Crowdfunding
Finanziamenti e web: il fenomeno crowdfunding

Avete un sogno nel cassetto che volete realizzare? Un progetto da sviluppare in attesa di trovare un adeguato sostegno economico? Bene, c’è chi ha pensato di usare la Rete e i suoi fruitori per raccogliere fondi in maniera alternativa ma molto efficace.

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Con il termine crowdfunding si fa riferimento al finanziamento di un’idea imprenditoriale, artistica, scientifica, giornalistica, etc. tramite l’aggregazione di piccole offerte raccolte attraverso la Rete da un gran numero di donatori sparsi in tutto il mondo. Ad ogni specifico progetto promosso da un utente è associata una scadenza e un obiettivo di capitale da raggiungere. Se alla scadenza la somma non è stata raggiunta, il progetto non vedrà la luce e nessun sostenitore riceverà addebiti.
Il crowfunding può quindi essere descritto come un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizzano il proprio denaro in comune per supportare un’idea progettuale di persone od organizzazioni. C’è chi, come Kevin Lawton e Dan Marom, autori del libro “The crowdfunding revolution". Social networking meets venture financing”, descrivono il fenomeno come uno degli sviluppi più potenti della nostra odierna socio-economia.
Pur essendo un fenomeno molto recente, il crowdfunding è sempre più diffuso in rete e attualmente esistono molte piattaforme in cui è possibile inserire la propria proposta accompagnata dalla corrispondente richiesta economica e sottoporla alla Rete. Se l’idea piace, sarà finanziata, altrimenti no.
Tra le piattaforme più importanti, per grandezza e notorietà, vi è certamente Kickstarter che permette di sostenere progetti relativi all’arte, ai film, alla letteratura, al teatro, al giornalismo, ma anche allo sviluppo di prodotti tecnologici, in particolare software. L’esempio più significativo riguarda il finanziamento di Diaspora, il social network che riunisce gli esuli delle reti sociali online alla ricerca di una gestione più trasparente della privacy. Grazie a Kickstarter, i quattro studenti della New York University promotori -Daniel Grippi, Maxwell Salzberg, Raphael Sofaer e Ilya Zhitomirskiy- in poche settimane hanno ricevuto 200mila dollari da 6479 finanziatori, il 2000% di quanto avevano chiesto. Un successo folgorante. Kickstarter da quando è andato online ha raccolto oltre 15 milioni di dollari e finanziato oltre 1600 progetti. Da sottolineare che Kickstarter percepisce il 5% di ogni budget raggiunto come costo di commissione per il servizio.
Un altro caso famoso di applicazione del crowdfunding è quello del film “The age of stupid”,  vincitore della menzione speciale al Festival del Medio Oriente del 2009, realizzato grazie al contributo finanziario di centinaia di sostenitori.
Un’altra piattaforma piuttosto nota è Ulule.com, che ha sede in Francia. In poco tempo ha già finanziato una serie di progetti, soprattutto nel campo delle arti, del sociale e dello sport.
Specializzati nel settore della moda, sono attivi i siti: Cameesa, che permette di finanziare designer di t-shirt e di ricavare una quota per ogni maglietta venduta con il design sul quale si è investito; Catwalk Genius, simile al precedente, permette di investire in una collezione con la possibilità di guadagnare dalle sue future vendite; Fashion Stake, il cui slogan è “welcome to the democracy” e che permette di investire in nuovi brand e sostenerli.
Nel settore del giornalismo sono attivi i siti come Spot.us, che permette a giornalisti e blogger di proporre agli utenti di suggerire argomenti di approfondimento e di finanziare inchieste specifiche sui più disparati argomenti, in genere riferiti all’informazione locale dei territori (principalmente negli Stati Unit). Se viene raggiunta la cifra richiesta, il servizio giornalistico viene realizzato. In Italia esistono siti analoghi come You Capital, nato nel marzo 2010 su iniziativa dell’Associazione Culturale Pulitzer, e Dig-it, sito di giornalismo on demand.
Esistono poi siti di crowdfunding anche nel settore della ricerca scientifica. Ottimi esempi sono Open genius e Sciflies.org, che permettono di pubblicare i progetti di ricerca sul Web, consentendo ai donatori di finanziarli direttamente.
Infine, il crowdfinancing opera anche nel campo della finanza e degli investimenti. Alcune società sono specializzate nel raccogliere fondi da investire in progetti d’impresa, in particolare nei mercati emergenti. Tra esse vi è l’olandese Laragh Finance e l’inglese Crowd Cube, la quale si propone di rappresentare “la nuova era del business investment”, riuscendo a bypassare i tradizionali modi di accesso al credito. Un aspetto da non sottovalutare, considerata l’attuale situazione del sistema bancario. Per certi aspetti simile a Crowd Cube vi è poi Peerbackers.com, con base in Florida, lanciata nell’ottobre 2010.
Il successo di queste piattaforme ha attirato anche molti Venture capitalists che hanno mostrato interesse nell’investire in queste start-up impegnate nel crowdfunding. Un importante sito che ha creato una comunità di investitori in start-up è Grow Venture Community, che connette imprenditori ed investitori, aiutandoli a scoprire i loro punti di contatto. Insomma la situazione è in pieno fermento e le opportunità per chi ha spirito d’iniziativa non mancano certamente.

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Commenti


2011-12-09 12:38 PM

Ho un sogno per relizzare un allevamento di lumache .Potete aiutarmi ? Grazie Ivan Antonina

 

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