INTERNET BUSINESS

Trasforma il costo del tuo sito web in un investimento!

Realizzare o aggiornare un sito costituisce solo una spesa? Dipende. In alcuni casi potreste anche decuplicare il vostro investimento o addirittura ritrovarvi un capitale senza sborsare nulla o giù di lì. Ma come si fa? Ecco alcuni suggerimenti per fare… un internet business
Probabilmente capita a tutti noi. Cerchiamo qualcosa su un motore di ricerca e spesso nelle prime pagine troviamo dei siti già conosciuti. Sarà perché le nostre ricerche sì circoscrivono a certi argomenti, sarà perché la nostra attenzione viene attratta più dal noto che dall’ignoto, fatto sta che quei siti, alcuni peraltro nostri concorrenti, si trovano spesso e volentieri nelle prime posizioni e probabilmente fanno un bel business su internet. Ebbene, avete mai fatto delle considerazioni sul valore che hanno? Non parlo solo dei ritorni in termini di contatti e clienti che portano quotidianamente ad un’azienda o ad un professionista, parlo invece del valore intrinseco che un sito ben fatto e posizionato acquisisce nel tempo.
Negli Stati Uniti il mercato è più che florido e non è difficile imbattersi in transazioni milionarie, basti pensare alla vendita record a suon di miliardi di dollari di youtube. Sebbene in Italia il mercato non è di certo paragonabile a quello degli Stati Uniti è incontestabile il fatto che anche qui da noi il sito stia diventando un patrimonio rilevante di un’azienda con un suo preciso valore di mercato. In questa ottica molti stanno rivedendo le loro strategie su internet con l’obiettivo di trasformare quello che prima era considerato solo un costo in un vero e proprio investimento. Il ragionamento è abbastanza semplice: se devo spendere denaro per realizzare un sito perché non pensare a qualcosa di meglio della semplice vetrina con il solito chi siamo e che cosa facciamo? Ma vediamo di fare qualche esempio.
Se mi occupo di arredamento posso decidere di essere presente su internet in tre modi. Il primo è quello meno impegnativo: registrare un dominio con il nome più o meno simile all’azienda pubblicando poi alcune pagine ricavate spesso da cataloghi o depliant già esistenti. In questo caso si spende poco ma si ottiene niente o giù di lì ed anche nel tempo il valore di quanto pubblicato rimarrà uguale a zero. Il secondo è più impegnativo e presuppone idee, strategie e un maggior investimento. Poi c’è il terzo che può non comportare investimenti ma è necessario avere capacità organizzative, contatti. intuizioni e diciamolo pure: una buona dose di fortuna. Per avere un quadro più esatto è bene fare una piccola premessa.
Negli ultimi anni internet ha modificato notevolmente le abitudini dei consumatori e di conseguenza il modo di fare business da parte delle aziende. Oggi più della metà degli italiani si orienta in rete per turismo, formazione, lavoro, studio ecc. Non a caso i ritmi di crescita della pubblicità on line salgono enormemente rispetto a quelli di stampa, radio e televisione che invece per lo più sono in calo. C’è di più. La pubblicità on line ha il vantaggio di costare poco, di raggiungere esattamente il target desiderato e spesso di avere costi solo per i contatti effettivi o addirittura per le transazioni andate a buon fine. Questo è ciò che accade oggi e domani? Il trend diventerà ancora più impetuoso e chi avrà investito bene su internet si ritroverà un piccolo o grande cespite nell’attivo della propria azienda. E allora cosa dovrò fare se mi occupo di arredamento e decido di perseguire la strada più impegnativa?
Oltre alla presentazione dei miei articoli e servizi devo avere l’idea o le idee di cosa fare su internet. Come non si fonda una società senza avere un solido progetto, per lo stesso motivo non si dovrebbe realizzare un sito se non si ha un’idea di come averne un ritorno economico. Ma come procedere? Il primo passo è analizzare ed interpretare cosa digita l’utente nei motori di ricerca in relazione all’arredamento. Attraverso i selettori di parole chiave si possono avere molti spunti interessanti nella costruzione di un sito. Infatti le buone idee non di rado nascono quando si interpretano le esigenze del consumatore. E le buone idee non sono altro che soluzioni adeguate per soddisfarle. Non che si debba ricercare quella geniale, alcune volte è sufficiente avere solo un po’ di buon senso guardando la concorrenza, verificando su internet se ci sono carenze d’informazione da colmare o nuovi servizi da offrire, prendendo spunti da siti stranieri, inventandosi formule o modalità di approccio intriganti. Insomma facendo né più né meno di quello che si fa quando si apre una qualsiasi attività tradizionale.
Il discorso non cambia sulle strategie. Una buona idea, sia essa on line che off line, è tale se si è in grado di svilupparla altrimenti diventa una cattiva idea. Un sito dovrà non solo essere strutturalmente efficace e di facile navigabilità, dovrà anche contenere informazioni e formule capaci di coinvolgere chi lo visita. Non è finita si dovranno mettere a punto le strategie per renderlo visibile. A partire dal nome a dominio da studiare per il posizionamento e magari per renderlo di facile memorizzazione per l’utente bisognerà ottimizzare le pagine per i motori di ricerca orientandosi sempre sui selettori di parole chiave. Un potenziale cliente potrebbe digitare arredamento cucina, arredamento salotto, arredamento camera da letto ma potrebbe usare mobili al posto di arredamento o invece circoscrivere territorialmente la ricerca (es. cucine Milano). Le combinazioni sono migliaia, tra queste è importante saper riconoscere quelle che profilano maggiormente il target e che di conseguenza portano traffico qualificato.
In relazione poi al tipo di progetto e alle risorse disponibili si metteranno a punto le iniziative di web marketing per aumentare le visite che peraltro è bene studiare prima e non dopo aver realizzato il sito. I migliori risultati si ottengono quando questo viene costruito e pensato per l’utente che dovrà consultarlo evitando il taglio troppo commerciale. Più informazioni sono presenti maggiori saranno le possibilità di promuoverlo in rete senza il rischio di fare spamming. Non a caso i siti più visitati e redditizi sono quelli che hanno saputo conciliare l’aspetto commerciale e quello informativo. Insomma le strategie di web marketing sono per il sito come le fondamenta di una casa: se non ci sono o son deboli è facile che crolli.
Infine c’è il terzo modo. Quello di farsi sponsorizzare il sito da chi ha interesse a raggiungere lo stesso target o realizzarlo attraverso finanziamenti agevolati e a fondo perduto. In questi casi il presupposto è avere un progetto interessante e ben articolato da sviluppare in rete. Facciamo un esempio e immaginiamo di occuparci sempre di arredamento. Quali potrebbero essere progetti interessanti? Dalle iniziative a sfondo consortile nelle quali far convergere gli interessi di industrie legate ad un certo territorio o settore specifico a quelle di carattere informativo rivolte all’utente finale o a quelle sull’import-export orientate agli operatori di settore. Come intuibile nell’arredamento, ma è così in qualsiasi altro settore, non sono i progetti degni di sviluppo a mancare. Semmai le carenze hanno radici diverse. E’ quel mix di capacità manageriali, competenze e intuito frutto di conoscenze ed esperienze on line ed off line. Spesso danno ottimi risultati le forme di partnership in cui convergono competenze complementari: da una parte quelle internet e dall’altra quelle specifiche legate all’attività dell’imprenditore o professionista.
Certamente qualcuno di voi penserà che non è proprio una passeggiata trasformare il costo di un sito in un investimento redditizio. In effetti si continueranno a realizzare pagine web poco costose e poco visitate ma se vi viene la curiosità di sapere come trasformare il costo del vostro sito in un investimento allora contattateci.
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