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IRAP PROFESSIONISTA

I piccoli professionisti non pagano l’irap

I piccoli professionisti non pagano l’irap


Come evitare di pagare l'Imposta Regionale sulle Attività Produttive alla luce delle sentenze della Corte di Cassazione. Per i professionisti che lavorano con un'organizzazione minima e senza dipendenti si prospetta un sostanzioso risparmio. Nell'articolo trovate chi è esentato e come è opportuno comportarsi.

Pagare o non pagare l'IRAP? Per moltissimi professionisti la risposta al quesito è: “NON PAGARE !!”. L’esclusione dall’imposizione IRAP per i lavoratori autonomi, già in passato sancita da numerose sentenze delle Commissioni tributarie di tutta Italia, ha trovato un autorevole conferma nella Corte di Cassazione.
La suprema Corte dal c.d. “IRAP day” (08/02/2007) ha emesso circa 90 sentenze relative al pagamento dell’IRAP da parte di Professionisti con le quali si è consolidata la via dell'esclusione dall'IRAP per una platea molto ampia di contribuenti che esercitano attività artistiche o libero professionali, in assenza di autonoma organizzazione.
Ciò vuol dire che per esempio un avvocato o un architetto che lavorano senza avere dipendenti e con solo l’attrezzatura necessaria alla propria attività non sono tenuti piu’ al pagamento dell’IRAP. E questo viene oggi detto dalla Corte di Cassazione!
Volendo sintetizzare ciò che la Suprema Corte ha voluto affermare con tutta una serie numerosa di sentenze a favore del contribuente libero professionista, si potrebbe affermare che:
- non si è tenuti al versamento dell’IRAP se non si utilizzano beni strumentali (cioè beni che sono necessari alla propria attività come ad esempio il computer, la scrivania, l’autovettura ecc.) che eccedano il minimo indispensabile per il tipo di attività esercitata e non ci si avvale di lavoro altrui. Tutto ciò in quanto verrebbe a mancare un requisito fondamentale per l’applicazione dell’imposta, vale a dire una autonoma organizzazione che sia indipendente dall’attività del libero professionista.
Identificare la propria situazione diventa un fattore indispensabile per tutti i professionisti per due ragioni fondamentali:
1) in relazione al comportamento da tenere in sede di dichiarazione dei redditi in quanto allo stato attuale, il professionista che pensa di rientrare nella casistica di esenzione dell’imposta, può anche evitare di pagare il tributo direttamente scegliendo con il proprio commercialista la strategia da adottare;
2) per delineare il percorso nell’eventuale giudizio ancora da intraprendere e promosso dall’agenzia delle Entrate. E’ bene sottolineare che nella stragrande maggior parte dei casi si tratta di situazioni palesemente rientranti nell’ambito di non applicazione del tributo.
Se consideriamo il fatto che L’IRAP nella regione Lazio e pari al 5,25% e facile calcolare il risparmio di imposta che ognuno potrebbe avere non essendo tenuto più al pagamento di questa imposta. Sarà lo stesso commercialista a delineare la strategia da seguire con il proprio cliente nel caso di esonero dell’imposta. In quest’ultimo caso si potrà anche da subito evitare di pagare l’imposta. Inoltre il contenzioso che eventualmente l’agenzia delle Entrate provvederà a notificare, si ridurrà in molti casi per il commercialista nella facile dimostrazione che il contribuente non è in possesso di autonoma organizzazione con un notevole vantaggio per il contribuente, in termini di costi di giudizio che, in molti casi, saranno quasi uguali a zero.

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