VITTORIANO
Vittoriano, Unità e Libertà
Il nome Vittoriano deriva da Vittorio Emanuele II
di Savoia, primo re d’Italia, artefice
dell’unità e della libertà della nazione, a cui fu dedicato il monumento dopo la
sua morte. Inaugurato da Vittorio Emanuele III il 4 giugno del 1911,
rappresenta il momento culminante dell’Esposizione Internazionale per i
cinquanta anni dell’Unità d’Italia.
Posta la prima pietra nel 1885 i lavori proseguirono molto lentamente, tra finanziamenti parziali, difficoltà burocratiche e continue modifiche al progetto iniziale, dovute anche all’instabilità delle fondamenta del colle capitolino percorso da una miriade di gallerie.
Iniziano i primi espropri e le prime opere di demolizione per fare spazio al nuovo monumento. Anche l’attuale area di piazza Venezia venne ritoccata dal “Piano Sacconi” del 1897 per consentire una più ampia visuale al futuro complesso del Vittoriano.
Nel 1905, con la morte di Sacconi, l'architetto a cui furono affidati i lavori, molti problemi irrisolti furono lasciati ai nuovi architetti incaricati di portare avanti il progetto: Gaetano Koch, Manfredo Manfredini, Pio Piacentini.
Il Vittoriano fu inizialmente pensato da Sacconi per essere costruito in travertino. Successivamente il monumento verrà realizzato dai suoi successori in botticino Mattina di Rezzato, più facilmente modellabile, anche se non proprio attinente ai colori della città.
La conclusione dei lavori del complesso del Vittoriano si può ufficialmente far risalire al 1935, anche se l’inaugurazione del monumento risale al 1911. Diverse le modifiche apportate dalla data d’inaugurazione al completamento ufficiale dei lavori.
Nel 1921 viene completato l’Altare della Patria ideato dallo scultore Angelo Zanelli. Nel 1925 viene collocata la statua della dea Roma. Tra il 1924 e il 1927 vengono posizionate sui propilei la Quadriga dell’Unità e quella della Libertà, rispettivamente degli scultori Carlo Fontana e Paolo Bartolini. All’interno del cavallo della maestosa statua equestre del re (alta 12 metri e lunga 10) sono custodite alcune foto e una pergamena contenente le firme di coloro che orgogliosi hanno contribuito alla costruzione del Vittoriano.
Quella del Vittoriano è una storia complessa e travagliata sin dagli inizi della sua progettazione. Come già detto scarsi finanziamenti e poca attenzione alla cura e manutenzione di un complesso così enorme (una superficie di 14.500 mq) hanno rischiato di far perdere un monumento di straordinaria bellezza e pieno di significati. Il tema centrale di tutto il monumento è rappresentato dalle due iscrizioni sui propilei: "Patriae Unitati" "Civium Libertati", "All'unità della patria" "Alla libertà dei cittadini". Unità e libertà simboleggiate anche dalle due quadrighe. Nell’Altare della Patria sono sepolti i resti di una salma sconosciuta selezionata tra quelle dei caduti durante la prima guerra mondiale. Essa è il simbolo del Milite Ignoto in rappresentanza dei soldati morti in guerra e non aventi una tomba portante il loro nome. Sei gruppi di statue rappresentano allegorie dei valori civili del popolo italiano. Altri elementi centrali del complesso del Vittoriano sono le sedici statue rappresentanti le sedici Regioni italiane di fine Ottocento. e le quattordici statue che raffigurano le quattordici città un tempo capitali o Repubbliche marinare. Tutta una serie di simboli vegetali scolpiti lungo il complesso rimandano a diversi significati: la palma (vittoria), la quercia (forza), l’alloro (valore, pace vittoriosa), il mirto (sacrificio), l’ulivo (pace, concordia).
Dal 1987 partono i veri lavori di restauro del Vittoriano, recuperando e rendendo impermeabili le terrazze e le scalee di copertura dell’avancorpo di destra. Vengono rifatti i grandi lucernai, gran parte della pavimentazione, ripristinate le due fontane laterali raffiguranti il Tirreno e l’Adriatico e sbloccato il meccanismo di sollevamento della cancellata in ferro, rimasta bloccata per anni sotto la quota del terreno. Nel 1997 viene implementato il nuovo impianto di illuminazione, portando nuova luce a piazza Venezia e contribuendo ad avvicinare ancor più il monumento alla città. Oggi all'interno del complesso vengono ospitate le mostre più famose di artisti italiani e internazionali, contribuendo ancor più nella sua opera di divulgazione culturale. Identificato quasi sempre come l'Altare della Patria (di cui ne è solo una parte), soprannominato talvolta la "Macchina da Scrivere" o anche la "Torta nuziale" per la sua forma, il Vittoriano è uno dei monumenti più belli di Roma, ricco di simboli e di rimandi. Più che una macchina da scrivere sembra un libro da leggere...
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