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L'esposizione: il concetto base della fotografia

L'esposizione: il concetto base della fotografia


Il tempo di esposizone in fotografia è il lasso di tempo in cui il diaframma resta aperto per pemettere alla luce che entra nell'obiettivo di impressionare il semsore (nella fotografia analogica era la pelilcola). In questo articolo vi spieghiamo l'importanza del parametri principali che concorrono a determinare la corretta esposizione e come conviene impostarli a seconda delle vostre esigenze fotografiche del momento



Fotografia, dai termini greci per luce e scrittura, vuol dire scrivere con la luce, ma per scrivere bene ci vuole la giusta quantità di luce. L'esposizione in fotografia è la quantità di luce che passa dall'obiettivo, se ne passa troppa avremo una foto sovraesposta, cioè bruciata, troppo chiara, se la luce è poca, foto sottoesposta cioè scura. L'esposizione si misura in EV tramite un apparecchio chiamato esposimetro con cui sono equipaggiate tutte le fotocamere moderne. I fotografi professionisti preferiscono usare un esposimetro esterno, perchè quelli  integrati nelle fotocamere pur essendo abbastanza precisi possono in realtà tenere conto solo della luce riflessa del soggetto e non della vera luminosità ambientale. In alcuni casi la luce incidente può quindi determinare un valore reale della luminosità dell'ambiente anche sensibilmente diversa da quella registrata dall'esposimetro della fotocamera. Quando scattiamo una foto in automatico la fotocamera basandosi sulla  lettura dell'esposimetro decide autonomamente i parametri dello scatto, la sensibilità ISO, il tempo di esposizione e l'apertura del diaframma. Perchè dovremmo prenderci la briga di farlo noi in manuale? Perchè in condizioni difficili o particolari un fotografo esperto è più bravo del software della fotocamera, o perchè vogliamo ottenere degli effetti particolari.
Giusta quantià di luce dicevamo, ma se il foro di entrata può essere più o meno grande e il tempo di esposizione più o meno lungo, appare chiaro come la stessa quantità di luce potrà essere veicolata da diverse coppie di impostazioni di questi due valori, ovviamente più il foro sarà chiuso più dovrà aumentare il tempo di esposizione per fare entrare la giusta quantità di luce. Ma non è finità! La giusta quantità di luce è sempre la stessa? No perchè come abbiamo detto anche la sensibilità del sensore può essere variata e quindi le variabili diventano tre e le possibili combinazioni si moltiplicano. Quindi scegliamo in maniera indifferente tra queste combinazioni di impostazioni, tanto è lo stesso? Naturalmente no perchè se è lo stesso dal punto di vista della corretta esposizione della fotografia (giusta quantità di luce sul sensore) al variare di questi valori il risultato finale della fotografia sarà molto diverso. Intanto liberiamoci subito del discorso sensibilità ISO; con questo non si gioca a seconda della nostra esigenza fotografica, gli ISO si alzano solo in condizioni di cattiva luce ma con moderazione perchè più ISO significa maggior rumore digitale, cioè disturbo, quello sgradevole aspetto di foto granulosa e con poca definizione. Fino a quanto si possono alzare gli ISO senza che il rumore pregiudichi troppo la qualità della foto dipende dalla qualità della vostra fotocamera. Concentriamoci invece su tempo di esposizione ed apertura del diaframma. Capire come il tempo di esposizione influisca sullo scatto è a nostro parere molto intuitivo, probabilmente ci arriverà anche chi non si è mai interessato di fotografia, se dovete fotografare un soggetto in movimento vi serve un tempo di esposizione molto breve o verrà mosso, in alcuni casi comunque i fotografi decidono di non congelare il movimento ma preferiscono sacrificare la nitidezza del soggetto proprio per comunicare l'idea del movimento. Meno intuitivo è capire come influisce l'apertura del diaframma sul risultato finale di uno scatto, qui bisogna saperlo,  e vi togliamo subito la curiosità: diaframma molto aperto, cioè foro grande, corrisponde a minore profondità di campo, diaframma chiuso maggiore profondità di campo. ma cos'è la profondità di campo? In una foto purtroppo non tutti gli elementi inquadrati verranno mai perfettamente a fuoco solo quelli alla stessa distanza dall'obiettivo del punto di messa a fuoco saranno perfettamente a fuoco, maggiore profondità di campo significa che questo difetto è meno percettibile, avremo cioè una buona messa a fuoco per tutti i soggetti nella foto anche se a differenti distanze da chi ha effettuato lo scatto. In alcuni casi potrei davvero volere che il soggetto principale dell'obiettivo sia l'unica cosa a fuoco, basta pensare alla foto di ritratto e allora vai con l'apertura del diaframma! Viceversa in un panorama per ottenere una buona profondità di campo imposteremo un diaframma molto chiuso e di conseguenza si allungherà il tempo di esposizione, tanto il paesaggio non ha fretta e rimarrà fermo in posa per noi. Purtroppo siamo noi che ci muoviamo ed ecco perchè di solito i fotografi di paesaggi lavorano con un treppiede anche in pieno giorno. Sule moderne fotocamere di buon livello trovate la possibilità di scatttare in automatico completo, in manuale completo, tramite i programmi, o in priorità di apertura o di diaframma. Spieghiamo rapidamente cosa vogliano dire tutte queste espessioni:
_ nella modalità completamente automatica, voi puntate e scattate e software ed esposimetro della fotocamera decidono tutti i parametri che regolano l'esposizione in fotografia autonomamente;
_ i programmi sono anch'essi delle modalità in cui è la fotocamera a decidere tempo di esposizione ed apertura del diaframma, ma voi fornite un piccolo indiziio sulla scena che andrete a riprendere, sto fotografando un panorama, sto facendo un ritratto, sto riprendendo una scena molto dinamica, etc... in questo caso a seconda del programma scelto è come se sia stata fatta una scrematura iniziale tra le tante possibili combinazioni di parametri e gli automatismi della fotocamera devono scegliere tra quelli rimasti più adatti al tipo di scena che avete indicato;
_ manuale completo: decidete tutti i parametri voi e li impostate in modo che l'ìesposimetro vi dica che l'esposizione è corretta tenendo presenti le considerazioni che abbiamo fatto poc'anzi su apertura del diaframma e tempo di esposizione;
_ priorità al tempo o all'apertura significa che decidete di impostare manualmente solo uno di questi parametri e l'altro verrà calcolato automaticamente dal software della fotocamera, è forse la modalità più utilizzata, anche se a nostro avviso per conoscere davvero la propria fotocamera bisognerebbe scattare per un po' in completo manuale.
Una considerazione finale: conoscere la propria fotocamera dicevamo, tutto il discorso che abbiamo fatto è la teoria, quando avrete in mano una fotocamera vi accorgerete che gli obiettivi specialmente se economici danno il meglio di se solo nei valori intermedi del proprio range di aperture, quindi nell'applicare le regole dovrete anche venire a patti con quelle che sono le prestazioni della vostra fotocamera. Inoltre esiste il problema della difrrazione che è un fenomeno fisico che riguarda la luce, la luce si propaga in linea retta ma è un'onda, quando passa attraverso un foro molto piccolo avviene il fenomeno della diffrazione che in fotografia peggiora vistosamente la qualità dell'immagine, mediamente è consigliabile non scattare con F superiore a 16. E per salutarvi come fa chi se ne intende vi auguriamo: buona luce!

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