CONTRATTO A PROGETTO
Contratto a progetto: le risposte ai tuoi quesiti

In quali casi si può stipulare un contratto a progetto? Cosa succede se il contratto non è in forma scritta? Si può prorogare un contratto a progetto? Si possono prevedere vincoli di orario? Ecco le risposte alle domande più frequenti. E se non trovate la vostra? Attivate il nostro servizio informazioni su il contratto a progetto

Aggiornato il 01/09/2013

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Quali sono gli elementi essenziali del contratto a progetto?
L'art. 61 del D.Lgs. n. 276 del 10 settembre 2003 dispone che i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di cui all'art. 409 c.p.c. “devono essere riconducibili ad uno o più progetti specifici o programmi di lavoro o fasi di esso determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore in funzione del risultato, nel rispetto del coordinamento con la organizzazione del committente e indipendentemente dal tempo impiegato per l' esecuzione dell'attività lavorativa.
A mente della sopra trascritta definizione normativa, dunque, il contratto a progetto è caratterizzato innanzitutto dall'oggetto del rapporto di collaborazione che deve essere costituito da un progetto specifico. Altri elementi caratterizzanti di questo tipo di rapporto lavorativo sono: 1) la natura personale della prestazione; 2) il coordinamento con l'organizzazione del committente; 3) la continuità della prestazione 4) la mancanza di subordinazione.

Quali sono le caratteristiche del progetto specifico costituente l'oggetto del rapporto di collaborazione? (è possibile assumere con un contratto a progetto una segretaria amministrativa?)
La prestazione oggetto del contratto deve essere finalizzata alla realizzazione di una specifica opera o servizio, ed esaurirsi con essa; ovvero, può contemplare una prestazione che non si esaurisce con l'ottenimento di un determinato risltato, ma si ripete nel tempo, purché essa sia in concreto funzionale ad un'attività (e ad un'esigenza) del committente temporalmente definita o definibile (ad esempio, la esecuzione di un appalto).
In entrambi i casi comunque, data la mancanza di subordinazione, è necessario che le parti stabiliscano sin dall'inizio del rapporto le caratteristiche dell'opera o del servizio e le modalità esecutive della prestazione (ad esempio il luogo o i vincoli temporali di esecuzione della prestazione, ecc.), cioè il progetto o programma di lavoro. La previsione di vincoli di orario per il collaboratore non è quindi incompatibile con il lavoro a progetto, purché tale vincolo sia necessario in funzione del coordinamento tra il collaboratore stesso e l'organizzazione produttiva del committente.
Alla luce di quanto sopra, si ritiene che, in ordine a mansioni come quelle di segreteria amministrativa ed altre di contenuto analogo, la forma del contratto a progetto sia legittima nella misura in cui sia riconducibile ad esigenze temporalmente delimitate dell'azienda.
Il contratto di lavoro a progetto, infatti, non può essere utilizzato per ottenere dal collaboratore una prestazione a tempo indeterminato.

Cosa succede se nel contratto si parla solo di collaborazione coordinata e continuativa senza l'indicazione specifica di un progetto?
La legge in tal senso parla chiaro e non lascia adito a dubbi. I contratti di lavoro coordinato senza progetto, infatti, “sono considerati rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato”, sin dal momento della loro costituzione. Si tratta di una qualificazione legale che - per come è stata disciplinata - non ammette la prova contraria da parte del committente-datore di lavoro il quale può solo dimostrare la sussistenza del progetto al momento della instaurazione del rapporto.
Si tratta quindi di un'ipotesi di cosiddetta subordinazione "tecnica" prevista direttamente dal legislatore.

Cosa succede se il rapporto di collaborazione si instaura senza un contratto scritto ovvero il contratto scade ed il rapporto prosegue?
L’art. 62 del D.Lgs. n. 276 del 10 settembre 2003 dispone che il contratto di lavoro a progetto è stipulato in forma scritta e deve contenere, ai fini della prova, specifici elementi tra i quali il progetto (o il programma o la fase di esso), la durata determinata o determinabile della prestazione. L’art. 69 del D.Lgs. n. 276 del 10 settembre 2003 stabilisce, poi, che i contratti di lavoro coordinato senza progetto “sono considerati rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato”, sin dal momento della loro costituzione. Alla luce del combinato disposto delle due norme richiamate appare chiaro che, in difetto di un contratto formale, il datore di lavoro – committente non potrà provare l’esistenza di un progetto e lo stesso si considererà come non esistente. Pertanto, alla luce dell’art. 69 del Decreto, il rapporto, ove si sia svolto con le caratteristiche della continuità e del coordinamento, sarà considerato come subordinato e a tempo indeterminato sin dalla sua costituzione o dalla scadenza del contratto non prorogato.

E’ possibile la proroga o la rinnovazione di un contratto a progetto?
Per quanto riguarda la proroga e la rinnovazione del rapporto, poiché esso si estingue al momento della realizzazione del progetto o del programma, che ne costituisce l'oggetto (art. 67, comma 1), per ogni progetto o programma di lavoro si può di regola prevedere un solo contratto di lavoro. Tuttavia, il contratto a progetto può essere prorogato dalle parti quando la proroga si renda necessaria per la realizzazione del progetto medesimo che non si è concluso nei tempi originariamente previsti. Tale circostanza si rende possibile trattandosi di una semplice modifica temporale del contratto il cui oggetto rimane comunque immutato.
Nell'ipotesi invece, di progetti diversi (anche se analoghi nei contenuti) il committente può stipulare con lo stesso collaboratore una pluralità di contratti, contemporaneamente o successivamente nel tempo. La reiterazione di contratti a progetto tra le medesime parti, anche se riferiti a progetti diversi, potrebbe, tuttavia, apparire finalizzata a soddisfare un'esigenza non temporanea del committente, nonché ad eludere la delimitazione temporale tipica del lavoro a progetto; in tal caso è opportuno che la prova dei requisiti di legittimità dei singoli contratti - ed in particolare la prova della sussistenza dei diversi progetti - sia particolarmente rigorosa.

E’ possibile prevedere vincoli d’orario per il collaboratore in un contratto a progetto?
L'art. 62 comma 1, lett. d) del D.Lgs. n. 276 del 10 settembre 2003 prevede che nel contratto devono essere specificate le forme di coordinamento del lavoratore a progetto al committente sulla esecuzione, anche temporale, della prestazione lavorativa; forme di coordinamento che, in ogni caso, non possono essere tali da pregiudicarne l'autonomia nella esecuzione dell'obbligazione lavorativa.
Il Ministero del Lavoro con circolare n. 1/2004 ha chiarito che le parti devono stabilire in contratto un arco temporale entro cui viene eseguita la prestazione che può essere su base giornaliera, settimanale, mensile o annuale e che, in ogni caso, all'interno delle pattuizioni, il collaboratore gestisce il risultato in piena autonomia.
A tale riguardo, ove le esigenze di coordinamento con l’attività aziendale ne determinino la necessità, si ritiene che sia consentito che il contratto stabilisca anche una puntuale fascia oraria in cui il collaboratore è tenuto ad eseguire la prestazione.

E’ possibile stipulare un contratto a progetto a tempo indeterminato?
Il rapporto di collaborazione si estingue alla scadenza del termine, determinato o determinabile, stabilito dalle parti (art. 62, comma 1, lett. a), o al momento della realizzazione del progetto (art. 67, comma 1), ovvero prima di tali momenti per giusta causa o per gli altri motivi indicati nel contratto (art. 67, comma 2). Alla luce dei richiamati dati normativi, non sembra pertanto ipotizzabile la stipulazione di un contratto a progetto a tempo indeterminato
Come detto, la durata della collaborazione deve essere comunque collegata alla realizzazione del progetto e la durata della prestazione deve essere coerente con il tempo fisiologico occorrente per
raggiungere il risultato specifico risultante dall'oggetto della prestazione.
Conclusa la realizzazione del progetto, il contratto cessa automaticamente anche se il termine apposto indicava una data successiva.

In un contratto a progetto come si determina il corrispettivo ? Sono previsti minimi contrattuali?
Il corrispettivo deve essere proporzionato alla quantità e qualità del lavoro eseguito.
Il parametro individuato dal legislatore è costituito dai compensi normalmente corrisposti per analoghe prestazioni di lavoro autonomo nel luogo di esecuzione del rapporto. Stante la lettera della legge la Circolare n. 1 del 8 gennaio 2004 del Ministero del Welfare ha chiarito come non possano essere in alcun modo utilizzate le disposizioni in materia di retribuzione stabilite nella contrattazione collettiva per i lavoratori subordinati. Resta, peraltro, spazio per ipotizzare come applicabile anche al lavoro a progetto il principio della proporzionalità e sufficienza del corrispettivo di cui all'art. 36 della Costituzione e conseguentemente il relativo potere di adeguamento del corrispettivo da parte del giudice (rimane, in ogni caso, problematica l’individuazione del parametro di riferimento per l’adeguamento giudiziale).
L'art. 62 lett. c) del decreto stabilisce, inoltre, che nel contratto ai fini della prova deve essere indicato il corrispettivo e i criteri per la sua determinazione, nonchè i tempi e le modalità di pagamento e la disciplina dei rimborsi spese.
In base al tenore della norma si ritiene che sarà possibile prevedere un compenso in funzione del risultato finale oppure, in base al numero di ore effettivamente svolte dal collaboratore; così come sarà possibile individuare il compenso in base ai risultati parziali prodotti.
Sarà inoltre necessario individuare i tempi di erogazione del compenso che potranno essere mensili o settimanali, ma anche giornalieri è ciò in base alla convenienza delle parti.
E' opportuno che venga inserito nel contratto anche le modalità di pagamento del compenso che potranno essere mediante moneta contante, assegno o bonifico bancario.
Anche se la norma prevede di individuare nel contratto la disciplina dei rimborsi spese, si ritiene che ciò non sia indispensabile se le parti non prevedono un rimborso delle spese per l'esecuzione dell'attività.
Si ricorda inoltre, che nell'ipotesi in cui vi sia una interruzione dell'attività per effetto di malattia, infortunio o gravidanza, per espressa previsione dell'art. 66, comma 1 del decreto il rapporto contrattuale rimane sospeso senza l'erogazione del corrispettivo.

In un contratto a progetto che diritti ha il lavoratore  nell'assenza per malattia, gravidanza o infortunio?
L’art. 66 del D.Lgs. n. 276/03 prevede che la gravidanza, la malattia e l’infortunio del collaboratore a progetto non comportano l’estinzione del rapporto contrattuale, che rimane sospeso, senza erogazione del corrispettivo.
Per quanto attiene alla malattia ed all’infortunio, salva diversa pattuizione, il rapporto contrattuale non subisce proroghe ed il committente può recedere dal rapporto qualora la durata della malattia e/o dell’infortunio si protragga per oltre un sesto della durata complessiva del contratto o comunque per oltre 30 giorni.
Per quanto attiene alla gravidanza, il rapporto rimane sospeso e subisce una proroga ex lege di 180 giorni (in quest’ultima fattispecie l’I.N.P.S. corrisponde anche un’indennità).
La dizione: "...senza erogazione del corrispettivo" non significa necessariamente che il compenso globale concordato per un programma o un progetto realizzato dal collaboratore nel corso della durata del rapporto, indipendentemente dai periodi di sospensione, non debba essere, alla fine, interamente corrisposto.
In alcuni casi, infatti, la sospensione del rapporto per gravidanza, malattia e infortunio potrebbe essere ininfluente (soprattutto se di breve durata) e, quindi, non compromettere il risultato collegato al progetto o al programma.
In tale situazione non sembrerebbe lecito effettuare alcuna detrazione dal compenso globale pattuito.
Se, invece, l'assenza per gravidanza, malattia o infortunio, incide negativamente nella realizzazione del progetto o del programma di lavoro può, per espressa previsione normativa, non essere corrisposto parzialmente, o anche totalmente, il relativo compenso pattuito.
Solo allora, per quanto attiene la determinazione dell'eventuale quota di corrispettivo da detrarre, fermo restando il riferimento alla concreta utilità che può trarre il committente dall'attività complessivamente svolta, può convenzionalmente essere preso a base di calcolo dell'importo, la quota giornaliera del corrispettivo stabilito per l'intero programma o progetto (totale del compenso rapportato al numero dei giorni di durata del rapporto).

Qual è il regime contributivo delle collaborazioni in un contratto a progetto? Quanti contributi si pagano e a carico di chi sono posti?
Per l’anno 2005, tenuto conto della maggiorazione annuale dello 0,20% fino al raggiungimento di un’aliquota complessiva del 19% (art. 59, comma 15, legge 27 dicembre 1999 n. 449) e delle nuove fasce di retribuzione pensionabile, le aliquote contributive in questione sono pari al:
18% (17,30+0,20+0,50) per redditi fino a 38.641 euro;
19% (18,30+0,20+0,50) per redditi superiori a 38.883 euro e fino a 84.049 euro.
15% per i titolari di pensione diretta;
10% per i titolari di pensione indiretta e per chi ha già altre coperture previdenziali.
Per il 2005 il massimale di reddito oltre il quale non è più dovuta la contribuzione è pari a 84.049 euro.
L’onere contributivo è ripartito tra il committente – datore di lavoro (2/3) ed il collaboratore a progetto (1/3).
Per i professionisti non opera il meccanismo della ripartizione. Essi hanno titolo ad addebitare al committente, in via definitiva, una percentuale pari al 4% dei corrispettivi lordi.

E’ possibile, per soggetti titolari di partita IVA stipulare contratti a progetto?
Non esiste alcuna norma che lo escluda ma i compensi percepiti nell’ambito del rapporto di collaborazione coordinata e continuativa non sono soggetti all’imposta ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. n. 633/1972.

E’ ancora possibile stipulare contratti di lavoro autonomo ex art. 2222 c.c.?
Ove la prestazione di lavoro autonomo sia fornita al di fuori di un rapporto coordinato all’attività dell’azienda committente e continuativo sotto il profilo temporale, è ancora possibile stipulare contratti di lavoro autonomo per la prestazione di servizi. Anche i compensi percepiti nell’ambito di tali rapporti, in difetto di diversi obblighi previdenziali, saranno assoggettati a contribuzione nella misura prevista per i collaboratori a progetto (18% per redditi fino a 38.641 euro; 19% per redditi superiori a 38.883 euro e fino a 84.049 euro), salvo che l’importo annuo complessivo del reddito prodotto sia inferiore ad Euro 5.000,00.

In quali casi non c’è l’obbligo di iscriversi alla gestione separata INPS e di pagare i relativi contributi in un contratto a progetto?
Salvo che nell’ipotesi in cui le collaborazioni rientrino nell’oggetto di arti e professioni che siano dotate di specifici enti di previdenza (nel qual caso la questione non è ancora da ritenersi pacifica), in caso di contratto di collaborazione coordinata a progetto sussiste sempre l’obbligo di iscriversi alla Gestione separata dell’INPS e di pagare i relativi contributi. Ove, invece, la prestazione sia resa autonomamente ma in via non coordinata e continuativa, l’obbligo di iscrizione alla gestione separata sussiste se l’attività svolta non rientra nell’oggetto dell’attività professionale esercitata abitualmente, o rientra nell’oggetto di una professione non dotata di specifico ente di previdenza, o non rientra nell’oggetto di alcuna arte o professione e se il relativo reddito prodotto supera gli Euro 5.000,00 annui. Nel caso in cui il reddito annuale prodotto non superi la soglia dei 5.000,00 Euro l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS non sussiste.
Per ulteriori informazioni potete collegarvi a Gestione separata INPS

E’ ancora possibile stipulare contratti di collaborazione senza progetto?
E’ possibile stipulare contratti di collaborazione senza l’individuazione di un progetto nei seguenti casi:
a. Prestazioni occasionali;
b. Agenti e rappresentanti di commercio;
c. Professioni intellettuali;
d. Associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e a gli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni;
e. Componenti di organi di amministrazione e controllo di società;
f. Partecipanti a collegi e commissioni;
g. Soggetti che percepiscono la pensione di vecchiaia;
h. Pubblica amministrazione.

Commenti


2013-07-31 09:22 PM

Un contratto a progetto può essere rinnovato senza che la persona interessata ne sia al corrente?

 

2013-07-31 09:20 PM

Un contratto a progetto può essere rinnovato senza che la persona interessata ne sia al corrente?

 

2013-03-11 09:24 AM

Salve, ho lavorato per anni per un'azienda con contratto di lavoro autonomo di collaborazione a fase di lavoro, prorogato di anno in anno. L'ultima proroga di due mesi scadeva il 28/02/2013 senza che io ne fossi a conoscenza,quindi senza che firmassi niente. è stata inviato al centro per l'impiego un contratto di proroga per altri 4 mesi nonostante io abbia comunicato il 1/03 al mio datore di lavoro che non volevo più continuare la collaborazione. La mia domanda è se la proroga può essere considerata valida senza alcun accordo verbale o scritto fra le parti.

 

2012-12-07 03:40 PM

Sono un lavoratore con contratto a tempo indeterminato da 25 anni.Ora un'azienda mi ha proposto un piccolo lavoro di 5 giorni con contratto a progetto (un venerdi che sono in ferie, 2 sabati e 2 domeniche). Posso stipulare questo contratto?, sono compatibili tra di loro? Grazie

 

2012-10-14 04:36 PM

Salve a tutti, sono insegnante con contratto a progetto, quest'anno ho accettato gruppi supplementari e prendero' complessivamente per tutto l'anno 2012 intorno ai eu.11000 lordi(9200 al netto); dovro' pagare altri contributi oltre la ritenuta del 20% sulla busta paga? devo fare una dichiarazione io ? Grazie a chi mi illuminerà !

 

2012-09-10 06:59 AM

buongiorno,volevo sapere se è regolare avere un turno smezzato dalle 6:30/12:00 e 18:00 23:00 ogni giorno avendo cosi un riposo ridotto

 

2012-09-09 05:32 PM

buongiorno, sono un architetto senza p.iva. Come posso proporre una formula di pagamento corretta per un lavoro di 2 settimane? quanto dovrei calcolare di tasse da sconputare dal mio compenso? grazie

 

2012-06-27 10:54 AM

a un contratto a tempo detreminato puo seguire immediatamente dopo la scadenza un contratto a progetto se questo è voluto dal lavoratore?

 

2012-05-28 04:28 PM

Buona sera, ho un contratto a progetto da Ottobre 2010 a Ottobre 2012. Attualmente mi trovo al 5° mese di gravidanza quindi tra un paio di mesi andrò in maternità da Agosto a Gennaio, quindi dopo la scadenza del contratto. Vorrei gentilmente sapere se il contratto, durante la maternità, rimane congelato e quindi ho la possibilità di recuperare questi 180 giorni, oppure il rapporto di lavoro cessa comunque alla data stabilita. Grazie mille!

 

2012-04-21 09:20 AM

vOLEVO AVERE UN'INFORMAZIONE: CON UN CONTRATTO A PROGETTO DI 6 MESI RELATIVAMENTE AI CONTRIBUTI INPS CHI LI VERSA? L'IMPORTO DI 1500.00 EURO MENSILI DEVE AVERE LA DICITURA PARTICOLARE SE AL NETTO CONTRIBUTI O LORDO?

 

2012-04-13 09:36 AM

Buongiorno, la mia azienda mi ha proposto di passare da tempo indeterminato a progetto mantenendo la stessa mansione e ore di lavoro. Con €1200 netti attuali quanto dovrei chiedere dopo? Inoltre: qual'è la differenza nel versamento contributi nei due casi? Grazie mille!!!

 

2012-04-13 09:33 AM

Buongiorno, date le circostanze economiche la mia azienda mi ha proposto di passare da tempo indeterminato a progetto mantenendo la stessa mansione e ore di lavoro; legalmente è possibile questo? Meglio aprire la partita iva con regime dei minimi e diventare effettivo collaboratore esterno?

 

2012-04-12 10:02 AM

Buon giorno, io ho firmato un contratto a progetto per svolgere le mansioni previste mi devo spostare spesso fuori comune (eseguo rilievi topografici su dei cantieri) uso il mio mezzo e mi viene corrisposto in agiunta al fisso un rimborso chilometrico e indennità di trasferta che incide per circa €400 euro mensili, vorrei sapere se su l'importo annuale di tale rimborso ammontante a circa € 4600 va versata la relativa quota contributiva e se si la stessa va versata dal datore o dal lavoratore. Grazie in anticipo.

 

2012-03-10 11:42 AM

buongiorno, sono una una lavoratrice part-time 24 ore in cassa integrazione straordinaria a zero ore, vorrei sapere se posso lavorare in un call-center con contratto a progetto senza perdere gli ammortizzatori sociali. Cosa dovrei fare? grazie

 

2012-03-09 09:13 PM

SALVE,ho un contratto a progetto coordinata continuativa da settembre 2009 rinnovato ogni 8 mesi circa,ho la possibilità di maternità, in base alle nuove normative che dovrebbero entrare in vigore?reintegro dopo la stessa?assunzione a tempo indeterminato.grazie saluti

 

2012-03-02 03:05 PM

Salve, se sia possibile stabilire nulla? Ma assolutamente no, nel contratto a progetto come spiegato nell'articolo deve essere tutto messo per iscritto, anche il progetto stesso, non solo il compenso e i tempi. Quindi lei non ha un contratto a progetto col suo datore di lavoro. La redazione.

 

2012-03-02 02:39 PM

Salve, a parte che non siamo avvocati, ma letta così la sua storia sembra assurda, dove sta scritto che dopo aver chiuso il rapporto con un'azienda poi lei non possa fondarne una sua in concorrenza? Lei dice che è stato accusato di concorrenza, non mi risulta sia un reato, o i suoi ex-datori di lavoro sono pazzi e così il loro avvocato oppure lei ha riferito la cosa in maniera superficiale, l'accusa sarà più circostanziata e verterà su qualcosa di scorretto che lei avrebbe fatto.

 

2012-02-27 06:31 PM

Ho partecipato a una selezione per in contratto di collaborazione coordinata e continuata. In graduatoria sono arrivato secondo al primo posto è arrivato un pensionato di 63 anni che prima svolgeva in questa azienda il lavoro che è stato messo in selezione. E' giusto tutto questo? ho 24 anni e quindi non ho i titoli che questo signore a collezionato in 43 anni di attività. cordialmente.

 

2012-02-25 03:13 PM

salve io lavoro 42 ore a settimana con un contratto a progetto con 700 euro di retrubuzione,non abbiamo stabilito niente con il datore di lavoro,mi chiedo se sia possibile. Grazie

 

2012-02-16 10:54 AM

Buongiorno, ho un contratto a progetto da luglio 2011 a dicembre 2012. L'azienda mi ha detto che essendo un contratto della durata di 18 mesi alla scadenza dovrebbero fare un contratto a tempo indeterminato. Se nel periodo di contratto intervenisse una gravidanza e una conseguente assenza per maternità a partire dal mese di novembre o dicembre (il contr. scade il 31/12/2012) cosa accadrebbe? continuerebbe a sussistere la condizione per avere un contratto a tempo indeterminato dati i 18 mesi continuativi di contratto a progetto? Grazie per la cortese attenzione

 

2012-02-15 07:52 PM

Salve ho terminato un contratto a progetto con una società da 8 mesi, e ho iniziato una mia attività stipulando una sas, la mia vecchia azienza mi ha inviato una lettera dall'avvocato, intimandomi di concorrenza nei suoi confronti. Come mi devo comportare? Grazie per l'attenzione

 

2012-02-10 10:11 PM

sono assunto con contratto a progetto dal 2005 in reparto amministrativo, assunzione a gennaio fino a dicembre di ogni anno. tutto cio' è possibile??????????

 

2012-02-03 12:14 PM

Dopo un contratto a progetto (4 mesi) è possibile procedere all'assunzione con un contratto a tempo determinato (9 mesi)? Preciso che la mansione è la stessa sia nel primo che nel secondo rapporto di lavoro.

 

2012-01-30 01:16 PM

Buongiorno, mi è stato rinnovato per la terza volta un contratto a progetto. Con alcune differenze, però. Prima avevo un contratto con concordato stipendio mensile fisso, indipendentemente dalle ore impiegate. Ora il contratto mi è stato rinnovato con" scaglioni di tariffe orarie". Vale a dire: fino a 40 ore mensili: 9 € lordi/ora da 41 a 80 ore mensili: 8 € lordi/ora oltre le 80 ore mensili: 7 € lordi/ora. cioè, le prime 40 ore le pagheranno 360€, le altre 40 320 e le 40 successive 280 lordi e così via. Rispetto alla mia retribuzione precedente, l'orario pieno di 40 ore settimanali (pagati a scaglioni) mi dà uno stipendio inferiore (tra i 30 e i 50 € in meno). E' possibile stipulare un contratto del genere? E' legale (per usare un'espressione più forte!)?? Vi rinbgrazio per l'attenzione e la disponibilità. Stefania

 

2012-01-13 06:48 PM

Mi permetto di far notare che le aliquote contributive hanno subito dal 2005 ad oggi, diversi adeguamenti, raggiungendo percentuali significativamente più alte rispetto a quelle indicate.

 

2011-12-02 04:23 PM

buonasera, lavoro per un'azienda con contratto a progetto dal 2007 rinnovato oramai 3 volte. per contratto abbiamo concordato uno stipendio netto mensile, l'ultimo rinnovo ha scadenza ottobre 2012 in caso di recesso anticipato da parte del datore di lavoro ho diritto al pagamento delle mensilità restanti, cioè fino al termine stipulato sul contratto?

 

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