ROMA NASCOSTA
Santa Maria maggiore e la Roma nascosta del quartiere Monti
Partendo dalla basilica di Santa Maria Maggiore andiamo poi a scoprire alcuni
luoghi da vedere meno conosciuti celati nei vicoli della "Roma nascosta" del quartiere Monti, il più antico rione di Roma, la chiesa di San Martino ai
Monti e la chiesa di Santa Maria ai Monti
Punto di partenza e di arrivo: Fermata Metro piazza Vittorio Emanuele II - fermata Metro Colosseo.
Come Arrivarci: Entrambe le fermate fanno parte del percorso della linea B della Metropolitana.
Lunghezza percorso: circa 3400 metri.
La nostra visita tra i vicoli suggestivi del rione Monti inizia dal confinante quartiere Esquilino. Scendiamo alla fermata della Metro B Vittorio Emanuele II, appena usciti attraversiamo l’omonima piazza dirigendoci sul lato destro, dando le spalle alla stazione Termini, ci incamminiamo per via Carlo Alberto e la percorriamo tutta fino a sbucare in piazza Santa Maria Maggiore, dove troviamo la prima meta della nostro itinerario la Basilica di Santa Maria Maggiore.
Santa Maria Maggiore
Questa Basilica è una delle quattro basiliche patriarcali, le altre sono: San Pietro, San Giovanni e San Paolo fuori le mura, quindi ha un enorme valore liturgico prima ancora che artistico e architettonico, solo queste quattro basiliche infatti hanno una Porta Santa e un Altare Papale. Per saperne di più: Santa Maria Maggiore.
Usciti da Santa Maria Maggiore ci incamminiamo per via Panisperma inoltrandoci nel rione Monti. Questa è una lunga via piena di ristoranti e locali legata al ricordo di Enrico Fermi il grande premio nobel per la fisica e della sua equipe di scienziati, infatti è in fase di realizzazione nel vecchio edificio un museo della fisica e centro di ricerca dedicato al grande scienziato. Arrivati all’incrocio con via dei Serpenti svoltiamo a sinistra e proseguiamo su questa via fino alla seconda traversa che è via della Madonna dei Monti, qui proprio all’incrocio tra le due vie c’è la chiesa di Santa Maria ai Monti.
Santa Maria ai Monti
La facciata è a due ordini di lesene corinzi, quello inferiore è raccordato al superiore da volute. Nelle campate centrali sono inseriti il portone e un finestrone centrale a edicola. L’interno è a tre navate, sui lati si aprono tre cappelle per lato. Tra le opere all’interno: ‘Ascensione, angeli e dottori della Chiesa’ di Cristoforo Catalani che decora la volta e “Madonna con bambino tra i santi Stefano e Lorenzo” un’immagine risalente al 15 secolo ritrovata miracolosamente che ora è dietro l’altare, gli affreschi di Giacinto Gimignani e Cristoforo Catalani che decorano l’abside. La chiesa ospita sotto un altare le reliquie di San Benedetto Giuseppe Labre un monaco barbone che viveva nel rione nel settecento. Nelle cappelle laterali si possono ammirare altre opere di pregio di artisti quali Durante Alberti, Girolamo Muziano e Orazio Gentileschi. Il tema predominante è sempre quello della Natività e della vita di Maria.
Santa Maria ai Monti – cenni storici
La chiesa venne eretta a partire dal 1580 per volere di Papa Gregorio XIII su disegno di Giacomo della Porta per ricordare il ritrovamento di un’immagine miracolosa della Madonna, quella che ora è dietro l’altare. In questo luogo nel 1200 si trovava un convento della Clarisse, nell’Aprile del 1579 il luogo era occupato da un fienile e alcuni operai nel demolire un muro ritrovarono un dipinto di Madonna con Bambino che divenne attrazione e oggetto di devozione per moltissimi Romani, in breve si iniziarono a segnalare casi di miracoli dispensati dall’immagine sacra e questo spinse il Papa ad autorizzare la costruzione della chiesa. Ogni anno il 23 Aprile una copia dell’immagine viene portata in processione.
Usciti dalla chiesa riprendiamo via dei Serpenti e proseguiamo fino a via Cavour qui svoltiamo a sinistra percorrendola in salita fino alla diramazione di via in Selci che percorriamo fino a sbucare sulla bella piazza San Martino ai Monti impreziosita dalla Torre de’ Capocci e dalla scala barocca della Chiesa di San Martino ai Monti. Non è possibile accedere alla chiesa dalla scala che è chiusa e per entrare dobbiamo svoltare per via Equizia e quindi per via del Monte Oppio dove si trova l’ingresso attuale.
Chiesa dei Santi Silvestro e Martino ai Monti
L’interno è diviso in tre navate da colonne antiche. Nella sacrestia è conservata un lampada votiva di argento che si ritiene sia stata fatta con la tiara di San Silvestro. Sotto l’altare si trovano le reliquie di alcuni santi trasportate qui dalle Catacombe di Santa Priscilla. L’interno della chiesa è davvero bello addirittura suntuoso cosa che non si sospetterebbe a giudicare dalla facciata esterna, ma questo è un dato comune a molte delle chiese più antiche che hanno subito tante modifiche nel corso dei secoli. La caratteristica principale di questa chiesa è che la sistemazione originaria dell’edifico è stata mantenuta e alcuni degli elementi più antichi sono stati conservati e riusati, come il vestibolo del terzo secolo. La pianta è a tre navate, nelle laterali si ammirano affreschi di Gaspare Dughet che hanno come tema la campagna romana e di Filippo Gagliardi che riproducono gli interni di San Giovanni e San Pietro. Numerosi gli altari laterali, quello dedicato a sant'Alberto Carmelitano custodisce alcune reliquie di San Giuseppe Maria Tomasi di Lampedusa cardinale che fu titolare della basilica e che volle essere sepolto nell’antico Titulus, il suo corpo ora è stato trasferito. L’altare maggiore opera di Francesco Belli è in marmo pregiato e con ornamenti in bronzo. L’abside e le pareti sono decorate con affreschi di Antonio Cavallucci e della sua scuola, in alto Dio, la Madonna con il bambino e i santi Pietro e Paolo mentre più in basso e nel coro varie immagini di santi.
Chiesa dei Santi Silvestro e Martino ai Monti – Cenni storici
La chiesa è databile addirittura al terzo secolo a.c. il che ne fa il più antico luogo di culto a Roma. Infatti in questo luogo venne fondato un Titulus, cioè uno di quei luoghi dove si faceva catechismo e si prestava assistenza ancor prima che la religione Cristiana fosse riconosciuta, nella casa di un romano convertito di cui sappiamo solo il nome, Equizio, e che probabilmente non doveva essere benestante visto che questo quartiere nella Roma antica era la Suburra il quartiere popolare per eccellenza,. A ricordare questo personaggio la piccola via che costeggia la chiesa: via Equizia. Innumerevoli come già detto sono state le modifiche e i rifacimenti nella lunghissima storia della chiesa, un' aggiunta di rilievo all’interno si è avuta nel seicento con gli affreschi di Gaspare Dughet e Filippo Gagliardi, la costruzione del piccolo campanile a vela risale al 1714 e alla fine del settecento risalgono alcuni abbellimenti della facciata, il rifacimento dell’altare maggiore e gli affreschi che decorano la zona dell’altare stesso, l’abside e il coro.
Usciti dalla chiesa percorriamo viale del Monte Oppio giunti a via delle Terme di Tito prendiamo questa via sulla sinistra, poi di nuovo svoltiamo a sinistra su via Nicola Salvi che ci porta a via dei Fori Imperiali e qui ci incamminiamo sulla destra per raggiungere la fermata della metropolitana Colosseo.
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