Villa Torlonia
Villa Torlonia: informazioni su Villa Torlonia a Roma
Il parco e il complesso museale di Villa Torlonia è oggetto a partire dagli anni Novanta di interventi volti a ripristinare l’antico fascino di questa villa posta sulla via Nomentana e che tra le ville nobiliari romane spicca per un originale giardino all’inglese e per edifici annessi che offrono motivi di svago e appronfondimento.
Di proprietà della famiglia Pamphilj fino al XVIII secolo, e poi dei Colonna, questa villa adibita a terreno agricolo venne acquistata nel 1797 da Giovanni Torlonia che incaricò Valadier di occuparsi di una sua valorizzazione a tenuta principesca. L’edificio padronale e il casino Abbati furono convertiti rispettivamente in un elegante Palazzo e nell’attuale Casino dei Principi. Vennero poi costruite le Scuderie, un monumentale ingresso e riorganizzato il parco ornandolo con sculture classiche. In seguito Alessandro Torlonia incaricò altri architetti di ampliare la tenuta e creare nuove strutture: Caretti fece realizzare i Falsi Ruderi e il Tempio di Saturno, Raimondi il Teatro e l’Arancieria o Limonaia. La parte sud fu sistemata dal Japelli con viali, laghetti, piante esotiche e con edifici tra cui la Capanna Svizzera poi convertita in Casina delle Civette. Di questo periodo anche la costruzione del Villino Medievale e del Villino Rosso, edifici ad uso abitativo. Furono anche inseriti due obelischi commemorativi in granito rosa. Nonostante la scoperta di un cimitero ebraico sotterraneo la villa divenne negli anni Venti dimora di Mussolini. Dopo un periodo di decadenza, villa Torlonia è stata acquistata dal Comune di Roma ed adibita a parco pubblico.
Il Casino dei Principi
Il raffinato e rinascimentale Casino Abati venne trasformato in Casino dei Principi dall’architetto Caretti intorno al 1840. Era collegato al Palazzo principale da una galleria sotterranea tuttora esistente e fu destinato da Alessandro Torlonia agli eventi mondani. Di grande pregio sono gli elementi decorativi originari come i mosaici pavimentali, i due portali in marmo affiancati da colonne antiche, i vasi in ghisa posti nell’attico e i resti di un fregio monocromo sulla facciata principale. Nel piano nobile le tre sale erano un tempo ricoperte di tempere murali che raffiguravano paesaggi dell’antica Grecia e Roma, mentre la sala da pranzo era adorna di affreschi del Golfo di Napoli.
Oggi l’edificio raccoglie opere della Collezione Torlonia.
La Casina delle Civette
Attualmente museo della vetrata artistica di epoca liberty, le sue venti stanze sono ricche di dipinti parietali, stucchi, mosaici e boiseries. Esternamente è decorato con grandi finestre, loggette, porticati, torrette e maioliche colorate.
In origine Capanna Svizzera progettata dal Jappelli, questa struttura divenne nel 1840 dimora del principe Giovanni Torlonia: è tuttora un luogo di evasione fantastica e deve il suo nome alla presenza di una vetrata con due civette stilizzate tra tralci d’edera, richiamo tipico dell’arredo degli interni del villino, eseguita da Cambellotti.
Il Casino Nobile
Questa struttura ottocentesca e neoclassica che si distingue per una sala centrale detta Ipogea, affrescata come una tomba etrusca, offre un piccolo museo dedicato ai ritrovamenti statuari di Villa Torlonia. L’edificio venne risistemato da Valadier e arricchito da porticati e ampie terrazze. Il salone, denominato Salle à manger, era decorato con stucchi di Del Frate e bassorilievi di Canova. A Caretti si deve l’aggiunta di un pronao palladiano con loggia, di elementi decorativi interni di stile gotico e pompeiano e di grandiose sculture poste in prossimità dell’ingresso. Tra le opere esposte prevalgono quelle dello scultore settecentesco Bartolomeo Cavaceppi. Degne di nota sono i tre grandi bassorilievi in gesso di Canova di una testa femminile in stile michelangiolesco, di un frontone in marmo originario di una tomba rinvenuta sull’Appia Antica e di elementi di arredo della Cappella di villa Torlonia e della camera da letto di Giovanni Torlonia.
Museo della Scuola Romana
Questa struttura contiene opere che documentano l’attività artistica romana tra la I e la II guerra mondiale: abbiamo esempi del Realismo magico (Donghi, Trombadori, Ferrazzi, Francalancia), della Scuola di via Cavour (Mafai, Raphael) fino ai pittori tonali e persino opere di Guttuso. Sono anche presenti sculture e incisioni del periodo.
Villa Torlonia – Orari
Ore 9.00-19.00 dall’ultima domenica di marzo al 30 settembre; dal 27 febbraio all’ultimo sabato di marzo e dal primo ottobre fino all’ultimo sabato di ottobre 9.00-17.30. Dall’ultima domenica di ottobre al 26 febbraio orario 9.00-16.30 e il 31 dicembre 9.00-14.00..
Giorni chiusura: il lunedì, 1 gennaio, 1 maggio e 25 dicembre.
Villa Torlonia – Come arrivare
Da Roma Termini in piazza dei Cinquecento prendere la linea 36 direzione Pampanini, scendere alla fermata Nomentana/Trieste e poi proseguire a piedi fino a via Nomentana 70.
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