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LEZIONI DI CINEMA

Lezioni di Cinema

Lezioni di Cinema


Il libro “Lezioni di Cinema” raccoglie le sedici lezioni tenute dal 1991 al 2006 al festival di Cannes. Raccoglie testimonianze uniche, spesso piene di humor e ironia,  nelle quali gli autori raccontano in modo appassionato il loro modo di fare cinema: una rara occasione di analisi del processo creativo intrapresa dall'artista stesso.

Il Festival di Cannes è stata sempre una manifestazione che ha dato vita a lunghi e costruttivi dibattiti sul cinema.
Dal 1991 ad oggi ha sempre cercato di dare spazio ai fautori di questa grande macchina: sul suo palco si sono alternate lezioni di registi, attori, sceneggiatori, montatori etc che hanno lasciato un segno profondo nel tempo.
Il 31 Ottobre, esce, pubblicato da il Castoro una raccolta di queste lezioni, con lo scopo di fornire un valido aiuto a chi vuole lavorare in questo campo, o semplicemente allargare la mente a strutture, dinamiche e suggestione che solo il cinema può dare.
All’interno si ritrovano autori come Wim Wenders, Sidney Pollak o Oliver Stone, fino ad arrivare al Nostrano Nanni Moretti.
Proprio di Nanni Moretti veniamo a scoprire un segreto della sua arte: “Da sempre il mio “Lavoro” di spettatore ha influenzato il mio lavoro da regista, le mie esperienze, le mie emozioni di spettatore hanno influenzato le mie scelte di regista. … Credo che vedere brutti film sia utile, permette di sviluppare il proprio senso critico e di cercare di evitare quello che non piace nel lavoro degli altri.
Si disquisisce sui film, ma soprattutto sul processo creativo che porta alla produzione. Ma non solo: si parla del rapporto tra attore e regista, sul ruolo del montaggio o della fotografia.
“Sul set ci sono gli attori, che sono certamente importanti, ma il personaggio chiave, il partner fondamentale del regista è il direttore della fotografia, l’uomo con cui parla tutta la durata delle riprese” afferma Oliver Stone e ancora “Per me, il montaggio, è sempre stato la chiave del film. Quando si Taglia, si dà il ritmo. Funziona o non funziona: si ride o no; si ha paura o no. Il centro del bersaglio infatti è minuscolo e o lo si raggiunge, o non lo si raggiunge: è il montaggio che permette di aggiustare il tiro” , dichiara Sydney Pollak.
Molto importante, inoltre è l’analisi della situazione economica del cinema.
Dice Bertrand Tavernier “ Billy Wider diceva che, alla fine, un regista impiega il 98% del suo tempo a cercare i soldi per fare i suoi film e il due percento a lavorare. Non aveva affatto Torto, purtroppo. ... Da un produttore , oltre certamente l’aspetto finanziario, mi attendo una sorta di dialogo. … Un produttore è anche qualcuno che mi protegge e che, nel corso di questo percorso disseminato d’insidie e di umiliazioni, le sopporta al posto mio. O almeno con me. ”
Insomma, è uno spaccato dipinto da tante pennellate, da tanti “Pittori”, che conoscono profondamente e vivono sulla loro pelle quello che dicono, in un duplice fine di insegnare e d’imparare a loro volta.


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