MUSEO DESIGN
Design e cultura. Alla scoperta dei luoghi più significtivi di
Roma
Il design degli ambienti culturali come i musei o i teatri è molto interessante e stimolante. Come luoghi della cultura, infatti, essi si aprono con più facilità alle sperimentazioni in campo architettonico. I musei in particolare, hanno subito negli ultimi anni un calo di visitatori inquietante. Questi interventi di design hanno in parte invertito questa tendenza negativa andando incontro al mutamento della percezione e della fruizione degli spazi culturali da parte dei cittadini.
Il primo esempio di questo cambiamento è senza dubbio il
MACRO. Da grande complesso industriale della società Birra Peroni costruito agli inizi del XX secolo, l'edificio principale del MACRO è stato recentemente convertito in un museo centro di attività culturali. Dal 1999 può contare su sei ampie sale espositive, ospita inoltre la collezione permanente del MACRO ed è un punto di riferimento per la comunità dell'arte contemporanea a Roma. L'inserimento della nuova struttura in un contesto di tipo urbano mira a fondere il Museo rendendolo invisibile. Una volta terminato il progetto, dal livello più alto dell'edificio ristrutturato di Via Reggio Emilia sarà possibile vedere la nuova porzione del Museo come un giardino panoramico astratto tra i vecchi palazzi. Gli accessi sono creati per esprimere sulla strada la presenza del Museo, così pure le finestre della sala riservata alle esposizioni affacciano sulla strada per esprimere l'interazione fra l'arte e la città.
Un altro museo interessante dal punto di vista del design è il
MAXXI-Museo nazionale delle arti del XXI secolo. Il Maxxi sorge su un’area di tre ettari occupata dalla ex caserma Montello. Il progetto, ideato da Zaha Hadid propone un uso spettacolare della luce zenitale. L’edificio è su due piani in muratura di tufo e letirzio, con pilastri di ferro, gradi finestre e pochi elementi decorativi. Inoltre sono state liberati gli interni da tramezzature e strutture aggiuntive. La
Centrale Montemartini è invece il nuovo polo espositivo dei Musei Capitolini nella ex Centrale Termoelettrica Giovanni Montemartini, la prima centrale elettrica di Roma. Rappresenta uno straordinario esempio di archeologia industriale riconvertito in sede museale. Accanto ai vecchi macchinari della centrale sono stati esposti capolavori della scultura antica e preziosi manufatti rinvenuti negli scavi della fine dell'Ottocento e degli anni Trenta. L’esposizione è articolata in tre ambienti, il dualismo archeologia classica - archeologia industriale è molto riuscito e mette in risalto i marmi antichi attraverso l’uso i colori chiari e pastosi.
Parliamo ora di un teatro: l'
Ambra
Jovinelli. Il progetto che ha portato a nuova vita l’Ambra è stato sviluppato rispettando la struttura dell’edificio originale. Il teatro originale, infatti, fu distrutto in un incendio più di 20 anni fa. Il teatro si trova a circa 3 metri dal livello stradale ed è inserito in una specie guscio a forma d’uovo. Lo stile architettonico dominante è il liberty, sia internamente che esternamente. Per ciò che concerne l’arredo, il legno delle poltrone è stato sostituito dal velluto. Il teatro e il roof inoltre, sono serviti da un ascensore panoramico ultramoderno.
Passiamo alla musica. L’
Auditorium può essere definito secondo l’espressione
del suo creatore Renzo Piano, una vera “fabbrica di cultura”. Tutti gli spazi, sia esterni che interni, sono pensati in maniera funzionale alla musica. Le tre sale sono in grado dì soddisfare esigenze musicali di tutti i tipi: la Sala Santa Cecilia è usata per i concerti sinfonici per grande orchestra e coro; la Sala Sinopoli è adattabile ai più svariati tipi di musica anche in virtù delle diverse posizioni assumibili dall'orchestra rispetto al pubblico; la Sala Petrassi infine, è destinata a generi musicali contemporanei, comprese pieces teatrali e cinema. L’auditorium dispone anche di altre sale, il Teatro Studio, gli Studi 1, 2, 3, il foyer e la cavea. La Cavea in particolare, è l’anfiteatro dell’Auditorium e può ospitare fino a 3.000 spettatori. Oltre a tutte queste attività di carattere puramente musicale, il nuovo auditorium offre anche spazi dedicati a conferenze, dibattiti, incontri con compositorii, didattica.