Informazioni utili:
Punti di partenza e arrivo: Terrazza del Pincio - Piazzale di Villa Giulia.
Come arrivarci: fermata Metro A piazzale Flaminio
Lunghezza del percorso: 4300 metri.
La splendida Villa Borghese, offre oltre al verde e alle fontane, numerose attrazioni culturali, musei e gallerie.
Arrivati a piazzale Flaminio con la Metro A attraversiamo la bella Porta del Popolo, le cui decorazioni sono state realizzate dal Bernini e ci ritroviamo in Piazza del Popolo.
Piazza del Popolo
La piazza è stata ridisegnata per Pio VII dall’architetto Giuseppe Valadier nel 1816.
Al centro della Piazza è rimasto l’obelisco egiziano che si trova lì dal 1589. Il Valadier ha posto attorno all’obelisco
quattro fontane decorate con leoni egizi e ha disegnato due emicicli che la racchiudono.
Ai quattro angoli della piazza statue raffiguranti le quattro stagioni. Al centro dei due emicicli due gruppi marmorei,
quello dal lato del lungotevere raffigura il classico tema di Nettuno tra due Tritoni.
Una curiosità: la parola popolo non sta davvero per popolo ma è una
trasformazione del termine latino per pioppo, quindi in realtà questa è la
piazza del pioppo.
Lasciamo la piazza usando le scale poste sul lato del Pincio e arriviamo sulla famosa terrazza del Pincio, uno dei panorami più suggestivi di Roma. Attraversiamo piazzale Napoleone e ci dirigiamo sulla destra per via dell’Obelisco e in piazza Bucarest troviamo l’
obelisco di Antinoo.
L’obelisco, che testimonia l’importanza dei culti orientali nella Roma
Imperiale, è in granito rosso e si distingue dagli obelischi dei faraoni,
strutturati in un unico blocco, per essere composto da quattro lastre che
poggiano su di una colonna centrale, l’altezza è di nove metri. Superato
l’obelisco giriamo a sinistra per via degli Ippocastani dove troviamo al
centro di un laghetto l’interessante orologio ad acqua. Munito di quattro quadranti, funziona grazie a un meccanismo che trae il suo impulso dall’acqua che riempie alternativamente due bacinelle. Proseguiamo fino a via Valadier dove giriamo a destra poi di nuovo a destra su via dell’Orologio che percorriamo fino a piazzale dei
Martiri dove prendiamo viale delle Magnolie. Giunti a piazzale delle Canestre troviamo la
Mostra dell’acqua Felix, era il punto di arrivo dell’acquedotto dell’ Acqua Felix, ora è tutto quel che rimane dell’acquedotto. La fontana è formata da una lastra di sarcofago sorretta da due grifi, sovrastata da un leone e con a lato due fontanelle a conchiglia.
Giriamo a sinistra per viale Fiorello La Guardia e qui troviamo l’Aranciera sede del Museo Carlo Bilotti.
Aranciera/Museo Carlo Bilotti
Il museo accoglie la donazione permanente di opere d'arte di Carlo Bilotti, collezionista di fama internazionale. La donazione, comprende dipinti e sculture di Giorgio de Chirico, il ritratto di Carlo Bilotti eseguito
dall'americano Larry Rivers, il ritratto di Tina e Lisa Bilotti realizzato dal maestro della Pop Art Andy Warhol, L'estate di Gino Severini ed il grande
Cardinale in bronzo di Giacomo Manzù. Accanto alle sale destinate all'esposizione permanente della donazione sono previsti spazi per eventi temporanei dedicati
all' arte contemporanea.
Aranciera/Museo Carlo Bilotti- cenni storici
L'Aranciera era nota, nel Settecento, come Casino dei Giuochi d'Acqua per la presenza di fontane
e ninfei. Nel 1849, durante la difesa francese del papato contro la Repubblica
Romana l’edificio subì gravissimi danni, fu ricostruito ed adattato a ricovero invernale
degli agrumi, ma perse così tutte le sue decorazioni. Grazie ad un restauro che l’ha trasformata in museo per accogliere la donazione Bilotti l'Aranciera è tornata ad essere
luogo di cultura.
Proseguiamo e arriviamo su piazzale del Fiocco dove troviamo la fontana del fiocco. La fontana detta anche di Esculapio, è composta da una vasca sovrastata da un arco di stampo classico che conteneva
una statua del dio attualmente in restauro.
Giriamo a destra per via Esculapio e poi di nuovo a destra su via dell’Aranciera per tornare su viale Canonica. Sulla sinistra
troviamo la via del lago che conduce al
lago e tempio di Esculapio. Si tratta di uno dei pochi esempi di giardino all'inglese a Roma, ricco di piante esotiche quali banani, bambù e cipressi calvi. Il lago,
ha al centro un tempietto neoclassico in stile Ionico dedicato ad
Esculapio, decorato con sculture antiche. Torniamo indietro su viale Canonica e qui dopo pochi metri incontriamo il Globe theatre.
Il Teatro è la riproduzione dell’originale Teatro
Elisabettiano. Oltrepassato il Globe Theatre incontriamo il Museo Pietro Canonica.
Museo Pietro Canonica
Nelle sale espositive sono raccolte numerose opere dello scultore ed è possibile visitare anche
l'appartamento privato, ricco di arredi di pregio, dipinti dell'Ottocento piemontese e arazzi
fiamminghi, e il suo studio con gli attrezzi da lavoro.
Museo Pietro Canonica – cenni storici
Il seicentesco edificio del "Gallinaro" trasformato in stile medioevale nel
1793, fu concesso dal Comune di Roma allo scultore Pietro Canonica nel 1926.
L'artista morendo donò alla città le sue opere affinché fossero raccolte in un
museo a lui intitolato. Il Museo venne aperto al pubblico dal 1961, mentre la
casa-museo fu aperta nel 1988.
Oltrepassato il museo sbuchiamo su viale dei Cavalli Marini giriamo a destra
attraversiamo l’omonimo piazzale e arriviamo a viale del Museo Borghese e giriamo a sinistra alla
fine del viale incontriamo lo splendido edifico che ospita la Galleria Borghese.
Galleria Borghese
La galleria ospita una collezione straordinaria, tra i capolavori presenti: la statua di
Paolina Borghese del Canova, "Amor sacro e Amor profano" e "Venere che benda Amore" di Tiziano,
la "Deposizione" di Raffaello, le splendide statue del Bernini, sei tra i migliori dipinti del
Caravaggio, "La caccia di Diana" del Domenichino, e inoltre opere di Perugino, Pinturicchio,
Veronese, Rubens.
Galleria Borghese – cenni storici
Il primo nucleo della collezione fu costituito dal Cardinal Scipione
Borghese. Napoleone sottrasse alcuni dei capolavori della scultura antica per trasferirli al Louvre.
La Galleria, acquisita dallo Stato Italiano nel 1901, fu aperta al pubblico nel 1902.
Usciti dalla galleria prendiamo a destra per viale dell’Uccelliera e la percorriamo fino a
piazzale del Giardino Zoologico qui c’è l’entrata del Bioparco.
Il Bioparco è diventato principalmente un centro di studio ed educazione
ambientale, i nuovi animali che vengono introdotti non sono mai prelevati dalla vita selvaggia, ma
nati in cattività o salvati dal traffico illegale di animali esotici.
Usciti dal Bioparco proseguiamo per viale del Giardino Zoologico arriviamo in
Largo Pablo Picasso
e usciamo su viale delle Belle Arti da qui l’itinerario prosegue su strade aperte al traffico.
Su viale delle Belle Arti troviamo la Galleria Nazionale di Arte Moderna.
Galleria Nazionale di Arte Moderna
La galleria è composta da due settori dedicati al XIX secolo nell’
edificio costruito nel 1911 e due settori dedicati al XX secolo nell’ampliamento del 1933/34.
Nella sezione relativa al primo ottocento capolavori di Canova, Hayez, Palazzi e Morelli,
testimonianze del Neoclassicismo, Romanticismo, Purismo e Verismo.
Nella sezione sul secondo
ottocento esempi di impressionismo, post-impressionismo, simbolismo e dvisionismo: Monet, Degas, van Gogh, Cézanne, Segantini, Pellizza da Volpedo ,
Previati, Corcos e De Nittis. Fattori, Vela, Signorini diffondono il tema
risorgimentale e sociale nella pittura italiana dell' ottocento
Nella sezione sul novecento: Troubetzkoy, Rodin ,Boldini, Balla e Klimt. Le Avanguardie: Boccioni e Carrà, Severini e Morandi, Modigliani, de Chirico e Savinio.
La sezione sulla prima metà del secolo comprende anche: l’arte di Regime,
l’ambiente romano, il Neorealismo e l’astrattismo con opere di Wildt,
Mafai, Manzù e Guttuso solo per citarne alcuni. Il settore del
Secondo Novecento è dedicato ai grandi maestri italiani e stranieri ai
protagonisti dell’arte informale e della “Pop Art”. Tra gli altri: Fontana,
Pollock, Accardi, Angeli.
Galleria Nazionale di Arte Moderna – cenni storici
La Galleria Nazionale d’Arte Moderna viene istituita nel 1883 per raccogliere le opere d’arte
italiane contemporanee del nuovo Stato Unitario. Sistemata inizialmente nel Palazzo delle Esposizioni
di via Nazionale, nel 1915-1916 la collezione è trasferita nell’edificio attuale, realizzato da
Cesare Bazzani. L'edificio viene ampliato fra il 1933 e il 1934. Tra il 1995 e
il 1999 l’ultimo restauro
dell’edificio e l’attuale riorganizzazione delle collezioni.
Usciti dalla Galleria proseguiamo per viale delle Belle Arti fino a raggiungere piazzale di Villa
Giulia sede del Museo Nazionale Etrusco.
Museo Nazionale Etrusco
Il museo nazionale etrusco ospita capolavori della antica Etruria.
Della collezione di questo museo, ordinata per aree geografiche, fanno parte alcuni capolavori
dell'antica Etruria quali il Sarcofago degli Sposi di Cerveteri (VI secolo a.C.) e la statua
dell'Apollo di Veio (VI secolo a.C.) oltre a una ricca collezione di ceramiche, bronzi e
celebri lavori di oreficeria.
Museo Nazionale Etrusco – cenni storici
La villa in cui è ospitato il museo fu voluta da Papa Giulio III e costruita tra il 1550 e il 1555 con il contributo dei più grandi artisti dell'epoca, quali il Vasari, il Vignola, l'Ammannati. Nel 1889 la villa fu destinata a museo per raccogliere le antichità preromane del Lazio. L'attuale allestimento risale alla fine degli anni '50.
Usciti dal museo troviamo la fermata Museo Etrusco Villa Giulia dell’autobus numero 19 che ci porta fino alla fermata della metro Ottaviano.