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EMISSIONI IN ATMOSFERA

Il controllo delle emissioni in atmosfera

Il controllo delle emissioni in atmosfera


In questi ultimi anni è scattato in tutto il mondo l'allarme per il "cambiamento climatico" dovuto in buona parte alle attività umane, che tra gli effetti deleteri presenta quello conosciuto come "effetto serra accelerato", provocato dalle emissioni in atmosfera di gas che alterano la barriera che permette alla Terra di filtrare le radiazioni solari depositandosi sull'atmosfera. In questo articolo descriviamo cosa sono le emissioni in atmosfera artificiali (cioè provocate dalle attività umane), quali sono le conseguenze per la terra e per l'uomo, infine segnaliamo alcuni siti di riferimento che sono tra quelli di maggior rilievo a carattere nazionale.



Emissioni in atmosfera: Che cosa sono
Le emissioni in atmosfera naturali sono dovute in massima parte alle eruzioni vulcaniche (i cui fumi emettono polveri di zolfo), ma anche all'attività di ecosistemi che emettono composti organici volatili. Le emissioni in atmosfera artificiali sono quelle provenienti da tutta una serie di attività industriali e urbane che producono gas inquinanti e gas serra, con effetti devastanti per l'ozono e la biosfera. La produzione di energia, necessaria per la vita nelle società umane, è uno dei fattori che più incide sull'alterazione delle emissione atmosfera (ossidi di azoto e di zolfo in particolare). Mentre, per quanto riguarda l'emissione di CO2, grazie a impianti a ciclo combinato si è riusciti negli ultimi anni a limitarne la quantità e quindi la pericolosità. Nell'ambito europeo l'Italia ha inviato alla Commissione Europea il suo Programma nazionale di riduzione delle emissioni. L'atmosfera terrestre, il mantello gassoso che avvolge il nostro pianeta, subisce secolo dopo secolo gli attacchi dell'uomo e del suo progresso; ma non riesce a passare indenne dalle emissioni inquinanti, così il suo equilibrio chimico risulta costantemente esposto a rischi.

Emissioni in atmosfera: Link di riferimento
Per un ulteriore approfondimento potete far riferimento ai seguenti siti: ISPRA  Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale del Ministero dell'Ambiente tratta in maniera approfondita la tematica dell'emissioni in atmosfera; Pool Inquinamento è un consorzio che si occupa della protezione per la riduzione del rischio di emissioni in atmosfera potenzialmente dannose; Impattozero il sito mostra uno dei progetti italiani finalizzato a ridurre le emissioni in atmosfera dannose e le aziende che hanno aderito; Risparmia energie il sito illustra gli impegni adottati dalla rete commerciale Coop al fine di rispettare l'ambiente abbattendo le emissioni in atmosfera. Se desiderate avere altre informazioni in materia potete consultare l'articolo "Autorizzazione alle emissioni in atmosfera" del portale online Sicurezza-lavoro.org.

Emissioni in atmosfera: Principali responsabili
L'inquinamento dell'atmosfera avviene a causa di particelle che modificano la composizione dei gas in esso presenti. Principali responsabili di questo particolare tipo di inquinamento sono le polveri sottili e i gas che industrie e centri urbani immettono nell'atmosfera. Esistono due tipi di inquinamento, uno di tipo primario, nel quale la sostanza inquinante viene direttamente immessa nell'aria, come nel caso della CO2 che viene prodotta da ciminiere di fabbriche e dagli scarichi di automobili, l'altro, di tipo secondario, nel quale la sostanza inquinante e dannosa si sviluppa da una serie di reazioni chimiche dopo essere stata immessa nell'aria, interagendo con altre sostanze dannose. Negli ultimi anni si è studiato con particolare attenzione l'effetto devastante sull'atmosfera di quelle particelle conosciute come polveri sottili, di cui fanno parte anche le conosciute PM10 il numero fa riferimento al diametro di queste polveri, inferiore ai 10 micron. Sono presenti nell'aria polveri di diametro inferiore (circa 0,1 micron) che di conseguenza producono maggiori danni per l'atmosfera. Oltre che attentare alla salute dell'atmosfera, l'inquinamento dell'aria provoca patologie e malattie gravi soprattutto all'apparato respiratorio, in quanto tali microscopiche particelle possono essere inalate o ingerite da chi quotidianamente vive e respira in un ambiente preda dello smog e il costante scambio fra smog e ambiente contamina animali e vegetali, infilandosi nella catena alimentare ed attentando l'ecosistema del pianeta.

Emissioni in atmosfera: Normativa
La normativa di riferimento per la gestione delle emissioni in atmosfera, sia convogliate che diffuse, è regolata dalla parte V del D.Lgs. 3 aprile 2006, n° 152 così come modificato dal D.Lgs. n° 4 del 16 gennaio 2008.

Emissioni in atmosfera: Campo di applicazione
Le aziende che svolgono qualsivoglia attività che rilasci emissioni in atmosfera convogliate e/o tecnicamente convogliabili e/o diffuse (ad esempio: emissioni atmosfera di solventi) e che pertanto, ai sensi della parte quinta del D.Lgs 3 aprile 2006, n° 152, devono essere autorizzate.
Rientrano nel campo di applicazione della presente:
- le emissioni esistenti prodotte da attività per le quali si è già in possesso delle autorizzazioni rilasciate ai sensi della normativa previgente (anche in forma tacita) e di quella cogente;
- le emissioni esistenti prodotte da impianti termici (compresi gruppi elettrogeni a cogenerazione) con potenza termica nominale superiore ai seguenti valori soglia (definiti per tipoligia di combustibile): per gasolio, biodiesel, emulsione o biomasse Ptn> 1MW, per olio combustibile o emulsione Ptn> 0,3MW, per metano o GPL Ptn> 3MW;
- le emissioni esistenti prodotte da impianti termici civili adibiti al riscaldamento di ambienti e dell'acqua igienico sanitaria, anche in edifici ad uso non residenziale, con potenza termica nominale superiore ai 35 KW ma inferiore ai valori soglia descritti nel punto  immediatamente precedente;
- le emissioni convogliate e diffuse di Composti Organici Volatili (COV) rilasciate da impianti e/o attività manuali che superano le soglie di consumo massimo di solvente autorizzato;
- le emissioni prodotte da nuovi impianti;
- i combustibili utilizzati negli impianti termici a prescindere dalla potenza installata (anche se inferiore ai valori soglia di cui sopra).
Inoltre, sono parimenti soggetti alle disposizioni anche gli impianti di combustione che rientrano nel campo di applicazione della Direttiva EU ETS 87/2003/CE e del D.Lgs. 216/06 (impianti di combustione con una potenza calorifica di combustione - singola o aggregata calcolata come la somma delle potenze installate nel sito dei soli dispositivi con potenza superiore ai 3 MW termici - superiore ai 20 MW).
 

Se desiderate avere maggiori informazioni sull'argomento, contattateci. inviaci una mail

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