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SANTA CROCE IN GERUSALEMME

Santa Croce In Gerusalemme

Santa Croce In Gerusalemme


La basilica di Santa Croce in Gerusalemme, nota ai pellegrini d’epoca medievale per essere rigorosamente proibita alle donne, custodisce reliquie legate alla crocefissione di Gesù, riportate da Sant’Elena dopo un viaggio in Terra Santa e conservate attualmente nel Santuario della Croce presso l’antica sacrestia della basilica. Essendo la Cappella di Sant’Elena stata pavimentata in origine con terriccio della Terra Santa e contenendo un reliquario di attendibilità sacra, la basilica di Santa Croce assunse il nome “in Gerusalemme”.


Santa Croce in Gerusalemme – Come arrivare
Situata a poco meno di un km dal Laterano, in Piazza Santa Croce in Gerusalemme, la chiesa è raggiungibile dalla stazione San Giovanni della linea A. Si percorre un tratto a piedi attraversando gli archi e poi sulla destra per via Carlo Felice che conduce direttamente alla basilica.
Da San Pietro la basilica è raggiungibile con l’autobus 571, dal Verano col tram 3 direzione Trastevere, da piazza Venezia con gli autobus 87 e 85. Da Termini con l’autobus 649, direzione largo don Orione.


Santa Croce in Gerusalemme – Cenni storici
In origine l’area dove è stata edificata la chiesa di Santa Croce in Gerusalemme era occupata da una villa imperiale la cui costruzione risale all’epoca di Settimio Severo, III secolo d.C., e comprendeva il palazzo Sessoriano, residenza successiva di Elena, madre dell’imperatore Costantino. Un atrio di questo palazzo venne in seguito convertito in basilica cristiana e assunse il nome di basilica Eleniana o Sessoriana. A partire dal XII fino al XVI secolo alla chiesa di Santa Croce in Gerusalemme venne accorpato un convento di Certosini.
La basilica di Santa Croce è stata dichiarata Titolo Presbiteriale da Papa Gregorio Magno.


Santa Croce in Gerusalemme - Descrizione
La chiesa di Santa Croce in Gerusalemme sorge in prossimità delle Mura Aureliane ed è suddivisa in tre navate, dotata di nartece, di un campanile romanico in laterizio e di un chiostro edificati per volontà di papa Lucio II (1144). Ha subito ulteriori modifiche nel 1400 e 1500. Gli interventi realizzati nel corso del Rinascimento e del Barocco mutarono profondamente l’aspetto originario. La ristrutturazione barocca venne affidata da Benedetto XIV agli architetti Pietro Passalacqua e Domenico Gregorini, artefici della dell’atrio ovale e della scenografica facciata culminante con le statue degli evangeslisti Elena e Costantino. Molti affreschi del nucleo originario del vecchio edificio sono oggi conservati nel museo annesso.
La pianta interna a tre navate è suddivisa in dodici colonne di granito e pavimentata in stile cosmatesco mentre il soffitto ligneo è voltato a botte. Tra le opere custodite nella Cappella di Sant’Elena si distingue il mosaico del 1485 disegnato da Melozzo da Forlì “Gesù benedicente attorniato dagli evangelisti” che riproduce motivi tipici d’epoca paelocristiana. Nel catino absidale sono visibili gli affreschi del Melozzo, Romano e Palmezzano e il monumento sepolcrale dedicato al portoghese Quinones, opera eseguita da Jacopo Sansovino (1536) e sovrastata da un tabernacolo in marmo e bronzo disegnato in seguito dal Maderno e adornato da affreschi del molfettese Giaquinto (1743). L’urna di basalto dell’altare maggiore custodisce le spoglie di San Cesario e S. Anastasio.
Particolarmente significativo per i reperti medioevali contenuti è il Museo della basilica dove sono conservati gli affreschi risalenti al secolo XII che ornavano la navata centrale, unitamente ad altre opere del secolo XIV tra cui anche due statuette gotiche.
 

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