INVECCHIAMENTO
Quali sono le cause dell'invecchiamento?
Il processo di invecchiamento inizia prima di quello che immaginiamo. Ad
esempio a 5 anni cominciano a diminuire i neuroni della corteccia cerebrale
mentre a 8 diminuisce l'ampiezza di accomodazione del cristallino. Ma quali sono
le cause dell'invecchiamento e come contrastare questa "malattia"?
Cellule cardiache isolate in terreno di cultura hanno una potenzialità vitale fino a 110 anni e cellule nervose fino a 120 anni; i più famosi gerontologi mondiali cominciano a nutrire serie speranze di poter contrastare i fenomeni della senescenza nei prossimi anni, eppure in realtà oggi la durata media della vita è ancora intorno ai 70/80 anni, non molto dissimile cioè da quella dei nostri antenati. Dunque non è cambiato nulla? Eppure dalle statistiche sembrerebbe di sì; si prevede infatti che la percentuale degli anziani supererà prossimamente quella dei giovani, infatti un cambiamento si è verificato ed è un allungamento della speranza di vita media cioè della possibilità per molte più persone di arrivare alla soglia di età suddetta.
Oggi rispetto a ieri è diminuita la mortalità da malattie batteriche, abbiamo cioè debellato con vaccini, farmaci, interventi chirurgici futuristici i fattori che mietevano vittime nel passato, ma occorre ancora lavorare a fondo per poter aumentare la nostra longevità. Esistono d'altra parte prove della possibilità di vivere molto più a lungo che sostengono i lavori di ricerca della gerontologia e cioè la constatazione che sono sempre esistiti (Sofocle, Cornaro, B. Russel, W. Churchill, B. Shaw, C. Adenauer) individui più longevi della media e al di là dell'esempio singolo, che potrebbe essere casuale, piccoli gruppi etnici come i Vilcabamba, gli Hounza, gli abitanti della Georgia che arrivano tranquillamente ai cento anni e soprattutto vi arrivano ancor giovani nella loro vecchiaia. Due sono quindi le strade da seguire nelle lotta contro l'invecchiamento: la prima ricercarne le cause intrinseche per arrivare ad un allungamento in anni della vita stessa e a ciò si dedicano i gerontologi (secondo A. Confort con un impegno serio dei laboratori di ricerca si otterrà presto un preparato antinvecchiamento); la seconda, che ognuno di noi può e deve seguire la strada delle prevenzione delle malattie per poter ottenere, come dice il Prof. Carlo Sirtori "una senilità senza senilità".
Invecchiamento: inizia dai 5 anni!
Il processo di invecchiamento è qualcosa la cui essenza intrinseca ancora sfugge e si può dire che per alcuni distretti esso comincia prima che sia finito l'accrescimento così già a partire dai 5 anni cominciano a diminuire i neuroni della nostra corteccia cerebrale e cerebellare, diminuisce l'ampiezza di accomodazione del cristallino dagli 8 anni, il massimo di forza muscolare si ha tra i 20 e i 30 anni. Qualcosa però è bene accertato su tale processo e si può dire lo caratterizza: la differenza della sua insorgenza nel tempo da un soggetto all'altro e nello stesso individuo in rapporto alle varie funzioni. Ovvero se altri fenomeni fisiologici come la pubertà, la menopausa, la dentizione sono prevedibili come comparsa nel tempo ciò non accade per l'invecchiamento così si verifica spesso che due persone di età uguale appaiono una più vecchia e l'altra più giovane, come accade frequentemente che uno stesso individuo abbia precocemente segni di invecchiamento cerebrale mantenendo una forma fisica peraltro ancora favolosa.
Che cosa genera queste differenze? Esistono indubbiamente fattori genetici ereditari (un sistema di previsione della durata di vita media è basato sulla età di almeno 7 antecedenti) che costituiscono il terreno favorente o ritardante, ma al di là di questo vi sono fattori che giocano un ruolo determinante: l'alimentazione in età infantile ed adulta, la professione, le abitudini di vita, l'ossigenazione, le droghe di stato (alcool, sigarette, televisione) che imprimono il loro marchio sulla psiche e sul fisico. Dice il Prof. Bourliére:"E' nella infanzia e nell'età adulta che si decidono le sorti della nostra vecchiaia", è soltanto con una attenta prevenzione che possiamo sperare di sconfiggere la nostra nemica.
Invecchiamento: quali sono le cause?
Le cause dell'invecchiamento sono molteplici e le ricerche di esse sono incentrate sul fulcro stesso della nostra vita: l'acido desossiribonucleico (DNA) che costituisce la base della replicazione cellulare. Nel nostro corpo c'è infatti un continuo lavorio per rimpiazzare cellule che muoiono e vanno sostituite e perchè ciò avvenga è necessario che il DNA si trasformi in RNA (acido ribonucleico) dal quale poi verrà effettuata la sintesi proteica: DNA-RNA SINTESI PROTEICA è quindi il cardine della nostra esistenza. Le ricerche sulle cause dell'invecchiamento sono quindi indirizzate sulle sintesi molecolari e schematicamente esse si possono riassumere in due ordini di ipotesi:
1) l'invecchiamento è determinato dal deterioramento del meccanismo della sintesi proteica;
2) l'invecchiamento è prefissato per ciascuna specie entrando a far parte di un programma già prestabilito del quale nascita, sviluppo, riproduzione, morte, sono altrettante tappe (teoria dell'orologio molecolare).
Del primo gruppo entra a far parte la teoria dei radicali liberi che risulta come vedremo di estrema importanza dal punto di vista alimentare. Del primo gruppo entra a far parte la teoria dei radicali liberi che risulta come vedremo di estrema importanza dal punto di vista alimentare. I radicali liberi, frammenti molecolari instabili, si formano infatti nel nostro corpo a seguito di reazioni ossidative e si uniscono caoticamente a molecole cellulari creando una serie di reazioni a catena che alterano il DNA. Che cosa fa pensare che i radicali liberi possano causare invecchiamento?
a) Le radiazioni causano invecchiamento accelerato in natura;
b)le radiazioni si caratterizzano per un eccesso di radicali liberi;
c) Harman per primo e poi molti altri ricercatori sono riusciti a combattere i danni dei radicali liberi ed a prolungare la vita degli animali da laboratorio, mediante somministrazione di antiossidanti quali la 2 MEA (2 Mercaptoetilaminia), BHT (idrossitoluene butilato) vit.E (Alfa tocoferolo).
La seconda teoria ritiene invece che nelle cellule esistono dei geni i quali stabiliscono quando si debba invecchiare e morire: la cellula sarebbe, cioè, programmata a replicarsi un certo numero di volte e ciò è già prestabilito per ciascuna specie. Hayflick, famoso ricercatore, fece una cultura di fibroblasti embrionali e constatò che tali cellule si dividevano più volte raggiungendo un massimo di circa -50 volte dopodichè degeneravano lentamente e cessavano di vivere: arrestando le divisioni cellulari mediante raffreddamento anche per anni e riportando successivamente la cultura a temperatura normale, le cellule riprendevano le loro divisioni dove erano state interrotte, come se avessero memoria o un loro "orologio interno". Come applicare tale teoria all'uomo? Mac Cay prese due gruppi di topolini: il primo gruppo fu alimentato normalmente, il secondo gruppo fu sottoalimentato con rallentamento di crescita e di sviluppo. Il più longevo dei primi visse 969 giorni, mentre in media il secondo gruppo visse 1450 giorni. Non sarà che rallentando le tappe evolutive l'orologio molecolare diminuisca i suoi battiti? Oppure semplicemente la sottoalimentazione evita il verificarsi delle malattie degenerative?
Ciò che è certo come afferma Ross "i ritmi rapidi di crescita strutturale o biochimica, male si associano con una estesa durata di vita e con rischi ridotti delle malattie associate alla vecchiaia". Allora dovremo comunque contentarci di arrivare al limite di Hayflick (cellule di individui anche molto anziani in cultura hanno dimostrato di avere ancora divisioni da effettuare prima di fermarsi) o possiamo sperare ancora di più? Le ricerche continuano ed è stato dimostrato che tessuti di animali vecchi trapiantati in giovani vivono molto più a lungo (il doppio o il triplo) dei donatori, il che farebbe pensare che esistono dei fattori (ghiandolari, immunitari) legati all'ambiente e non alle cellule. Ma cosa si può fare praticamente per combattere questa inevitabile "malattia"?
Invecchiamento: quali sono i segreti reali per combatterlo>>>
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