a battezzarsi. Il pannello di destra è occupato da S.Giovanni evangelista ritto e che stringe nella mano destra un rotulo con riportate le prime parole del suo Vangelo. Nella parte sottostante in un piccolo riquadro è raffigurata la scena della sua morte . Nel pannello di sinistra nel riquadro grande è raffigurata la Madonna con una lunga tunica che le copre il capo. Nel piccolo riquadro in basso è raffigurata la scena del Transitus Virginis: la Madonna giace addormentata su un letto, circondata dagli Apostoli mentre Cristo si china per benedirla e ne consegna l'anima all'arcangelo Michele.
Cattedrale di San Lorenzo - cenni storici
Varie leggende attribuiscono la fondazione della cattedrale all'Imperatore Costantino o al pontefice tiburtino Simplicio. Ma la prima notizia scritta dell'esistenza della chiesa si ha nella biografia di papa Leone III (791-816). La chiesa fu edificata sopra le rovine dell'antico Foro tiburtino, riutilizzando il sito dell'Aula Romana della quale è stata conservata l'abside, ancora visibile all'esterno della basilica attuale. .La vecchia basilica fu ricostruita una prima volta fra la fine dell'XI e gli inizi del XII sec, ad essa fu affiancato un campanile romanico con due bifore per lato. Una trasformazione pii radicale fu fatta a partire dal 1635, per volere del cardinale Giulio Roma, nominato Vescovo di Tivoli l'anno prima.
Usciti dalla chiesa ripercorriamo il nostro itinerario a ritroso fino a Piazza Garibaldi dove avevamo lasciato l'auto e riprendiamo la statale Tiburtina dalla quale eravamo giunti in città.
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