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RICORRENZE A ROMA

Le ricorrenze più sentite a Roma

Le ricorrenze più sentite a Roma


Le feste e le tradizioni sono l’espressione della cultura di un luogo e Roma, l’unica grande città eterna, e i luoghi nei suoi dintorni sono ricchi di contenuti storici e culturali di rilievo assoluto. Vi presentiamo di seguito, le più interessanti ricorrenze di Roma sperando di introdurvi e di interessarvi alla cultura e alla tradizione della Città Eterna.

LA FESTA DI S. PIETRO E PAOLO. I Santi patroni di Roma sono S. Pietro e S. Paolo ed è sempre stata una grande tradizione celebrare una festa in loro onore nei giorni del 28 e 29 Giugno. Nei tempi passati le celebrazioni si svolgevano con ritualità molto maggiore, oggi ridotta in passaggi comunque di grande effetto. Le origini dei festeggiamenti sono legate alla martirizzazione dei due personaggi avvenuta nello stesso giorno anche se in luoghi differenti: S. Pietro venne crocifisso presso il circo di Caligola mentre S. Paolo venne decapitato alle Acque Salvie sull’Ostiense. Il 28 Giugno la statua di S Pietro viene vestita degli abiti papali e tutti gli stendardi e i palii processionali vengono benedetti e preparati per il corteo che si tiene il giorno 29. In passato era molto caratteristica l’accensione delle fiaccole poste ad ornamento del cupolone di S. Pietro e che avveniva a mano da parte dei cosiddetti “sampietrini”, gli operai che si occupavano della grande basilica. Il loro era un lavoro di grande rapidità e pericolosità poiché, appesi a delle semplici funi, si lanciavano lungo le pareti della cupola per accendere le fiaccole in tempi brevissimi. Oggi l’accensione è divenuta automatica e meno spettacolare, ma molto coinvolgente è la scena offerta agli spettatori insieme allo spettacolo pirotecnico che si tiene a Castel S.Angelo e che chiude i festeggiamenti.

LA FESTA DE’ NOANTRI. E’ la festività che il popolo di trastevere ha sempre opposto alle festività de’voantri, ossia gli abitanti dei quartieri al di qua del Tevere. Le origini delle celebrazioni sono legate al ritrovamento di una statua lignea raffigurante la Madonna e riemersa dagli argini del fiume in seguito ad una violenta piena. Recuperata dal popolo la statua venne donata ai frati carmelitani, situata nella chiesa di S. Crisogono, quindi divenne la protettrice dell’intero quartiere e di tutti i trasteverini che ogni anno la portano in processione su di una pesante macchina. All’epoca portare a spalla la statua era un grande onore e molti uomini pagavano somme di denaro per attribuirsi il compito. In occasione della festa la statua viene preparata e ricoperta di gioielli e abiti preziosi che tutto il quartiere, un tempo, contribuiva ad acquistare. Fino a qualche decennio fa dopo il rito religioso il popolo continuava a festeggiare riversandosi in strada, mangiando e bevendo vino fino all’alba, mentre oggi attende i fuochi pirotecnici di chiusura dei festeggiamenti passeggiando nel quartiere tra bancarelle di dolci e artigianato e spettacoli musicali e culturali.

LA CANDELORA Si tratta di una festa Cristiana dalle origini antecedenti, però, all’era Cristiana e legate ai riti detti Lupercali che si celebravano alle Idi di febbraio, per i romani l’ultimo mese dell’anno. Tali riti avevano la funzione di purificare il popolo e la città prima dell'avvento dell'anno nuovo e a propiziarne la fertilità; erano dedicati a Fauno Lupercus, e prevedevano che due ragazzi di famiglia patrizia venissero condotti in una grotta sacra sul colle Palatino al cui interno i sacerdoti, dopo aver sacrificato delle capre, segnavano loro la fronte con il coltello tinto del sangue degli animali. I due ragazzi, indossate le pelli degli animali e armati di fruste realizzate della medesima pelle correvano attorno alla base del colle percuotendo chiunque incontrassero e in particolare le donne che si offrivano volontariamente ad essere sferzate per purificarsi e ottenere la fecondità. Un'altro momento particolare della festa era la 'februatio', la purificazione della città, in cui le donne giravano per le strade con ceri e fiaccole accese, simbolo di luce. In epoca Cristiana, invece, Papa Gelsio I, aboliti tali riti pagani, decise di rimpiazzarli con la festa della Purificazione della Madonna ( in ricordo della presentazione di Maria al tempio quaranta giorni dopo la nascita di Gesù, poiché per gli ebrei, dopo il parto di un maschio, una donna era considerata impura per un periodo di 40 giorni) in cui grandi ceri, simbolo della purificazione, venivano, e vengono tutt’ora, portati in processione e benedetti nella chiesa di S. Maria Maggiore.  

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