GNAM - Galleria Nazionale d'Arte Moderna
Un museo, due anime

Il fascino del passato e le attrattive del presente, due anime che convivono piacevolmente nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, che ne costituiscono una delle caratteristiche di maggiore interesse per l’attenzione dedicata ad artisti del XIX secolo, senza dimenticare però le grandi opere contemporanee. Saprà certamente catturare e soddisfare anche i cultori dell’arte più esigenti

Aggiornato il 01/02/2016

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I viaggi nel tempo sono sempre affascinanti, soprattutto quando a guidarci sono splendide opere d'arte. A Valle Giulia un imponente edificio ottocentesco è la porta temporale che conduce il visitatore in un incredibile viaggio nella pittura italiana, tra la pittura figurativa che da simbolica e di denuncia, diventa sempre più sintetica e concettuale. Nella GNAM (Galleria Nazionale d'Arte Moderna), trovano posto importanti opere che trasportano il visitatore all’inizio dell'Ottocento italiano, quando il Romanticismo, la voglia di Unità e le condizioni sociali erano alla base della cultura.
Nata nel 1883, a qualche anno dall'agognata Unità d’Italia, con sede inizialmente presso l’attuale Palazzo delle Esposizioni, dal 1915 si è insediata presso palazzo Cesare Bazzani, nell'area di Valle Giulia. All'interno della nuova sede, la collezione viene distribuita per scuole regionali, senza escludere però le opere di artisti stranieri. Ad arricchire la collezione, si sono susseguiti negli anni numerosi lasciti e donazioni di alcuni tra i nomi di spicco dell'Ottocento, come Morelli e Palazzi. Nel periodo compreso tra le due guerre, le acquisizioni si concentrano sulle opere dei grandi artisti italiani contemporanei, ma anche per le opere dell'Ottocento si osserva un ritorno agli artisti italiani, con predilezione nei riguardi di quelli particolarmente apprezzati dalla critica dell'epoca. Il periodo d’oro della Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea si apre con la direzione di Palma Buccarelli, dal periodo della guerra fino al 1975, periodo in cui la galleria viene ad acquisire prestigio internazionale grazie ad esposizione di grande livello e ad acquisti di opere di grandi maestri italiani e stranieri. Negli anni successivi al ’75, la galleria nazionale oltre ad essersi arricchita di nuovi acquisti, ha avuto la fortuna di ricevere donazioni di artisti italiani del calibro di Guttuso, Balla, De Chirico. Ha inoltre acquisito nuovi musei come le case-museo di collezionisti del XIX e XX secolo e atelier di artisti del XX secolo.

Le sale
Le numerose sale della galleria nazionale d’arte moderna possono dividersi in due grandi settori, uno dedicato agli artisti del XIX secolo e l'altro a quelli del XX secolo. L'ala sud–ovest raccoglie opere del periodo napoleonico fino all'unità d’Italia, con artisti come Canova, Palizzi, Fontanesi, mentre l'ala sud–est è dedicata alle opere di fine ‘800, con artisti quali De Carolis, Coleman, Degas, Monet, Van Gogh. La zona nord–ovest è invece dedicata alle opere del secondo guerra, dove troviamo artisti come Pollock, Fautrier, Calder, ma anche Capogrossi, Fontana, Colla, mentre quella nord–est raccoglie le opere del primo XX secolo, con opere di Mario Sironi, Giorgio Moranti, Antonietta Raphael Mafai, Fausto Pirandello.
Le prime sale nell'area del XIX ospitano importanti capolavori di artisti come Antonio Canova, massimo esponente della scultura tra il 1700 e il 1800, Francesco Hayez, i cui quadri hanno animato tutto l'Ottocento pittorico, e che ancora oggi incantano. Non mancano opere di artisti meno noti, ma sempre importanti nel panorama artistico italiano, come lo scultore Rutelli (nonno del noto politico).

L'area del XX sec inizia proprio con le opere giovanili di Balla, in cui l'artista dimostra tutte le sue capacità tecniche e grafiche, con forte attenzione al Divisionismo. Il viaggio nel tempo ha accompagnato il visitatore nel pieno ‘900, dove le opere più mature di Balla e Boccioni illustrano il concetto di Futurismo, con la sua forza dinamica. Ma l'Europa è tutto un ribollire di nuove idee: i movimenti delle Avanguardie sconvolgono i collezionisti, i critici e gli artisti stessi; Mirò e Kandivsky dipingono il loro concetto di Astrattismo, che portano per mano l’osservatore verso le provocazioni del Dadaismo. La pittura non sarà mai più la stessa, anche se parallelamente in Italia nascono movimenti coma la Scuola Romana, che fa del classicismo il suo principale obiettivo, o come Sironi, che nel suo Realismo Monumentale impone uno stile che in seguito sarà ripreso dalla De Lempizka. I tempi sono cambiati e la storia del mondo influisce sugli artisti: se nell’Ottocento si raccontava la povertà, dopo i conflitti mondiali tutto è ormai cambiato. La fotografia ha definitivamente tolto il ruolo narrante alla pittura, inoltre ormai s’era imposto anche il cinema: l’arte adesso è libera di essere sé stessa, puro concetto ed istintività. Pollok realizza la pittura sgocciolata, Capogrossi anticipa i tempi del marketing e realizza un segno grafico, distintivo di tutta la sua opera, mentre Burri e Fontana entrano nella materia e vanno a cercare cosa c’è al di là di una tela, o nelle superfici comuni come legno o tela: il sublime dell’arte non è più nella perfezione della riproduzione, ma nella libertà del concetto stilistico ricercato.
Molti gli artisti italiani che nel XIX secolo erano maggiormente attratti da scene di vita quotidiana, spesso con intenzione di denuncia sociale, come nelle opere di Pellizza da Volpedo. Ma la pittura dell’Ottocento italiano non è solo impegnata riflessione sullo stato sociale in cui viene a verificarsi l’Unità d’Italia, ma anche il periodo in cui molti giovani pittori guardano alla pittura europea, sconvolta dalla rivoluzione impressionista: Segantini, Lega e Fattori tra i più noti pittori che realizzano opere risentono dell’influsso francese, anche se la vena di malinconia tipica della pittura italiana dell’epoca, non abbandona neanche loro. A questo contesto si unisce un’altro ramo pittorico, il cui massimo esponente è Previati, con il suo Simbolismo.
Se i temi trattati sono diversi tra loro, comune è la tecnica pittorica: il percorso nelle varie sale mostra chiaramente come la classica pennellata unitaria data dalla venatura, sia andata via via sciogliendosi. I pittori hanno un nuovo approccio al colore: pennellate dense e veloci, a costruire la forma non più sul disegno, ma sul colore stesso. Anche il colore diventa protagonista indiscusso, proprio grazie alla lezione francese: il simbolismo di Previati è anche uno dei massimi esempi del Divisionismo italiano, cui aderì anche Pelizza da Volpeto, ed un altro grande: Giacomo Balla.


Da vedere in zona
Da p.le Flaminio, si può certamente fare una piacevole passeggiata rilassante a Villa Borghese o visitare il Museo Civico di Zoologia e al Bioparco. Gli appassionati di arte e cultura giapponese, dalla galleria nazionale
d'arte moderna, possono fare una visita all'Istituto giapponese di cultura di via Antonio Gramsci. Altri due musei in zona da visitare sono: il Museo Pietro Canonica e il Museo nazionale Etrusco di Valle Giulia.

Come arrivare
La GNAM si trova in Viale delle Belle Arti 131, l'ingresso per disabili è in Via Gramsci 71. Si può raggiungere con il tram numero 3 o numero 19, scendendo in Viale delle Belle Arti, in alternativa si possono prendere le linee di autobus 88, 95, 490, 495, M, scendendo a Piazzale del Fiocco, o ancora si può arrivare con la metro A scendendo a Piazzale Flaminio.

Orari di apertura
Aperta dal martedì alla domenica, dalle 8.30 alle 19.30, con ingresso fino a 45 minuti prima dell’orario di chiusura, chiusa il lunedì. E’ possibile prenotare visite guidate della Galleria chiamando il numero 06 399 67 051. E’ inoltre possibile usufruire di riduzioni ed ingressi gratuiti . In questo caso è bene consultare il sito internet per i dettagli.

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Consigli degli utenti

Commenti alla dritta

Inserito il 30/01/2015

Molte volte i Musei nascondono nei loro magazzini beni molto preziosi perciò questa opportunità non è assolutamente da sottovalutare.

Commenti alla dritta

Inserito il 12/05/2015

Merviglioso, non lo sapevo!! Grazie

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Commenti


2015-09-16 05:40 PM

Ogni volta una nuova scoperta. La GNAM è un'esperienza che va fatta e rifatta, ad ogni visita potremo scoprire nuove opere o nuove interpretazioni per quadri che abbiamo già ammirato cento volte. De Chirico, Duchamp, Morandi, Balla: una babele che parla alla nostra anima.

 

2014-11-08 01:25 PM

La GNAM racchiude in una grandissima struttura capolavori dell'arte contemporanea e moderna. Oltre ad ospitare importanti mostre periodiche possiede una varietà di opere davvero notevole. Forse è impossibile visitarla in una sola giornata tuttavia è sicuramente da inserire nei luoghi da vedere a Roma. É inoltre facilmente raggiungibile sia con il tram che con una passeggiata da Villa Borghese.

 

2014-09-08 06:05 PM

Come e dove conciliare il gusto del Classico e il fascino del presente? Solo alla Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea a Roma che ogni anno oltre alla collezione propria presenta opere proveniente da ogni parte del mondo.

 

2014-09-08 01:50 PM

Un museo immerso nel verde di Villa Giulia che non va assolutamente perso! Inoltre non tutti sanno che all'interno è custodito uno dei maggiori dipinti di Gustav Klimt, Le tre età! Credo che questo museo apra veramente degli scorci molto approfonditi su gran parte della pittura italiana dell'800 e del '900, oltre che a fornire spunti sull'arte contemporanea tramite le varie installazioni temporanee presenti al piano terra!

 

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