Aziende in crisi

Combattere la crisi con le armi appropriate

Combattere la crisi con le armi appropriate
In cinese la parola crisi è rappresentata da due caratteri. Uno è pericolo, l'altro è opportunità. Sebbene questa interpretazione per molte aziende in crisi potrebbe risultare vana è anche vero che il pericolo fa commettere errori spesso irrimediabili. Quali sono? E' possibile evitarli? Ecco alcuni suggerimenti in cui vi sveliamo quali sono le azioni che intraprendono i professionisti in materia quando vengono chiamati al capezzale di un'azienda in crisi.

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Aziende in crisi. Ci sono sempre state ma negli ultimi anni è diventato un fenomeno preoccupante. E a subirne le conseguenze sono soprattutto industriali, artigiani e commercianti con un fatturato inferiore ai 10 milioni di euro. Perchè soprattutto? Perchè le aziende in crisi di queste dimensioni:
- hanno difficoltà di dialogo con il sistema bancario e spesso subiscono riduzioni e/o revoche di fidi senza possibilità di soluzioni transattive o proroghe (in genere si tratta di importi non rilevanti per le banche stesse, che tendono a sottovalutare l’importanza di questi clienti e dei loro problemi)
- hanno difficoltà nel ricapitalizzare l’azienda, avendo l'imprenditore già investito probabilmente tutte le sue risorse personali;
- hanno mancanza di sostegno da parte dello stato (sostegno per ricerca e sviluppo, finanziamenti a fondo perduto, ammortizzatori sociali, ecc.)
Quali sono gli errori che l'azienda in crisi commette con maggiore frequenza?
Quando le cose cominciano ad andare male, l'azienda in crisi pensa di riuscire a gestire tutto da sola, tuttavia molte volte non ha più la freddezza è la credibilità necessarie. Trattando con i fornitori, è facile rilasci un’infinità di cambiali e assegni per ottenere delle proroghe (titoli che poi vanno in protesto).
Quando cerca un accordo con le banche, accetta le (esose) richieste degli istituti di credito (ad esempio rilasciare cambiali mensili) chiedendo prestiti a parenti o a società finanziarie, tutte attività che non risolvono la situazione se non temporaneamente, anzi creano nuovi problemi.
Spesso non dà la giusta importanza ai diversi creditori, facendosi condizionare da amicizie, oppure dalla maggiore insistenza od ostinazione del creditore di turno: ricevere un decreto ingiuntivo non è una tragedia, mentre è importante trattare o soddisfare, almeno parzialmente, i fornitori strategici, con i quali si potrebbe in futuro continuare a lavorare;
Altro classico errore dell'azienda in crisi è gettare la spugna, magari dietro il consiglio di commercialisti non impavidi, e “portare i libri in Tribunale”, ossia chiedere il fallimento in proprio: questa soluzione, pur percorribile e conveniente in alcuni (rari) casi, va però tenuta solo come ultima possibilità;
Insomma l'azienda in crisi spesso non analizza con distacco la sua reale situazione, e se da un lato non riesce ad individuare le strategie necessarie per rimettere in piedi l’attività, dall’altro a volte non si rassegna al fatto che potrebbe essere meglio chiudere. E per finire, mentre ancora non ha deciso cosa fare (se chiudere o continuare), dimentica (ahimè) di metter in atto tutte le legittime e possibili strategie per salvare le poche risorse rimaste (conti correnti, merci, crediti, eccetera).
In quale modo si affrontano i problemi in un'azienda in crisi?
In linea di massima se non avete la tranquillità e la lucidità necessaria per affrontare lo stato di crisi è consigliabile farvi assistere da esperti in materia. Altrimenti se ritenete di potercela fare da soli di seguito vi elenchiamo le principali attività che intraprendono gli esperti chiamati al capezzale di un'azienda in crisi.
Assistenza in procedure di liquidazione volontaria
Gestione stragiudiziale della crisi; in particolare gestione dei rapporti e del contenzioso con i creditori (banche, fornitori, dipendenti, ecc..)
Elaborazione di piani di ristrutturazione del debito
Assistenza in procedure di concordato preventivo
Assistenza dell’imprenditore, dal punto di vista civile e dal punto di vista penale, nell’eventuale fallimento
Gestione dei debiti fiscali e previdenziali
Gestione strategica della crisi nell’ottica del risanamento (“turnaround”) e predisposizione di un piano di risanamento e/o salvataggio
Consulenza in materia commerciale, gestionale, economica e finanziaria
Assistenza societaria: pratiche notarili, costituzione di società, trasformazioni societarie, fusioni ed incorporazioni, cessioni di aziende, tutela del patrimonio immobiliare
Cancellazione di protesti cambiari e di assegni in maniera definitiva, assistenza sino alla riabilitazione.
E' ovvio che l'efficacia degli interventi è determinata dalle competenze che si hanno in materia di giurisprudenza e soprattutto in questo ambito, perciò ben pochi potranno affrontare tutti i problemi in completa autonomia. In ogni caso è sempre meglio chiedere un consiglio a chi ha maggiori esperienze rispetto a voi.

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Commenti

2012-10-09 11:40 AM

Scusate ma lo stato in tutto questo dove stà!!! Le banche hanno preso soldi dalla Bce per aiutare le aziende in vece ci hanno comprato titoli, hanno comprato il debito con soldi europei, le aziende come la mia che hanno pagato F24 a non finire x anni, oggi si trovano senza liquidità senza lavoro con le banche contro, allora forse è il caso di fare qualcosa o no, aiutiamo e ristrutturiamo le aziende creando lavoro o vogliamo tenere tutti i dipendenti in disoccupazione speciale a vita, che ne dite salviamo questo paese o no!

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