CUCINA VEGETARIANA
Rimanere giovani con la dieta e la cucina vegetariana
Per prevenire l'arteriosclerosi, che con le sue complicanze rappresenta il primo nemico della giovinezza, gli americani, dopo averci condizionato per anni con scatolette e bottigliette, consigliano oggi di mangiare all'italiana e cioè polenta, legumi, pasta e fagioli, olio di oliva. Ma in quale famiglia italiana oggi si cucina polenta? Noi abbiamo imboccato e stiamo percorrendo la strada dei cibi denaturati, precotti, liofilizzati e surgelati a detrimento della salute.
La caloria e la rapidità sono oggi l'imperativo categorico dell'alimentazione ma la vitalità dei cibi non viene espressa dalle calorie bensì essa è rappresentata da un insieme di fattori quali gli enzimi, i fattori di crescita, i fattori di difesa, i fattori vitaminici i quali caloricamente sono zero ma per la salute, la bellezza, l'efficienza fisica sono tutto. Come si può infatti sostenere che il valore alimentare di un cibo sia quello riportato nelle tabelle caloriche, quando è noto che un semplice procedimento quale è la cottura comporta distruzione di vitamine, perdita di sali minerali, enzimi, inibine, coagulazione delle albumine, saturazione dei grassi alimentari?
Che cosa accade allora di un alimento quando ancora prima della cottura è stato già trattato con conservanti, coloranti, additivi, per migliorarne l'aspetto o consentire che si conservi per mesi? "Esso è diventato un alimento morto". Come sostiene il professore Kollath famoso scienziato (scopritore degli Auxoni) è necessario lasciare gli alimenti naturali immodificati se vogliamo essere certi di sfruttare per la salute l'energia più vitale che esiste al sole; con l'esposizione al sole si verificano infatti nei prodotti della terra le modificazioni che li trasformano in nutrimento ed è per questo che i prodotti naturali a completa maturazione hanno un potenziale energetico che nessun altro alimento possiede; è insomma l'effetto vitale dei cibi solari propugnato nei secoli dai medici naturalisti per intuizione (a cominciare dal greco Pitagora) confermato dalla Scienza ufficiale come potenziale redox.
I cibi naturali lasciati come sono e consumati crudi, dove è possibile, ci forniscono infatti la possibilità di una salute solare in netta contrapposizione all'attuale stato di malata pronta a cedere facilmente il campo alla malattia vera e propria. Quanti antibiotici potrebbero essere evitati conservando una giusta quantità di microbi non dannosi la cui mancanza apre invece le porte a quelli veramente patogeni! Uno schema dietetico contro l'invecchiamento deve quindi procedere su un doppio binario massimizzare il consumo dei cibi che contengano fattori vitalizzanti per le sintesi cellulari, gli acidi nucleici, la membrana cellulare ed escludere tutti i tossici.
La foglia verde: trattiamola con delicatezza
Un posto preminente ve attribuito dopo i 30 anni alla frutta e alle verdure, che vanno consumate con regolarità in ogni pasto, con una estrema varietà poiché ogni vegetale apporta principi diversi e solo dalla introduzione continua e variata di essi si può avere la certezza di una corretta introduzione vitaminica e di sali minerali.
E' importante che le verdure siano consumate il più possibile crude in insalata e all'inizio del pasto anziché come contorno per sfruttarne a pieno i poteri nutritivi; la pulizia e la nettatura dei vegetali debbono seguire schemi ben precisi ad evitare l'impoverimento minerale e vitaminico:
1) la pulizia va effettuata avendo cura di scartare solo le parti veramente rovinate poiché gettando via le foglie più esterne si elimina la quota più nutriente, infatti le zone periferiche sono quelle più irradiate dal sole e in particolare ciò vale per gli spinaci, la lattuga (il cui cuore è il più povero) le carote (spazzolare solo e non grattare con il coltello!), le patate (il nutrimento è tra la buccia e la polpa).
2) il lavaggio va effettuato più volte per grave pericolo degli antiparassitari, ma rapidamente poiché con un ammollo prolungato si verifica il passaggio nell'acqua di lavaggio delle vitamine idrosolubili:
3) la cottura,solo dov'è veramente necessaria, deve essere effettuata senza acqua, a vapore, per brevissimo tempo, senza aggiunta di bicarbonato o sale avendo cura di consumare anche l'acqua fuoriuscita dai vegetali. La frutta va consumata a piena maturazione, nella stagione adatta (le primizie fanno bene solo a chi le vende!) e, tranne qualche eccezione, mangiata tra un pasto e l'altro con tutta la buccia. I cereali (grano, mais, avena, miglio, riso, orzo) vanno consumati nella loro completezza senza essere sottoposti ai processi di raffinazione che conducono alla eliminazione della corteccia e del germe e con essi del patrimonio vitaminico (A,E,B), minerale e degli auxoni in assenza dei quali l'azione delle vitamine è insufficiente e l'organismo invecchia prematuramente.
Gli auxoni risultano sensibili al calore molto forte ed all'azione dell'ossigeno dell'aria per cui i cereali integrali dovrebbero essere consumati crudi in forma di fiocchi, oppure essere sottoposti a calore poco elevato, l'essenziale è comunque che essi siano grezzi onde evitare di lasciare nelle raffinerie tali importanti fattori di giovinezza. Con l'uso di cereali grezzi la salute si avvantaggia di proteine non tossiche e di fibre grezze che spazzolano a fondo l'intestino evitando la persistenza di scorie e favorendo l'evacuazione. La raffinazione dei cereali, e in particolare l'uso di farina bianca di frumento, è una delle più redditizie mistificazioni industriali che l'uomo abbia organizzato a scapito della propria salute; eliminando la buccia più esterna, il germe e imbiancando le farine con prodotti chimici non solo egli ha creato un prodotto povero, devitalizzato, ricco solo in amidi (neppure i parassiti lo attaccano!) ma ha determinato condizioni di costipazione cronica e di ipovitaminosi utilizzando poi per curarli "in modo naturale" gli stessi prodotti che aveva precedentemente scartato: la crusca e i germi di grano conservati.
Come molto spesso accade per risolvere un problema se ne creano degli altri, un eccesso di crusca infatti con il suo elevato apporto di acido fitico può sottrarre calcio indispensabile, provocando così demineralizzazione che è la prima cosa da combattere. La soluzione del problema salute è nell'insieme, non bisogna cioè dissociare il tutto in favore della parte poiché tutto agisce sinergicamente e solo rispettando gli alimenti nella loro interezza si può evitare di creare danni o carenze che si traducono in malattia.
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