GIARDINO DEGLI ARANCI
Giardino degli Aranci: il fascino senza tempo di un parco dal gusto balsamico
Il panoramico parco Savello sull’Aventino offre ai visitatori
una splendida vista di Roma, posando lo sguardo su Trastevere,
sul centro storico, sul Gianicolo e Monte Mario. Una passeggiata
coniugata da un vasto scenario naturalistico impreziosito dalle
profumate piante di melangoli, ossia aranci amari, che gli
conferiscono questo nome. Di seguito troverete notizie utili
sull’origine del parco, su come raggiungerlo e sulle alternative
per una visita occasionale o per un soggiorno anche culinario in
zona.
Giardino degli Aranci – Cenni storici
Noto anche come Parco Savello, il Giardino ha un’estensione di circa 7800 mq e si situa sull’Aventino, nel rione Ripa. La sua edificazione fu voluta dalla famiglia dei Savelli, da cui il nome del parco stesso, attorno al 1285 presso la basilica di Santa Sabina sull’Aventino su un castello preesistente costruito da due pontefici appartenenti a questa famiglia - papa Onorio III e Onorio IV. Da ricordare infatti che già intorno all’anno Mille l’Aventino era diventato una roccaforte nel corso delle lotte imperiali che caratterizzano questo periodo storico e fino al XIII secolo fu un presidio della famiglia Savelli.
L’origine del giardino è attribuibile alle leggende nate attorno a San Domenico di Guzman, fondatore dell’ordine dei Domenicani che visse nel limitrofo monastero. Si racconta che un arancio nel giardino del chiostro sia stato portato direttamente dalla Spagna e resista tuttora alle intemperie dei secoli trascorsi.
Giardino degli Aranci – Descrizione
Tre sono gli ingressi che danno accesso al parco, uno in piazza Pietro d’Illiria, adornato nel 1937 dal portale proveniente da Villa Balestra, uno in via Santa Sabina e l’ultimo su Rocca Savella. Spiccano all’interno i resti del castello, le torri e il ponte levatoio.
Il parco, cinto da antiche mura altomedioevali, termina con una panoramica terrazza dominante il Tevere proprio nel punto dove sorgeva l’antico e maggiore porto di Roma.
Il giardino si presenta attualmente secondo l’impostazione datale nel 1932 dall’architetto Raffaele de Vico allorché venne ridefinito l’assetto urbanistico dell’Aventino nello specifico all’interno dell’area che i padri Domenicani della vicina basilica avevano destinato ad orto: l’estensione per 7800 mq è stata finalizzata ad un nuovo parco pubblico da adibire a belvedere, a fianco di altri luoghi storici della città come quelli del Pincio e del Gianicolo.
Simmetrico nell’impostazione, il giardino si apre in un viale mediano intitolato a Nino Manfredi che si dirama in due slarghi: a destra in origine era collocata la fontana di Giacomo della Porta da collocare prima in piazza Montanara e poi a piazza S. Simeone ai Coronari, all’ingresso del parco. Di notevole pregio, la fontana, forse raffigurante Oceano, vanta una traversata storia ed è composta da una vasca termale romana e da un sovrapposto mascherone in marmo incassato in una conchiglia.
L'ingresso posto in piazza S. Pietro d'Illiria fu dotato nel 1937 dal portale proveniente da Villa Balestra sulla via Flaminia.
Giardino degli Aranci – Come arrivare
E’ possibile raggiungere l’ingresso posto in via Santa Sabina in metropolitana, grazie alla linea B, fermata Circo Massimo. Alternativamente la zona è raggiungibile dalle seguenti linee di autobus urbani: 81, 160, 204, 628, 23, 716, 781, 170, 44 , 810, 715.
Giardino degli Aranci - Orari di apertura
Dalle 7.00 al tramonto.
Da vedere in zona
Circo Massimo, Rione Trastevere, Isola Tiberina, Basilica di Santa Sabina.
Mangiare in zona
Dopo una passeggiata nel parco si può concludere l’itinerario gustando le specialità dei rinomati ristoranti di Trastevere e dei ristoranti zona Ostiense.
Dormire in zona
Ecco alcune indicazioni su hotel di Trastevere posti in prossimità del parco, in aggiunta ad alcuni B & B del Colosseo.
Divertimento in zona
Il Giardino degli Aranci è in sé una fonte di svago e approfondimento per la ricca kermesse estiva di spettacoli teatrali. Altre alternative presso i locali di Trastevere o i locali di Testaccio.
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