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CIRCO MASSIMO E AVENTINO

Itinerari turistici Roma:il Circo Massimo e l'Aventino

Itinerari turistici Roma:il Circo Massimo e l'Aventino


Circo Massimo e Aventino: Itinerario turistico dalle rovine di Roma Antica ai tesori d'arte custoditi in alcune delle Chiese più antiche e cariche di storia di Roma, le chiese del colle Aventino, a cominciare dalla bellissima s. Sabina.

Informazioni utili:
Punti di partenza e arrivo: Circo Massimo
Come arrivarci con i mezzi pubblici: partendo dalla stazione Termini si può prendere l’autobus 75 e scendere alla fermata CIRCO MASSIMO o più comodamente la linea B della metropolitana in direzione Laurentina per 3 fermate.
Come arrivarci con il mezzo privato: la zona del Circo Massimo è liberamente raggiungibile col mezzo privato. La sosta è a pagamento nei giorni feriali.
Lunghezza del percorso: circa 1600 metri.
 Prendendo come punto di partenza il famosissimo Circo Massimo, si sale verso il Colle Aventino dove certo non mancano i luoghi da visitare.

Circo Massimo
 Il Circo Massimo era un antico circo per gli spettacoli di Roma. Le dimensioni del circo erano eccezionali: lungo 621 m e largo 118 poteva ospitare 150.000 spettatori. La facciata esterna aveva tre ordini: solo quello inferiore, di altezza doppia, era ad arcate. La cavea poggiava su strutture in muratura, che ospitavano i passaggi e le scale per raggiungere i diversi settori dei sedili, ambienti di servizio interni e botteghe aperte verso l'esterno. Purtroppo di tanta grandezza non è rimasto quasi nulla, oggi passeggiando nell'area, ci si accorgere che di reperti superstiti della grande struttura realizzata con materiali pregiati ce ne sono veramente pochi: qualche pietra e qualche gradone. Durante il periodo rinascimentale, come successe anche ad altri splendidi edifici dell'antichità, furono depredati per essere usati in nuove costruzioni pubbliche e private. Addirittura all’inizio del novecento il circo era ricoperto da varie costruzioni, cosi si svolsero dei lavori di liberazione all’inizio del XX secolo. La visita a questo che ormai sembra soprattutto un grande spazio verde si carica di significato storico soprattutto grazie alla vista dei resti dei palazzi imperiali sul Palatino che si affacciano sul lato nord della struttura.

Circo Massimo - Cenni storici: Situato nella valle tra il Palatino e l'Aventino, fu sede di giochi sin dagli inizi della storia della città: nella valle sarebbe avvenuto il mitico episodio del ratto delle Sabine, in occasione dei giochi indetti da Romolo in onore del dio Consus. Nell'arena, si svolgevano le corse dei carri, la spina centrale che serviva per dividere il campo di gara era decorata da statue, edicole e tempietti e vi si trovavano sette ova e sette delfini da cui sgorgava l'acqua, utilizzati per contare i giri della corsa. I dodici carceres, la struttura di partenza che si trovava sul lato corto rettilineo verso il Tevere, erano dotati di un meccanismo che ne permetteva l'apertura simultanea. Le prime installazioni in legno, probabilmente in gran parte mobili, risalgono all'epoca dei Tarquini (nella seconda metà del VI secolo a.C.. Fu Gaio Giulio Cesare a costruire i primi sedili in muratura e a dare la forma definitiva all'edificio.. Il monumento venne restaurato e completato da Augusto, che vi aggiunse anche un obelisco di Ramses II portato dall'Egitto (ora è in piazza del Popolo). Nel 357 d.C. Costante eresse al centro della spina un secondo obelisco egiziano di Tutmosis III (oggi davanti San Giovanni in Laterano). Il circo rimase in efficienza fino alle ultime gare organizzate da Totila nel 549 d.C..

Roseto comunale

Lasciando il circo massimo dal lato sud ai piedi del colle Aventino attraversiamo piazzale Ugo La Malfa, prima di incamminarci per la salita di via di s. Sabina, se siamo nel periodo maggio ottobre, vale sicuramente la pena visitare lo splendido roseto comunale che ospita varietà di rose selezionate in tutto il mondo ed è sede di un importante concorso.

Roseto Comunale - Cenni storici:
 
Fu istituito nel 1931 sul colle Oppio, presso il Colosseo, ma andò distrutto durante la seconda guerra mondiale. Nel 1950 il Comune, con l'accordo della Comunità ebraica decise di ricreare il roseto nell'area attuale, che aveva ospitato dal 1645 il cimitero ebraico, spostato nel 1934 in un settore del cimitero del Verano.

S. Sabina

Incamminandosi in salita per via di s. Sabina prima di arrivare all’omonima chiesa incontriamo il cosiddetto Giardino degli aranci, in realtà il suo nome corretto è parco Savello un parco di circa 7.80 0mq, da cui si gode un'ottima visuale di Roma. Il nome deriva dalle numerose piante di aranci amari, si estende nell'area dell'antico fortilizio eretto dalla famiglia dei Savelli (da cui il nome Parco Savello). Immediatamente a fianco al giardino c’è la chiesa di s. Sabina, .la chiesa non ha facciata: l'accesso avviene da una arcata laterale. La chiesa prospetta su un fianco lungo la piazza Pietro d'Illiria e ad essa si appoggia un portico Quattrocentesco che dà accesso all'atrio della chiesa. In alto svetta il campanile romanico del 1200. Il portale maggiore è dotato di preziosi battenti in cipresso della metà del V° secolo: una cornice traforata lo spartisce in 28 riquadri, con pannelli di cui dieci perduti, con scene del Vecchio e Nuovo Testamento. Tra i 18 pannelli rimasti vi è quello raffigurante la crocifissione, che è la più antica raffigurazione conosciuta di questo evento. La pianta interna è a tre navate, divise da 24 colonne corinzie sorreggenti archi, sullo stile delle basiliche ravennate. Sulla sinistra un oblò si affaccia sul chiostro duecentesco. Sulla navata destra lungo le pareti sono visibili tracce di pittura del V° e del IX° secolo. Nella Cappella di S.Giacinto affreschi di Federico Zuccari con storie del santo (1600) mentre sull'altare una pala di Lavinia Fontana 'Vergine e S.Giacinto'. Nella navata sinistra la Cappella d'Elci o di Santa Caterina su disegno di Giovan Battista Contini [1671] con 'Madonna del Rosario' di G. Battista Salvi detto il Sassoferrato, e il ‘Trionfo di S.Caterina' della volta della Cappella di Santa Caterina di Giovanni Odazzi. Nel catino absidale 'Cristo assiso sul monte circondato dagli apostoli' affrescato da Taddeo Zuccari [1560i. Sul lato destro il monumento funerario del cardinale Auxia, realizzato da allievi di Andrea Bregno [1484-88]

S. Sabina - Cenni storici

La basilica paleocristiana di s. Sabina, fu fondata nel 425 da Pietro d'Illiria sul luogo in cui si ritiene visse Sabina, santa umbra. La chiesa in seguito fu arricchita varie volte, gli interventi del 1587 a opera di Domenico Fontana e del 1643.a opera di Francesco Borromini cambiarono decisamente il disegno originario della chiesa che nel 1900 fu riportata alle origini dall’architetto Antonio Munoz.

S.Alessio e S.Bonifacio

Usciti da S.Sabina continuando nella direzione in cui stavamo camminando ci ritroviamo su piazza Cavalieri di Malta qui troviamo la chiesa dei santi Alessio e Bonifacio: la facciata cinquecentesca è preceduta dal quadriportico di stile medioevale. Accanto il campanile romanico a cinque ordini con i tre superiori a bifore e colonnine La pianta interna è a tre navate con volte a botte divise da paraste binarie (elementi architettonici di sostegno di forma quadrata) corinzie. Nella navata destra il monumento funebre di Eleonora Boncompagni Borghese [1693] su disegno di Giovan Battista Contini. Nel transetto destro la Cappella di Carlo IV° di Spagna con icona della Madonna risalente al 200 d.C . Nella navata sinistra “San Girolamo Emiliani presenta gli orfani alla Vergine” ,opera di Gianfranco de Troy,. In fondo alla navata 'La Scala Santa e il titolare S.Alessio' in stucco e legno realizzata da Andrea Bergondi. Usciti da s.Alessio abbiamo ancora una chiesa molto più recente e meno ricca di storia ed arte ma che è un interessante esempio di neogotico moderno, la chiesa di s. Anselmo.

S. Alessio e S.Bonifacio - Cenni storici

La chiesa di San Bonifacio sorge tra il III° e il IV° secolo. Fu dedicata anche ad Alessio, che morì senza essere riconosciuto dal padre dopo il ritorno dall'Oriente dove aveva vissuto per venti anni. Fu restaurata nel 1216 con Onorio III°e in seguito nel 1582, fu poi rinnovata nel 1750 da Tommaso De Marchis, e di nuovo restaurata dal 1852 al 1860 dai Somaschi.
Lasciate le chiese di s. Alessio e s. Anselmo i luoghi da vedere sono teminati a ci incamminiamo per via di S.Anselmo e sbuchiamo in piazza Albania a metà circa di viale Aventino e da qui tornare al nostro punto di partenza il Circo Massimo che è vicino a una comodissima fermata della linea B della metropolitana.


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