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Test Favola

Come raccontersti una favola? Un test di personalità...

Principi azzurri, fate, belle addormentate e, perché no, streghe cattive, ma anche gatti, porcellini e lupi cattivi; erano belle, le favole...ecco un test curioso, sulle favole.
Magari senza saperlo, o senza volerlo riconoscere, ciascuno di noi vive giorno per giorno la sua favola. Si confonde all'improvviso nel nulla, cancellata dalla violenza del male, ritorna d'un tratto luminosissima, al richiamo gioioso di un fiore primaverile. La realtà è nella favola, la favola nella realtà. Così è la vita, così è l'uomo. Inventa una favola. Lo farai a seconda del tuo carattere, e del momento che stai vivendo nella realtà, la tua favola sarà lo specchio di te stesso; tra i tanti test curiosi possiamo giocare insieme e rispondere insieme a qualche domanda....

COME SI GIOCA

Chiudi gli occhi un momento, ed immagina di essere tu l'elfo incaricato dalla Regina di ritrovare il prezioso sigillo della stirpe regale. Come vorresti che la fiaba continuasse? Quale dei personaggi che ti proponiamo ti piacerebbe incontrare in questo mondo fatato? Fa' le tue scelte, esse corrispondono ad un punteggio attraverso il quale potrai finalmente comprendere il misterioso rapporto... tra te e il fantastico!

Inizia il test curioso sulle favole
PRIMA LUNA

Arrivò al margine del prato. Affondava nell'erba: nascosto e vigile osservava la radura che si stendeva davanti a lui. Un ritmo incessante proveniva da qualche dove, mentre un senso magico pervadeva ogni cosa: la favola nel mondo delle favole...


Credette d'essere inseguito. Che il ritmo provenisse dallo scalpitio del baio di un cavaliere nemico che stava sopraggiungendo?
S'avvicinò meglio: gli apparve la città spettrale di Dunkeim fatta d'aria e di vento, abitata dalle fate turchine.
Udì il breve suono di un flauto. Intorno a un improvviso falò altri elfi danzavano. Amici o nemici? Il sospetto s'impadronì di lui.
Stette leggero, immobile, il piede calzato da uno stivaletto azzurro. Come era venuto, il suono scomparve. Era forse l'eco di voci catturate dal vento?
SECONDA LUNA
Attraversò le Paludi Senza Nome, affrontò le alghe bipedi, nemiche di tutti fuorché degli ermellini, continuando a cercare. Alcuni elfi gli offrivano aiuto ed ospitalità, altri lo ostacolavano: s'erano associati al regno oscuro di Gork. Finché, un giorno, scoperse un miracolo della natura creato dal prezioso stemma regale che lanciava i suoi richiami...
Vide due gru maestose, immobili in uno stagno d'acque azzurre.
Vide uno stormo d'aquile formare un cerchio, alte nel cielo.
Vide due giovani dame di corte danzare leggere nei cortili.
Vide davanti a se‚ il messaggero dal cavallo alato, inviatogli dall'elfo suo amico.
TERZA LUNA
Ma poi, quando si risvegliò da un lungo torpore, legato mani e piedi, nella cella più alta della torre, ebbe un attimo di sgomento: Gork lo aveva fatto prigioniero, di sicuro lo avrebbe ucciso. Ricordò di possedere l'incantesimo che la Regina gli aveva consegnato. Gli bastò pronunciare quelle magiche parole che subito:

Fu libero dai legami: la porta si spalancò così che poté‚ dirigersi nella stanza del trono ed uccidere Gork.
Un soffio di vento lo trasportò libero nel bosco pronto per continuare la sua ricerca.
Dalla torre una bocca di pietra lo inghiottì. Percorreva un lungo cunicolo: dove sarebbe mai sbucato?

Si tramutò d'incanto in leggera farfalla: volò fra le sbarre fino al bosco. Sotto forma d'insetto gli sarebbe stato più facile giungere al compimento della sua missione...