INTERPRETE
Interprete: come sceglierlo?
Adottare innovazioni
tecnologiche può rendere le PMI più competitive e il mercato più
stimolante... ma allora perché questo non accade? Colpa dei costi
elevati e di scarse informazioni su un loro utilizzo efficace: la rete
può allora essere un valido aiuto per avere informazioni su
finanziamenti e servizi ad hoc per le pmi più intraprendenti.
Cosa significa realmente fare l’interprete? L’A.I.I.C. (Association International des Interprètes de Confèrence) sostiene che “Contrariamente ad un'idea diffusa, interpretare non vuol dire semplicemente trasferire un discorso, parola per parola, da un codice linguistico ad un altro, ma riprodurre il discorso in tutta la sua carica semantica, affettiva ed estetica in un’altra lingua dai mezzi espressivi completamente differenti". Fare l' interprete significa prima di tutto comprendere perfettamente il messaggio per poterlo svincolare dal suo rapporto verbale e restituirlo poi con tutte le sfumature in un’altra lingua.”
Non si tratta, quindi, di essere soltanto un traduttore efficiente e preparato, ma è fondamentale innanzitutto comprendere il concetto che si desidera comunicare ed elaborarlo nella lingua d’arrivo considerando la struttura e l’esatta terminologia necessaria per esprimere tale concetto. Ogni lingua, infatti ha le proprie regole e le proprie espressioni che sono il frutto di un complesso contesto culturale.
Quali devono essere le caratteristiche di un buon interprete?
Per potersi considerare un buon interprete, servono delle capacità che spesso esulano dalla semplice conoscenza di due o più lingue straniere. Non basta il cosiddetto “don des langues”, si può infatti essere perfettamente bilingue ma non essere assolutamente adatti a svolgere la professione di interpreti. Naturalmente un’ottima competenza linguistica è una conditio sine qua non ma l’interprete deve possedere anche una specifica conoscenza delle due culture in cui si trova ad operare, una vasta cultura generale, capacità mnemonica, capacità di lavorare in équipe e in condizioni di stress, facilità di eloquio e rapidità di riflessi, capacità analitiche e di sintesi, curiosità intellettuale, autocontrollo, sensibilità ed anche una certa empatia, capacità cioè di calarsi nei problemi e nelle circostanze dei “protagonisti” del suo interpretare.
Un buon traduttore multilingue professionista, inoltre, deve avere un’ottima conoscenza delle diverse lingue di specialità, o microlinguaggi, del settore per il quale è stato chiamato a tradurre, ma anche un’assoluta padronanza delle forme più colloquiali e quotidiane della lingua.
Differenze tra varie tipologie di interpreti
Il principale compito dell’interprete di conferenza è quello di stabilire un legame comunicativo fra un oratore ed una platea di ascoltatori che hanno lingua e cultura diverse. Naturalmente è importante rivolgersi ad interpreti professionisti anche per avere dei consigli su quale modalità di interpretazione è più opportuna nel lavoro specifico.
Nell’ interpretazione simultanea, l’interprete svolge il suo lavoro in tempo reale in una cabina isolata dal resto della sala, utilizzando una cuffia ed un microfono e traduce simultaneamente il discorso dell'oratore dalla lingua originale nella lingua d'arrivo. Il lavoro viene svolto da almeno due interpreti che si alternano nella traduzione, generalmente per turni di circa 30 minuti. La contemporaneità delle azioni di ascolto, traduzione ed enunciazione di testi spesso tecnici o complessi, rende necessario un percorso formativo specifico che preveda lo studio e la pratica di questa disciplina. La prima volta che si utilizzò la traduzione simultanea fu durante il processo di Norimberga e generalmente questa tecnica è usata quando è necessario fornire un servizio di traduzione multilingue, spesso ad un numero elevato di persone.
Una particolare modalità di interpretazione è lo Chuchotage, che di fatto è una traduzione simultanea senza cabina sussurrata all’orecchio dell’ascoltatore/i e che si usa di solito quando è prevista la traduzione in una sola lingua e per un numero ristretto di persone.
Nell’interpretazione consecutiva, l’oratore trasmette il proprio discorso ad un gruppo di persone o ad un pubblico più vasto e l’interprete traduce, per sequenze successive, avvalendosi solo di un blocco per segnare notizie secondo uno speciale e personale metodo di presa di appunti, la cosiddetta prise de note. L’interprete ascolta porzioni di testo della durata variabile (solitamente da pochi minuti fino a 10-12) per poi ricostruire l'intero discorso al termine dell'intervento dell'oratore, avvalendosi degli appunti presi in precedenza.
Il ventaglio di situazioni che possono essere definite come interpretariato di trattativa è estremamente diversificato sia in termini di complessità dei temi trattati sia in funzione del contesto in cui il lavoro viene svolto che può spaziare da trattative d’affari a livello aziendale alla stipula di contratti in studi notarili o legali, manifestazioni sportive, fiere, sfilate di moda, visite a fabbriche, incontri politici, gruppi di lavoro internazionali, manifestazioni turistiche, colazioni di lavoro, ecc. Questo tipo di servizio è il più utilizzato anche per i training tecnici (es. un tecnico straniero che deve montare e far funzionare e addestrare all’uso di un determinato macchinario).
Essere dei buoni interpreti, quindi, significa investire in una professionalità che si va costruendo gradualmente con impegno e passione costanti e che mai può darsi per definitivamente acquisita..
vi indicheremo le strutture più adatte alle vostre esigenze
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