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SANTA CECILIA IN TRASTEVERE

Chiesa di Santa Cecilia in Trastevere a Roma

Chiesa di Santa Cecilia in Trastevere a Roma


La chiesa di Santa Cecilia è dedicata alla martire protettrice dei musicisti, uccisa attorno al 220 d.C. dalla persecuzione di Marco Aurelio. Le reliquie, conservate nelle catacombe di san Callisto, furono traslate qui per volere di Papa Pasquale I nell’822 e deposte in un sarcofago di marmo sotto l’altare. Questo edificio conserva testimonianze artistiche di secoli diversi: l’avvicendarsi del tempo si mostra al visitatore fin dalla prima occhiata.



Chiesa di Santa Cecilia – Come Arrivare
La chiesa si trova subito dietro il Lungotevere Ripa,  in via di San Michele. Dalla stazione Termini prendere la “linea 170 Agricoltura” (ogni 10 min.) e scendere alla fermata “Bocca della Verità”. Da qui prendere la “linea 44 Montalcini” (ogni 8 minuti) per 2 fermate. Scendere alla fermata LGT Ripa/Porto e proseguire per 200 mt, fino all’angolo tra piazza dei Mercanti e Via di San Michele.
Orari di Apertura: 9.30 -12.30/16.00 -18.30 affresco del Cavallini 10.15-12.15
Chiesa di Santa Cecilia – Cenni Storici
L’822 fu l’anno in cui la vecchia basilica, risalente al V secolo d.C. e probabilmente costruita su un luogo di culto del III secolo, fu rinnovata da papa Pasquale I, cui si deve anche la ricostruzione di Santa Prassede. Nel XII secolo fu eretta la torre campanaria, sopravvissuta fino ai giorni nostri pur acquistando una lieve pendenza.
La decorazione musiva originaria dell’ultima chiesa fu integrata sul finire del Duecento con nuovi mosaici, affreschi e pezzi scultorei.
Una successiva stagione di restauri è documentata nel 1599, ad opera del cardinale Sfondrati: a questi lavori è legato un evento miracoloso, ovvero l’apertura del sarcofago e il ritrovamento del corpo ancora intatto della martire. Ciò che ci interessa, al di là del valore devozionale, è la scultura di Santa Cecilia, realizzata da Stefano Maderno l’anno successivo.
La chiesa perse molta parte della veste antica durante il XVII e il XVIII secolo, quando fu alzato il piano del presbiterio e fu sostituito il pavimento del XII secolo, realizzato dalla bottega dei Cosmati, la stessa di Santa Maria Maggiore  e di San Clemente. Un controsoffitto in legno rivestì le capriate, fu ridotta la luce delle finestre e creato un soppalco tra le arcate per le monache. L’intervento più appariscente riguardò la facciata e gli spazi dell’edificio, cui si aggiunsero un cortile e due conventi  femminili distinti, uno per le Benedettine e uno per le Francescane.
L’ultimo intervento di consolidamento delle colonne risale al 1830, con il rivestimento in laterizio a formare i pilastri attuali.
Il rifacimento della cripta agli inizi del Novecento ha invece reso visibili murature, colonne e pavimentazioni di una domus del II secolo a.C. 
Chiesa di Santa Cecilia – Descrizione
La chiesa presenta uno scenografico ingresso del 1725, che introduce al quadriportico ora decorato con aiuole, colonne e un antico cantaro, simbolo del refrigerio delle anime beate. Il portico esteriore poggia su quattro colonne ioniche e due pilastri a capitelli corinzi; la cornice è adorna di mosaici con volti di santi. Sulle pareti dell'atrio fu affrescata la vita di S. Cecilia nel XIII secolo: un lacerto è conservato all' interno della chiesa. Le più belle opere d’arte di questa chiesa risalgono al periodo della Roma Medioevale e alla fervida stagione che precedette la Roma Barocca. Gli artisti medioevali furono i Cosmati, il pittore Pietro Cavallini e lo scultore Arnolfo di Cambio. I pezzi di punta del Seicento sono la drammatica Santa Cecilia di Stefano Maderno e le pale di altare di Guido Reni, con le Sante Valeria e Cecilia e la “Decapitazione di Santa Cecilia”. Notevole anche l’altare di Luigi Vanvitelli, maestro di architettura neoclassica.

 

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