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VINOTERAPIA

La Vinoterapia: tra storia e attualità

La Vinoterapia: tra storia e attualità


La vinoterapia, ossia la cura del fisico attraverso l’uso del vino, per chi non lo sapesse è già una realtà. Si parla di vinoterapia in cosmesi e in enogastronomia per cui è possibile scoprire tante interessanti novità. Ecco alcune informazioni sulla vinoterapia, a cosa fa bene e perché.

Chi pensa che il vino sia solo una bevanda che, in caso di consumo eccessivo, provoca solo ubriachezza e sonnolenza si sbaglia di grosso. E speriamo che non voglia neanche approfittare della “ignoranza” degli altri tentando di convincerli.
Se oggi giorno si parla di Vinoterapia una ragione vera e concreta c’è senz’altro. Bisogna, però, fare subito un distinguo legato a due differenti filoni teorici circa la bontà del vino e della sua materia prima, l’uva: quello cosmetico e quello enogastronomico.
In cosmesi la “moda” della vinoterapia si è sviluppata attorno alle proprietà benefiche che l’uva, fermentata o no, può avere per la nostra pelle. Il riferimento è, inevitabilmente, per l’ormai strafamoso polifenolo, di cui l’uva è molto ricca, che ha delle potenti capacità antiossidanti utili a ritardare l’invecchiamento della pelle. Che ne dite di immergervi in una capiente botte di vino? Infatti si consiglia di massaggiare la pelle col vino stesso, con le bucce d’uva o con l’olio di semi d’uva: tanti toccasana per la nostra pelle.
L’ altra scuola di pensiero, per fortuna, si lega, invece, a quello che è l’uso tradizionale della bevanda, ossia il suo ingerimento. Per la gioia, naturalmente, di chi ama bere vino. Parliamo di una Vinoterapia legata alla ricchezza, nell’uva, di vitamina E o alle capacità che un bicchiere di vino ha di favorire la circolazione sanguigna.
Molto interessante, a riguardo, può essere accennare alla Ampeloterapia ( ampelos in greco significa “vite”) già molto famosa in epoca classica in Grecia, a Roma e tra diverse popolazioni Arabe. Si tratta della cura dell’uva che prevedeva l’assunzione regolata, quasi fosse una dieta, del tanto apprezzato “nettare degli dei” e non, come erroneamente si potrebbe pensare, una pratica sconsiderata legata a feste e ubriachezza molesta. Se, poi, non avete sentito mai parlare del vino brulè (bruciato) molto conosciuto e consumato dalle popolazioni alpine, sappiate che ha buona capacità di combattere il raffreddore. Infatti la bevanda, riscaldata e aromatizzata, grazie anche alle proprietà delle spezie utilizzate sprigiona utili principi attivi e disinfettanti validi per le vie respiratorie. Senza entrare troppo nel merito del discorso circa le capacità organolettiche, vi consigliamo il sito Vinoterapia.org dove troverete tutte le info per approfondire quanto vi abbiamo accennato insieme a molte altre curiosità sul vino e le sue capacità curative. Ad esempio, le donne vi troveranno alcune informazioni su come combattere la cellulite grazie proprio alle proprietà della bevanda.
Noi siamo rimasti sorpresi scoprendo il “lato nascosto del vino”, Voi? Buona vinoterapia a tutti.



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