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CURA OBESITA'

Come si cura l'obesità?

Come si cura l'obesità?


L'obesità è in aumento in tutto il mondo e con essa crescono in modo esponenziale i rischi di arteriosclerosi, coronarosclerosi, diabete, gotta e malattie articolari. In quale modo affrontare l'obesità? Ecco alcuni consigli forniti dagli esperti...



Il primo presupposto per una sana longevità è l'estrema parsimonia alimentare, gli esperimenti di laboratorio ce lo hanno dimostrato, i longevi di molti paesi ne sono l'esempio vivente e d'altro canto ognuno può sperimentare sulla propria pelle la sensazione di lucidità mentale, di benessere che un giorno di digiuno determina in confronto all'obnubilamento, torpore, malessere che si avverte al termine di un pranzo copioso.

Eppure l'obesità è in aumento, si mangia molto di più di quanto sarebbe necessario e soprattutto si mangiano cibi sbagliati, ipercalorici, iperglicidici e iperlipidici che determinano accumulo di grasso nel sottocutaneo a ridosso del cuore, fegato, reni, ghiandole sessuali alterandone le funzionalità dapprima in forma lieve e poi definitiva. L'aumento di peso non solo è di per se causa palese di invecchiamento precoce (certamente l'obeso non dà l'idea della giovinezza), ma favorisce la comparsa di arteriosclerosi, coronarosclerosi, diabete, gotta e malattie articolari che oltre a determinare una riduzione della durata di vita, tolgono vita agli anni in quanto determinano emarginazione dalla vita attiva.

Si introducono ogni giorno nell'organismo cibi per oltre 3000 calorie quando nella vita attuale ne sarebbero sufficienti mille di meno e ciò si traduce in un deposito giornaliero di almeno 60/70 grammi di grasso, che in un mese significa due chilogrammi e in un anno più di venti chilogrammi. Bisogna solo ringraziare le malattie intercorrenti o l'estate che inducono alla dieta altrimenti si arriverebbe a pesi iperbolici. Si dice che l'obeso sia stato creato per dimostrare fino a che punto la pelle possa estendersi e veramente egli è l'esempio vivente dei meravigliosi meccanismi di difesa di cui la natura ci ha fornito, quando si pensa che tutti i suoi organi e apparati sono stati creati per una persona e molto spesso debbono lavorare per due. Si dovrebbe quindi concludere che l'uomo non è un animale razionale oppure si tratta di un suicidio di massa?

Nelle scelte alimentari entrano in gioco i più svariati fattori e il condizionamento esercitato dai mezzi di comunicazione svolge un suo ruolo negativo e determinante; basta una occhiata ai giornali nel periodo delle festività per vedere non solo il bombardamento di immagini di panettoni, torroni eccetera, ma addirittura gli viene trovata una giustificazione scientifica: "I carboidrati fanno bene non ingrassano"(forse solo in periodo natalizio per bontà divina? Sic). Le abitudini familiari poi, soprattutto quelle dell'età infantile imprimono il loro marchio creando intere generazioni di obesi e malati poichè difficilmente si riesce a convincere un adulto a considerare gradevole e sufficiente una buona zuppa di verdura e uno yogurt, se da bambino è stato abituato ad elaborati timballi e grosse bistecche (magari contro voglia), egli si sentirà turlupinato, affamato ingiustamente punito non appena messo a dieta.

Infine le frustrazioni nel lavoro, nella vita affettiva e di relazione rappresentano la terza grave spinta verso il precipizio dell'obesità; si mangia perchè si è tristi, annoiati, la società ci respinge, il lavoro è ripetitivo e non gratificante e tipicamente (è provato) si cercano cibi che "fanno male" dolci, cioccolato, pizza, salumi (in tanti anni di attività dietologica nessun paziente obeso mi ha mai detto di essere particolarmente attratto da frutta e verdura) quasi a voler sanare contemporaneamente due esigenze psicologiche il desiderio di vivere e quello di morire: mangio per ritornare a quella sensazione di benessere e sicurezza che il cibo mi dava, ma mangio ciò che ingrassa perchè la mia vita non mi piace e voglio distruggermi. Per l'obesità ancor più che per tutte le malattie è basilare un discorso di prevenzione poichè se non ingrassare comporta qualche sacrificio dimagrire è decisamente faticoso e richiede un impegno senz'altro più preciso.

I trucchi per combattere l'obesità.
Cura obesità: evitare il vittimismo
Evitare di assumere quell'atteggiamento tra il rassegnato e il vittimistico perchè vi accingete ad affrontare un regime privo di dolci, merendine, bevande gasate, liquori, ma considerate questo cambiamento di regime una fortuna poichè finalmente vi nutrirete con cibi sani e vitali cucinati in maniera tale da mantenere intatto il loro gradiente energetico.
Cura obesità: abbinamenti mentali
Cercate di visualizzare mediante abbinamenti mentali fissi il danno che certi cibi provocano all'interno di voi in modo da provocare nel tempo diffidenza o addirittura ripugnanza di essi. Es.:burro,panna= grasso nelle arterie; zucchero,dolci= ossa che si decalcificano; sale = grumi di cellulite.
Cura obesità: rimettete l'orologio
Stabilite degli orari fissi per i pasti e non derogate anche se cade il mondo (8-14-20).
Cura obesità: un break di 10 minuti mentre state mangiando
Durante la prima settimana per abituarvi alla riduzione calorica sedetevi a tavola, iniziate a mangiare una grossa insalata mista e dopo averla terminata smettete per almeno dieci minuti di mangiare, dedicandovi ad altre occupazioni (telefonate, parlate, leggete un giornale) è importante però che sia una vera pausa e non con l'occhio all'orologio. Trascorso tale tempo riprendete con calma a mangiare.
Cura obesità: tutti a dieta
Poichè una dieta corretta è importante ad ogni età, cercate di coinvolgere nel vostro nuovo regime tutta la vostra famiglia: farete solo il loro bene.
Cura obesità: aguzzare l'ingegno
Fate lavorare l'ingegno e trasformate questa necessità dimagrante in una serie di nuovi piatti e nuove ricette senza grassi e con cibi naturali. In fin dei conti dopo i 30/40 non è piacevole rinnovare la propria alimentazione?
Cura obesità: rivolgersi al medico
Rivolgetevi al medico: quando avete deciso di dimagrire non fate l'errore di seguire la dieta dell'amico e della rivista, ognuno è un caso a sè e soprattutto ognuno ha le sue esigenze alimentari. Non bisogna trascurare infine l'aspetto psicologico, rivolgersi ad un medico significa impegnarsi con lui a seguire un regime alimentare pagandogli la relativa parcella e pagare spesso, mi rincresce dirlo.....fa miracoli.

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